Nervosa
Brasile
Pubblicato il 22/04/2026 da Lorenzo Becciani

Dove ti trovi adesso Helena?
Sono a casa in Grecia.

 

Siete sparse un po’ in tutta Europa. Come funzionano le prove?
Il problema principale è per Emily che vive in Olanda, ma noi altre siamo tutte più o meno vicine. Mikaela sta in Bulgaria ma non è così lontana da Salonicco. Sono cinque ore di auto.

 

Cosa vi siete poste come obiettivo quando avete cominciato a lavorare al materiale di ‘Slave Machine’?
Volevamo creare qualcosa di brutale, aggressivo e diretto ma allo stesso tempo melodico. E quando parlo di aggressività non intendo per forza più extreme metal. Penso ai vecchi valori del thrash. Io e Prika abbiamo sperimentato parecchio per variare il riffing dopo ‘Jailbreak’. Ricordo bene quando abbiamo composto la base strumentale della title track e ci mancava il chorus. Non volevamo spezzare la tensione con qualcosa di più lento e quindi è stato complicato.

 

È stato un processo stressante o rilassato?
Quando sei vicino alla deadline lo stress aumenta inevitabilmente. Abbiamo dovuto registrare in fretta perché siamo state tanto in tour. Passando così tanto tempo insieme abbiamo potuto discutere parecchio del concept, di come avrebbero dovuto suonare le tracce e di cosa volevamo cambiare però poi naturalmente abbiamo stilato un programma. Il basso è stato registrato in un giorno per esempio, ma abbiamo fatto comunque attenzione che tutto suonasse perfetto, creando parti ricche di groove e note meno preminenti che rendessero più dense le tracce. 

 

Nel mixaggio il basso è sicuramente in primo piano. 
Credo che lo siano tutti gli strumenti. Abbiamo sempre in mente le grandi produzioni degli anni Novanta. I capolavori di Testament, Sepultura, Machine Head per intenderci. Però abbiamo prestato attenzione anche a produzioni di stampo più moderno come quelle dei  Gojira, soprattutto per il suono di chitarra.

 

Hai citato i Sepultura. Sapete che una volta ritirati sarete la band metal brasiliana più famosa al mondo?
Ahahahah… dobbiamo festeggiare con i nostri fan brasiliani. Non vedo l’ora di tornare. Siamo una band europea a tutti gli effetti adesso, ma quando andiamo in Brasile ci prendiamo dei giorni in più per stare insieme agli amici e goderci la cultura locale. Sono vibrazioni stupende.

 

C’è una traccia specifica del nuovo album che rappresenta al meglio il sound delle Nervosa nel 2026?
Trovo che nella title track ci sia tutto quello che le Nervosa desiderano dimostrare. É la presentazione perfetta per la nostra nuova era.  Ha il suono di chitarra che ci piace, il basso in grande evidenza, una ritmica pazzesca e pure le clean vocals.

 

Ritengo che ‘Slave Machine’ abbia tutto il necessario per conquistare nuovi fan anche in territori differenti dal thrash..
Sono d’accordo. Abbiamo tanti fan che vengono dal metalcore per esempio. Semplicemente perché amano la musica metal estrema e la nostra attitudine oppure perché ci hanno visto dal vivo a qualche festival insieme alle loro band preferite. Qualche tempo fa abbiamo suonato in Francia assieme ai Novelist, che sono una sorta di mix tra nu metal e metal moderno e, nonostante la grande differenza col nostro sound, il pubblico ci ha accolto in maniera incredibile.

 

É cambiato parecchio dagli anni Novanta. All’epoca il popolo thrash era più chiuso. C’erano gruppi crossover come i Suicidal Tendencies, ma ricordo che quando i Testament pubblicarono ‘The Ritual’ successe il finimondo..
Adesso con i social è tutto più semplice. Sei quasi costretto ad aprire la mente perché basta scrollare video su YouTube o TikTok per imbattersi in generi molto differenti tra loro. È una commistione continua e per certi versi trovo che sia positiva. Ogni volta che sperimentiamo qualcosa c’è sempre il rischio che qualcuno non approvi. ‘Slave Machine’ è sicuramente aggressivo e brutale, totalmente metal, ma anche più accessibile.

 

Quali sono i mercati in cui vendete di più?
A parte la Germania, senza dubbio in Sud America. L’ultimo tour negli Stati Uniti però è andato alla grande quindi ci aspettiamo una crescita di consensi da quelle parti.

 

Qual è stato il concerto più memorabile con le Nervosa?
Ce ne sono tanti che mi vengono in mente. Uno in Cina perché non ci aspettavamo niente. Il posto non era grandissimo, eravamo la sola metal band nel bill e non avevamo visto promozione adeguata ecc.. e invece ci siamo trovati davanti ad una folla. Poi al Tons Of Rock di Oslo nel 2024. Quel giorno suonavano i Metallica come headliner e abbiamo diviso il palco con leggende come Saxon. Il backstage era incredibile! Anche Hellfest e Wacken sono stati memorabili. Per quanto concerne i club ricordo con piacere i concerti al Whiskey a Go Go di Los Angeles e gli show a Brooklyn e nel New Jersey che invece sono stati piuttosto hardcore. 

 

E invece un totale disastro?
Il Wacken nel 2023 è stato davvero complicato. Prima ci hanno cancellato i voli e quindi siamo dovute partire con altri due voli senza sapere se saremmo mai arrivate in tempo. In pratica siamo arrivate all’aeroporto quando dovevamo salire sul palco quindi è stata tutta una corsa per riuscire a suonare. In più il clima quell’anno fu disastroso, tanto che il festival rischiò seriamente di essere annullato. Ci fu un ritardo di due ore e questo ci permise di esibirci ma fu un casino. Il wireless delle chitarre saltò più volte ma siamo comunque riuscite a concludere lo show.

 

(parole di Helena Kotina)  

 

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