Nord
Year Of No Light
Radar Swarm Records - Season Of Mist
Pubblicato il 29/10/2007 da Roberto Michieletto
Songs
01. Sélénite
02. L'angoisse du veilleur de nuit d'autoroute les soirs d'alarme à accident
03. Traversée
04. Librium
05. Les mains de l'empereur
06. Tu as fait de moi un homme meilleur
07. Somnambule
08. Prosodia
09. Par économie pendant la crise on éteint la lumière au bout du tunnel
10. La bouche de Vitus Bering
Songs
01. Sélénite
02. L'angoisse du veilleur de nuit d'autoroute les soirs d'alarme à accident
03. Traversée
04. Librium
05. Les mains de l'empereur
06. Tu as fait de moi un homme meilleur
07. Somnambule
08. Prosodia
09. Par économie pendant la crise on éteint la lumière au bout du tunnel
10. La bouche de Vitus Bering
Non è stato un processo immediato, ma alla fine si è manifestato in proporzioni che nessuno avrebbe avuto il coraggio di ipotizzare. Ma è giusto che sia così, che questo sound sia esploso in tutto il suo splendore, che abbia attecchito in maniera radicata e ramificata, senza mai giungere a compromessi, tenendosi in larga parte lontano da una facile accessibilità (d’altronde non è questa la sua essenza intrinseca) e dimostrando di saper generare discepoli legati alla struttura gerarchica iniziale, ma incamminatisi lungo strade proprie. I germi seminali hanno dovuto sedimentare a lungo nel terreno prima di germogliare nella sofferenza e nella maestosità di un paesaggio dove la distruzione post nucleare ha lasciato spazio alla desolazione, alla tristezza e a forme di vita naturale, ma che non prevedono l’uomo nella sua attuale incarnazione. Per chi non avesse compreso dove vogliamo andare a parare nel momento in cui analizziamo il lavoro di debutto degli Year Of No Light (e l’anno senza luce a cui fanno riferimento è proprio quello che ha portato alla devastazione prima descritta), credo che sia utile definire i confini operativi della band di Bordeaux. Il che si potrebbe tradurre in ipotetiche, molto più che effettive, similitudini con creature mitologiche quali Neurosis, Threadbare o Godspeed You! Black Emperor o con classificazioni generiche di una specie unica forgiatasi dalla ibridazione di post-core primordiale, metal apocalittico e tendenzialmente impastato, shoegaze, post-rock tanto abrasivo quanto atmosferico e cataclismi strumentali vari supportati da vocalizzi urlati e da un uso ben congegnato delle tastiere, che si coagulano perfettamente nel contesto massiccio e multi-dimensionale complessivo. A lasciare esterrefatti è la maturità dimostrata dal gruppo, a tal punto che non hanno nulla da invidiare a formazioni che sono da anni sulle scene. Intensi, drammatici, pesanti, catartici, passionali, densi, dilatati. Go North, absolutely!

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