This Mirror Weighs A Ton
Interpol
Partisan Records
Pubblicato il 16/09/2026 da Lorenzo Becciani
Songs
1. This Mirror Weighs a Ton
2. See Out Loud
3. Iron City
4. Wounded Soldier
5. Wings On Fire
6. Ever The Actor
7. So Rides The Reindeer
8. Darling Thoughts
9. Wake Up
10. Enemy
11. Bird and The Serpent
12. Sudden

Dopo tanti anni non è semplice specchiarsi e riconoscersi. Passa il tempo, passano le mode, i rapporti personali si frantumano e ne nascono di altri. Il successore di ‘The Other Side Of Make-Believe’ poggia sull’introspezione e su una forte componente di alienazione e isolamento. L’aspetto più interessante, soprattutto per chi conosce il catalogo degli Interpol, è che Paul Banks ha messo insieme immagini in apparenza scollegate creando una sorta di monologo mentale. Lo specchio è al centro di tutto, in una società dominata da tecnologia, sorveglianza e perdita della propria intimità. L’altro grande tema dell’album è la difficoltà di comunicare. Il mondo esterno tace eppure il grido degli Interpol arriva ancora fortissimo. Nei mesi scorsi sono tornati in Italia in forma splendida e queste nuove registrazioni riflettono un mood positivo e il desiderio di determinare come all’epoca degli esordi. A pubblicare è la Partisan Records di Tim Putnam, etichetta tra gli altri di John Grant, Idles, Fontaines D.C., e già questa è una garanzia. Per la prima volta dai tempi di ‘El Pintor’, gli Interpol sono tornati in studio a New York e hanno affidato la produzione a Andrew Wyatt (Liam Gallagher, Dua Lipa), con l’ottica di ottenere sonorità quanto il più possibile ipnotiche e una inedita profondità degli arrangiamenti. Così è effettivamente, tanto che non riesco a togliere l’album dallo stereo da giorni e questo per certi versi sorprende. Viaggio con la mente, ripenso all’epoca in cui esplosero ‘Turn On The Bright Lights’ e ‘Antics’ e mi sembra passata una vita. ‘Iron City’ e ‘Wounded Soldier’ rafforzano l’idea di una line-up che non era mai stata così solida, con il tastierista Brandon Curtis e il bassista Brad Truax sempre più coinvolti, mentre ‘Ever The Actor’ e ‘Wake Up’ portano in dote un'energia insolita, con ritmiche che strizzano l'occhio ai Talking Heads senza mai perdere quel nervosismo elegante che è da sempre la cifra stilistica della band. 'Enemy' rallenta i battiti con un pianoforte sospeso che ricorda certe atmosfere di Nick Cave, mentre 'The Bird And The Serpent' contrappone un ritmo duro a fiati armoniosi. Serra le fila 'Sudden', ballata che suona come una confessione tardiva, forse la canzone più sincera che Banks abbia mai scritto. 'This Mirror Weighs A Ton' non rincorre il passato né lo rinnega. E’ semplicemente un album adulto e maturo, che restituisce fiducia in una formazione ancora capace di trascinare i sensi di chi ama la vera musica, ma soprattutto di guardarsi allo specchio senza paura.

 

Songs
1. This Mirror Weighs a Ton
2. See Out Loud
3. Iron City
4. Wounded Soldier
5. Wings On Fire
6. Ever The Actor
7. So Rides The Reindeer
8. Darling Thoughts
9. Wake Up
10. Enemy
11. Bird and The Serpent
12. Sudden
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