
Dalla serie “a volte ritornano”, ecco che dopo ben quattordici anni di assenza ritroviamo sui campi di gioco del panorama musicale gli H-Blockx, band che ha sempre militato nel campionato di cadetteria del crossover che tanto andava di moda in tutti gli anni novanta. Pur essendo validi, i teutonici non sono mai riusciti a spiccare il volo verso lidi migliori che, probabilmente, avrebbero meritato in considerazione di una proposta artistica scanzonata e simpatica che, a questo punto, è stata anche il più grosso limite dei tedeschi. Con “Fillin The Blank” sembra, davvero, di fare un salto nel passato quando anche il new metal dei Limp Bizkit faceva sconquassi in tutto il mondo. E non è un caso che brani come “Beg To Differ”, di puro hip-hop, e “Come Clean” ci portino indietro agli anni novanta. Stessa cosa si può dire della gioiosa “Straight Outta Nowhere” dal coro irresistibile. Le melodie, probabilmente, sono state curate maggiormente rispetto ai lavori precedenti, visto che pezzi come “Licky Licky”, briosa come non mai, o la riflessiva “Desperado” riescono ad entrare nella testa anche dell’ascoltatore più disattento. Poi ci sono i riferimenti storici a cui la band paga dazio. Se si ascolta “Last Summer”, ci si ricorda degli Sugar Ray di “Floored”, mentre “What The Funk” fa il verso ai Red Hot Chili Peppers di “Mother’s Milk”. Nulla, però, è comparabile a “Me And My Horse” che presenta quel coro messo in atto da ragazzine che è, pressoché, identico a ciò che proposero i Faith No More con “Be Aggressive”, presente sul mitico e insuperabile “Angel Dust”. Dunque siamo nel campo delle influenze d’autore e del melting pot assoluto che poi, tirando le somme, significa crossover. Come avrebbe detto il grande Pizzul è tutto molto bello, ma aggiungiamo noi che è anche tutto tremendamente nostalgico e, probabilmente, superato rispetto ai tempi che stiamo vivendo.


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