The Art Of Dying
Death Angel
Nuclear Blast
Pubblicato il 16/12/2005 da Lorenzo Becciani
Songs
01. Intro
02. Thrown To The Wolves
03. 5 Steps Of Freedom
04. Thicker Than Blood
05. The Devil Incarnate
06. Famine
07. Prophecy
08. No
09. Spirit
10. Land Of Blood
11. Never Me
12. Word To The Wise
Songs
01. Intro
02. Thrown To The Wolves
03. 5 Steps Of Freedom
04. Thicker Than Blood
05. The Devil Incarnate
06. Famine
07. Prophecy
08. No
09. Spirit
10. Land Of Blood
11. Never Me
12. Word To The Wise
In tempi in cui più o meno tutte le gloriose thrash band, che brulicavano nella Bay Area alla fine degli anni ottanta, si stanno riformando (con risultati più o meno positivi) non avrebbe certo dovuto soprendermi che anche i Death Angel decidessero di tornare alla ribalta. Eppure quando lessi la notizia sobbalzai quasi in preda a un ritorno adolescenziale. I loro tre album hanno contribuito in modo fondamentale alla cultura musicale che mi sono fatto in tutti questi anni e pur ascoltando adesso generi profondamente diversi mettendo ‘Frolic Through The Park’ nel lettore sono ancora i brividi di una volta. ‘The Art Of Dying’ è un disco che non si piega troppo a tutto quello che è cambiato nel metal in tanti anni di assenza e questo è sia un pregio che un difetto. In alcuni pezzi sembra che siano passati un anno massimo due dalle note di ‘The Organization’ e ‘A Room With A View’ (due dei pezzi migliori di ‘Act III’) e le emozioni che Mark Osegueda ci regala in ‘The Devil Incarnate’ sono ancora intatte nella loro forza…Tanti anni di attesa sono stati ripagati da canzoni come ‘5 Steps Of Freedom’ che sembrano state scritte apposta per fare piangere i vecchi thrashers incalliti. Allo stesso tempo ‘The Art Of Dying’ è volutamente retrò e cade a volta in riletture necessariamente scontate (la produzione di Joseph Dobbs non può fare miracoli) seppur piacevoli. Impressionanti le cascate di note della chitarra di Rob Cavestany in ‘Prophecy’ e ‘Land Of Blood’ prima dello splendido finale ‘Word To The Wise’ che incanta lasciando quel sapore di antico tra le labbra che ti fa sentire immortale. Chi ancora rimpiange certi giorni tornerà a vedere l’orizzonte con occhi nuovi..
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