
In rete si legge tutto. Un disco garage rock, un disco grezzo e tagliente, il disco della rinascita. Ma per favore. Dave Grohl aveva bisogno di mettersi alle spalle il dolore che aveva caratterizzato l’uscita di ‘But Here We Are’ e dare una sferzata ad una discografia che appariva sempre più stanca e lo ha fatto cercando di dare spazio alle vibrazioni che si provano quando una band entra in sala prove e si protegge da tutto quello che proviene dall’esterno. Tutto bene, per carità. Sono sicuro che si sarà divertito a registrare questa manciata di canzoni, assieme a Oliver Roman. Il problema non sono però le canzoni perché alcune funzionano, soprattutto quelle in cui viene lasciato spazio al nuovo batterista Ilan Rubin (ex-Nine Inch Nails) ed altre meno. Il problema è questa sensazione di finto e costruito che accompagna tutto l’ascolto. Ne abbiamo abbastanza di produzioni fotocopia e suoni di plastica, che forse funzioneranno solamente sui servizi streaming che così tanto odiamo. ‘Your Favorite Toy’ non è un brutto disco, ma è un disco noioso, ripetitivo, chiamato a recuperare l’urgenza degli esordi – tendenza anticipata con l’uscita del singolo ‘Today’s Song’ e la cover dei Minor Threat - per poi piegarsi al mainstream con ‘Asking For A Friend’. Un’incoerenza paurosa, a partire dal mixaggio affidato a Mark "Spike" Stent (Madonna, Lorde), che non fa bene alla scena alternative rock di oggi. Qualcuno di voi potrà obiettare che non esce molto di meglio. È vero ed a quasi sessant’anni l’ex-batterista dei Nirvana potrebbe apparire un po’ più onesto, con sé stesso e i propri fan. Si salvano ‘Caught In The Echo’ e ‘If You Only Knew’. Il resto è sinceramente trascurabile, con retaggi classic rock e punk piazzati in maniera strategica per vendere qualche migliaio di copie in più, per chi ha amato i Foo Fighters e il loro percorso nel complesso. C’è di buono che la band tornerà in tour e passerà anche dagli I-Days di Milano con Idles e Fat Dog di supporto. Ci sarà comunque da divertirsi.


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