Dark Asylum
Kamelot
Napalm Records
Pubblicato il 29/08/2026 da Lorenzo Becciani
Songs
1. Sanctorium
2. Ashen World
3. ⁠Dark Asylum
4. Sanctuary
5. Nocte Veritas
6. One Last Masquerade
7. ⁠Ivy, My Dear
8. Godlike Alchemy
9. The Sleeping Mind (Orphic Paradigm)
10. Kaleidoscope
11. Enigma (Think of Me)
12. Cassandra’s Disease
13. Beneath the Moon (Tunglið)
14. ⁠The Puppet King
15. ⁠Sanctum Requiem

C’è stato un periodo in cui gli album degli statunitensi, non solo quelli, mi annoiavano da morire. Produzioni finte, sonorità a metà tra progressive e symphonic metal con orchestrazioni fatte al computer o comunque forzate, collaborazioni tese a vendere qualche copia in più e concessioni commerciali inicue. Il successore di ‘The Awakening’ non pretende di inventare nulla e dubito che avvicinerà nuovi fan alla band, però almeno suona vario e incisivo. In scaletta si passa da passaggi puramente cinematici, quasi da colonna sonora di videogioco, ad altri in cui le influenze power emergono palesi. Ambientato in un mondo oscuro di epoca vittoriana, ‘Dark Asylum’ invita gli ascoltatori oltre i cancelli del Manicomio di RavenHill, un’imponente istituzione un tempo costruita come una grandiosa cattedrale, ora trasformata in un luogo in cui scienza, fede e follia coesistono in un clima di tensione. La luce delle candele tremola lungo gli archi torreggianti e i freddi corridoi di pietra mentre i sussurri echeggiano nelle sale, e dietro ogni porta si nasconde un frammento di verità che attende di essere scoperto. L’identità si frammenta, la realtà si distorce e il controllo sfugge in mani invisibili, guidando il protagonista in una discesa nell’oscurità psicologica che alla fine conduce alla trasformazione e probabilmente al rifugio. La produzione è stata curata in collaborazione con Sascha Paeth, il mixaggio è opera di Jacob Hansen ed il featuring più riuscito è quello di Tobias Sammet (Avantasia, Edguy) in ‘One Last Masquerade’. Da segnalare anche l’ottima prova di Ignacia Fernández (Decessus), che vedrei bene in succinte vesti di pelle. La cantante lirica islandese Rannveig Sif Sigurðardóttir, Sólveig Sara Leupold e Lea-Sophie Fischer, violinista degli Eluveitie, appaiono in ‘Beneath the Moon (Tunglið)’ mentre Tommy Karevik si mette in evidenza nella title track e nella stratificata ‘The Sleeping Mind (Orphic Paradigm)’.  
 

Songs
1. Sanctorium
2. Ashen World
3. ⁠Dark Asylum
4. Sanctuary
5. Nocte Veritas
6. One Last Masquerade
7. ⁠Ivy, My Dear
8. Godlike Alchemy
9. The Sleeping Mind (Orphic Paradigm)
10. Kaleidoscope
11. Enigma (Think of Me)
12. Cassandra’s Disease
13. Beneath the Moon (Tunglið)
14. ⁠The Puppet King
15. ⁠Sanctum Requiem
KamelotKamelot
Kamelot
From USA

Discography
1995 - Eternity
1997 - Dominion
1998 - Siége Perilous
1999 - The Fourth Legacy
2001 - Karma
2003 - Epica
2005 - The Black Halo
2010 - Poetry For The Poisoned
2018 - The Shadow Theory
| Related

Le immagini presenti su questo sito, incluse copertine di album e fotografie degli artisti/band, sono utilizzate esclusivamente a fini informativi, didattici e/o di recensione, nel rispetto delle eccezioni previste dalla normativa sul diritto d’autore (art. 70 L. 633/1941 e s.m.i.). Tutti i diritti restano di proprietà dei rispettivi titolari (autori/fotografi, etichette, editori, agenzie). Le fotografie di persone possono essere soggette a ulteriori diritti di immagine e di personalità. Le immagini sono mostrate in risoluzione ridotta, con attribuzione quando disponibile, e non sono destinate a uso commerciale né a sfruttamento pubblicitario. L’uso delle immagini non implica approvazione o affiliazione da parte degli artisti, delle etichette o dei titolari dei diritti. Se ritieni che un contenuto violi diritti di terzi, contattaci: provvederemo alla verifica e, se del caso, alla rimozione tempestiva.