Voices Unheard
Jayler
Silver Lining Music
Pubblicato il 14/06/2026 da Francesco Brunale
Songs
01. Intro
02. Down Below
03. Riverboat Queen
04. Need Your Love
05. The Getaway
06. Bittersweet
07. Hate To See It End
08. Over The Mountain
09. Alectrona
10. Lovemaker
11. The Rinsk

Facendo un giro in rete, ci si accorge che molte delle speranze di salvezza del rock britannico passano per i Jayler, una sorta di mix tra gli immancabili Led Zeppelin e i Greta Van Fleet. Insomma, un ibrido micidiale che potrebbe far storcere il muso ai puristi della materia, soprattutto se si prendono in considerazione i secondi che da sempre dividono l’opinione pubblica e i fan. Il riferimento alla formazione americana lo si riscontra soprattutto nella voce del leader James Bartolomew, look alla Robert Plant dei bei tempi, che, però, ha una timbrica identica e spiccicata a quella di Joshua Kiszka. In pratica, se uno chiude gli occhi ed ascolta la musica degli inglesi, sembra che si trovi dinnanzi ai Greta e anche questo aspetto non brilla, assolutamente, per originalità. Fatta questa ulteriore premessa, le canzoni sono derivative allo stato brado, con tanto di marchio del “dirigibile più famoso della storia” che è impresso su ogni composizione. I riferimenti a Page e soci sono rimarchevoli in “Riverboat Queen” che pare essere una costola di “Riverside Blues”, così come la litania di “Bittersweet” si colloca all’interno di un ipotetico materiale scartato dalle sessions di “Led Zeppelin III”. Dunque, il lavoro di ricerca e riproposizione degli dei del rock è stato molto evidente come conferma anche l’iniziale “Down Below”, dal tiro essenziale, condita da armonica e passaggi hard blues che ci riportano indietro di almeno cinquanta anni. Poi, chiaramente, non manca la vena melodica che raggiunge l’acme nell’ottima “Need Your Love” (perfetta come singolo spacca classifiche) e nella conclusiva “The Rinsk”, dalle delicate venature psichedeliche, ma dotata di un grande chorus. In un contesto di montagne russe che producono costanti scossoni “zeppeliniani” (“Over The Mountain” su tutti), i Jayler ci sguazzano alla grande, nonostante quel cantato ricordi troppo evidentemente i Greta Van Fleet. Tutto ciò basterà per evitare critiche e condanne da parte di coloro che ripeteranno che ci si trovi dinnanzi all’ennesima band clone (negli anni ottanta furono i Kingdome Come ad essere messi sotto processo per cotanto “vilipendio”) che, a sua volta, ha ripreso da un’altra che ha “replicato” il marchio Led Zeppelin? Ad occhio e croce il dibattito sarà, come al solito, costante e, tutto sommato, evanescente e stucchevole, alla faccia del “vivi e lascia vivere”. Ed allora, per tagliare la testa al toro, si è costretti a mettere sul piatto “Physical Graffiti” per ricordare e apprezzare chi ha scolpito con le idee e con la perizia tecnica il proprio nome all’interno della storia, non solo, del rock, ma della musica.

Songs
01. Intro
02. Down Below
03. Riverboat Queen
04. Need Your Love
05. The Getaway
06. Bittersweet
07. Hate To See It End
08. Over The Mountain
09. Alectrona
10. Lovemaker
11. The Rinsk
| Related

Le immagini presenti su questo sito, incluse copertine di album e fotografie degli artisti/band, sono utilizzate esclusivamente a fini informativi, didattici e/o di recensione, nel rispetto delle eccezioni previste dalla normativa sul diritto d’autore (art. 70 L. 633/1941 e s.m.i.). Tutti i diritti restano di proprietà dei rispettivi titolari (autori/fotografi, etichette, editori, agenzie). Le fotografie di persone possono essere soggette a ulteriori diritti di immagine e di personalità. Le immagini sono mostrate in risoluzione ridotta, con attribuzione quando disponibile, e non sono destinate a uso commerciale né a sfruttamento pubblicitario. L’uso delle immagini non implica approvazione o affiliazione da parte degli artisti, delle etichette o dei titolari dei diritti. Se ritieni che un contenuto violi diritti di terzi, contattaci: provvederemo alla verifica e, se del caso, alla rimozione tempestiva.