
Un album micidiale proviene dalla terra di Jinjer e Make Me Famous, straziata dalla guerra e dalle continue sofferenze e distruzioni degli ultimi anni. Gli autori di ‘Imago’ sono attualmente localizzati in Slovacchia e stanno organizzando il prossimo tour che li vedrà alla prova con questa manciata di pezzi devastanti, carichi di tutti i valori che hanno portato in cima alle classifiche il metal moderno ma allo stesso tempo mai domi nella loro ricerca sonora. La sperimentazione è infatti alla base di un sound ultra-tecnico e invasivo, evidentemente i Bring Me The Horizon hanno fatto scuola, che bilancia in maniera intelligente melodia e aggressività, trigger ed elettronica, chitarre djent e breakdown letali. ‘Poisoned Art’ non è soltanto un album coeso e organico ma una vera e propria raccolta di singoli, perché in scaletta si fa veramente fatica a distinguere i pezzi “normali”. Non ce ne sono, molto semplice. Gli ucraini alternano influenze hip hop, come nella bellissima ‘Coldheaven’, e industrial in totale libertà ed alcuni versi in lingua madre omaggiano il forte legame con la loro patria duramente messa alla prova. Il frontman Dmytro Kozhukhar offre il meglio di sé in ‘Halo’ e ‘Doppelgänger’ mentre il leader e chitarrista Olexksii Zatserkovnyi, responsabile pure del mixaggio e della componente grafica, si impone per versatilità e potenza in ‘Tribe’, un assalto senza freni posto all’inizio giusto per chiarire le cose, e ‘Ghost Town’, forse il brano più coraggioso e innovativo del lavoro. Luci e ombre, improvvise deflagrazioni e passaggi cinematici. La release perfetta per chi vede il metalcore come un genere scevro da condizionamenti ed un altro colpo messo a segno da Napalm Records, sempre più attenta alle possibili rivelazioni in ambito metal.


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