
George Lynch, dopo l’uscita del discreto “Dancing With The Devil”, aveva pubblicamente dichiarato che l’avventura dei suoi Lynch Mob era arrivata alla fine della corsa. In realtà, come spesso accade nel mondo del music – business, queste parole hanno assunto, con il passare dei mesi, il valore tipico delle promesse da marinai. Ne è, pertanto, scaturito un tour mondiale con annessa uscita di un album dal vivo, questo “The Final Ride”, che fotografa appieno quello che è lo stato di forma di una band che è sempre vissuta nel limbo, ovvero tra la volontà di spaccare tutto e l’obiettiva difficoltà nel riuscire ad imporsi, come invece capitato ai Dokken di cui Lynch era una delle due anime calienti. Questo album risulta privo di sovraincisioni e molto grezzo nelle sonorità che si riescono a cogliere appieno. La formazione americana, con l’ultimo arrivato Gabriel Colon alla voce, snocciola quelli che sono i classici dei Mob, oltre a riproporre qualcosa dei Dokken con tanto di termine di paragone che ne può scaturire in casi come questi. La resa è più che discreta. Lynch, come suo solito, ci mette perizia e classe, mentre il resto dei suoi compagni di viaggio lo segue senza batter ciglio. Un brano come “Caught Up”, già bello in studio, assume un significato più ruspante nella sua resa live. Le canzoni dei Dokken (“Paris Is Burning”, “It’s Not Love” e “Lightning Strikes Again”) viaggiano su binari buoni e probabilmente rendono meglio in questo caso e non se a cantarle fosse stato il loro mentore che fa di nome Don. Per il resto non ci sono picchi da segnalare, ma solo una serie di canzoni suonate in modo energico e grintoso da un quartetto composto da validi professionisti. Per chi segue i Lynch Mob dall’inizio del loro percorso artistico, questo album dal vivo è chiaramente da prendere per completare la propria cospicua collezione. Parimenti per chi, invece, non ha molto di loro, consiglieremmo di fiondarsi su “Wicked Sensation” del 1990 per farsi un’idea di ciò che è stato e che, soprattutto, poteva essere se si fossero confermati i pronostici entusiasmanti della vigilia. Ad ogni modo, sembra che la band non si voglia più fermare e che ci sia in pentola qualcosa che bolle (al secolo nuovo disco di inediti in arrivo). Ah, quelle promesse da marinai!

Le immagini presenti su questo sito, incluse copertine di album e fotografie degli artisti/band, sono utilizzate esclusivamente a fini informativi, didattici e/o di recensione, nel rispetto delle eccezioni previste dalla normativa sul diritto d’autore (art. 70 L. 633/1941 e s.m.i.). Tutti i diritti restano di proprietà dei rispettivi titolari (autori/fotografi, etichette, editori, agenzie). Le fotografie di persone possono essere soggette a ulteriori diritti di immagine e di personalità. Le immagini sono mostrate in risoluzione ridotta, con attribuzione quando disponibile, e non sono destinate a uso commerciale né a sfruttamento pubblicitario. L’uso delle immagini non implica approvazione o affiliazione da parte degli artisti, delle etichette o dei titolari dei diritti. Se ritieni che un contenuto violi diritti di terzi, contattaci: provvederemo alla verifica e, se del caso, alla rimozione tempestiva.