
Nel corso della loro lunga carriera gli Armored Saint hanno sempre saputo centellinare i propri lavori. Mai un passo falso, mai un’indecisione. Solo quando sono stati consapevoli di essere sulla strada giusta hanno immesso sul mercato dischi che hanno fatto la gioia di critici e, chiaramente, fans. Il nono capitolo in studio, “Emotion Factory Reset”, non si discosta dalle loro ultime produzioni. Si tratta di un album che guarda al passato, alle origini della band, ma con un’impronta moderna che è data dalla produzione scintillante e al passo con i tempi. Probabilmente, rispetto, al passato c’è una maggiore claustrofobia nell’atmosfera che si nota in pezzi dal sapore quasi grunge - blues come “Buckeye”. Le classiche bordate vengono presentate in apertura con “Close To The Bone”, veloce e aggressiva come il copione richiede e con il singolo “Hit A Moonshot” dotata di aperture in sede di ritornello che sono degne di nota. Va da sé che, probabilmente, rispetto al recente passato questa nuova fatica dei “Saints” ha bisogno di numerosi ascolti per poter essere assimilata. I vari componenti della band fanno il loro lavoro che si rivela, come al solito, ottimo. Un assaggio è dato dalla potenza della coppia ritmica che esplode in tutto il suo fragore in “Every Man – Any Man”. I momenti maggiormente easy listening si materializzano nel finale con la splendida accoppiata formata da “Bottom Feeder” e “Epilogue” che mettono sul piatto della bilancia il valore di un quintetto che, per talento e bravura dei singoli elementi, non è secondo a nessuno. A proposito, come non si può non citare in tutto questo la performance esemplare di John Bush. La voce dell’ex Anthrax rimane una delle più belle del panorama metal e il suo classico imprinting marca a fuoco l’intero disco che vede in stilettate come “Ladders And Slides” e “Not On Your Life” altri esempi di puro metal in cui passato e presente si sposano bene e vanno a braccetto come mai accaduto in precedenza. Se c’è un sinonimo di garanzia nel panorama heavy, allora questo risponde al nome degli Armored Saint. Non c’è altro da aggiungere.


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