Post Orgasmic Chill
Skunk Anansie
Virgin
Pubblicato il 07/01/2006 da Lorenzo Becciani
Songs
1. Charlie Big Potato
2. On My Hotel T.V.
3. We Don't Need Who You Think You Are
4. Tracy's Flaw
5. Skank Heads, The
6. Lately
7. Secretly
8. Good Things Don't Always Come To You
9. Cheap Honesty
10. You'll Follow Me Down
11. And This Is Nothing That I Thought I Had
12. I'm Not Afraid
Songs
1. Charlie Big Potato
2. On My Hotel T.V.
3. We Don't Need Who You Think You Are
4. Tracy's Flaw
5. Skank Heads, The
6. Lately
7. Secretly
8. Good Things Don't Always Come To You
9. Cheap Honesty
10. You'll Follow Me Down
11. And This Is Nothing That I Thought I Had
12. I'm Not Afraid
Diciamo subito che ‘Post orgasmic chill’ è un lavoro certamente più pensato dei precedenti. Da ‘Paranoid and sunburnt’ ha preso le furiose scariche di energia adesso maggiormente controllate per farle diventare sempre più killer, da ‘Stoosh’ la scelta di un approccio a volte più intenso, emozionale e rilassato e di una produzione che mettesse in rilievo le meravigliose doti vocali di Skin specialmente nelle ballads (come ‘You follow me down’ potenziale super hit di MTV) aumentando esponenzialmente il numero di appassionati della band inglese che così supera alla grande l’esame di un nuovo passo evolutivo. Fantastico il singolo ‘Charlie big potato’ (in una delle due parti potete trovare una b-side d’eccezione, ‘Feel’, che non dovete perdere) con la voce leggera e aggressiva di Skin che si muove su un riff heavy che nasce nei lontani seventies. Tra il blues ‘And this is nothing that I thought I had’ , gli attacchi frontali politicamente esposti di ‘On my hotel TV’ e una favolosa ‘We don’t need who you think you are’ che a mio avviso rappresenta al meglio il nuovo sound c’è davvero da meravigliarsi per la completezza di un compact che lancia la band sempre più in alto. Ottimo il lavoro in consolle del producer Andy Wallace (che ha lavorato con gruppi estremi come Slayer e Sepultura ma anche con il favoloso Jeff Buckley) capace di conciliare al meglio le irraggiungibili pop vocals di Skin e la violenza della musica degli Skunk (‘The skank heads’ non smette di sbattere nella mia testa). Splendide anche certe bass lines sviluppate da un Cass probabilmente stimolato dall’incredibile carica dell’affascinante leader di colore. Se i Massive Attack rappresentano l’ultima frontiera del pop made in England dove la contaminazione si muove tra drum n’ bass, jungle e samplers vari, gli Skunk Anansie possono vantare l’altra posizione di rilievo, quella opposta che spesso si lascia andare alla violenza di chitarre metal e a vocals improvvisamente brucianti. Vi ricordate come nel bellissimo Strange Days la band suonasse come in un sabba infernale tra omicidi, risse e festeggiamenti per l’ultimo dell’anno più importante che la storia ricordi ?? La scena non lasciava dubbi ma una essenziale domanda…arriveremo al 2000 o ci ammazzeremo prima ?? No problem gli Skunk Anansie puntano dritti al prossimo millennio…
Skunk Anansie
From UK

Discography
1995 - – Paranoid & Sunburnt
1996 - – Stoosh
2010 - – Wonderlustre
2012 - – Black Traffic
2016 - – Anarchytecture
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