Cold Velvet
The Night Eternal
Metal Blade
Pubblicato il 18/08/2026 da Lorenzo Becciani
Songs
1. Where This World Ends
2. Eurydice (Don't Look Back)
3. Caught in a Spell
4. When the Last Candle Dies
5. The Veins of Time
6. The Watcher of the Burning Veil
7. Shape of Sorrow
8. Dance on Crimson Ground

Alcuni dischi sembrano arrivare da un altro tempo e altri, pur guardando ostinatamente al passato, possono vantare qualcosa di profondamente contemporaneo. Il terzo album dei tedeschi The Night Eternal e debutto su Metal Blade, appartiene senza esitazioni alla seconda categoria. È heavy metal, certo, ma sarebbe riduttivo fermarsi alla definizione: dentro queste canzoni convivono il romanticismo oscuro degli anni Settanta, l’eleganza metallica degli Ottanta, una certa inquietudine gotica e quella malinconia notturna che la band ha trasformato, album dopo album, in una vera e propria firma. ‘Cold Velvet’ è un disco costruito sulla tensione tra bellezza e oscurità, tra melodie che si imprimono immediatamente nella memoria e atmosfere che sembrano scivolare lentamente sotto pelle. Non c’è bisogno di alzare continuamente il volume o di esasperare l’aggressività: la band ha capito che il vero potere della sua musica può stare anche in un riff ipnotico, in una linea vocale malinconica, in un ritornello capace di spalancare improvvisamente una stanza buia. Il titolo suggerisce qualcosa di morboso e affascinante, allo stesso tempo distante, gelido, impossibile da afferrare davvero. È esattamente la sensazione che attraversa l’album. I The Night Eternal non cercano semplicemente di ricreare l’estetica di un’epoca gloriosa: prendono il linguaggio del classic metal, lo attraversano con sensibilità contemporanea e lo rendono inquieto, sensuale, quasi onirico. A fare la differenza sono soprattutto le chitarre di Robert Richter e Henry Käseberg. I loro riff possiedono quella immediatezza che appartiene alla tradizione, ma vengono spesso sviluppati attraverso melodie circolari, armonizzazioni e aperture atmosferiche che trasformano ogni brano in qualcosa di più complesso del semplice esercizio di stile. Le chitarre non sono soltanto muscoli: sono memoria, desiderio, nostalgia. E quando partono certe melodie, è difficile non lasciarsi trascinare. La band evoca Rainbow, Mercyful Fate, Judas Priest o certe atmosfere dark dei primi anni Ottanta, ma non scade mai nel tributo o nella derivazione scontata. Il passato è chiaramente presente, ma viene metabolizzato. Anche la produzione di Michael Zech (Behemoth, Dark Fortress) contribuisce in maniera decisiva al risultato. Registrato tra maggio e dicembre 2025 presso i Church Of Sound Studios nell'area di Monaco, l'album beneficia di un approccio particolarmente attento al suono delle chitarre. Sei amplificatori differenti, un mixing analogico e soprattutto la scelta di lasciare respirare i brani tra una sessione e l’altra hanno permesso alla musica di maturare senza quella fretta che spesso accompagna le produzioni contemporanee. Il risultato è un suono caldo, fisico, tridimensionale, nel quale si percepisce il carattere degli strumenti.

Songs
1. Where This World Ends
2. Eurydice (Don't Look Back)
3. Caught in a Spell
4. When the Last Candle Dies
5. The Veins of Time
6. The Watcher of the Burning Veil
7. Shape of Sorrow
8. Dance on Crimson Ground
The Night EternalThe Night Eternal
The Night Eternal
From Germania

Discography
2021 - Moonlit Cross
2023 - Fatale
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