
A tre anni di distanza da ‘Blackout’, il gruppo nu metal originario della Pennsylvania si riaffaccia sul mercato con un album costruito su ritornelli clamorosi e soluzioni melodiche vincenti. Ci sono momenti nella carriera di una band in cui scommettere su qualcosa di sicuro diventa il rischio più grande. Nel processo di realizzazione di quest’album infatti i From Ashes To New hanno buttato via sedici demo destinati a proseguire il percorso lasciato a metà proprio con ‘Blackout’ per fregarsene delle regole dell’industria moderna e regalare ai propri fan un disco più onesto e fedele alle proprie radici. Possiamo parlare di un disco veramente liberatorio, sia per Danny Case, che non aveva mai cantato così bene, sia per i chitarristi Lance Dowdle e Jimmy Bennett, che hanno dato il meglio con un approccio molto più live-oriented, Jon Lundin ha fatto sì che la produzione apparisse aggiornata senza copiare nessuno e la maturità di alcuni arrangiamenti è sorprendente. Non tutta la scaletta è perfetta, un paio di episodi meno convincenti ci sono, ma nel complesso siamo al cospetto di un lavoro in studio coerente, commerciale e dinamico, in grado di far salire di nuovo i From Ashes To New nelle gerarchie del settore, almeno in ambito statunitense. ‘Drag Me’ e ‘Die For You’ sono i due singoli trainanti mentre il rap serrato di Matt Brandyberry spicca in ‘(Not) Psycho’ e nel finale di ‘Your Ghost’, che ricorda molto i Linkin Park di ‘Meteora’.-

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