Rain Diary
Finlandia
Pubblicato il 12/03/2015 da Lorenzo Becciani

Come mai le luci sono così violente?
(Joni) La metafora riflette il momento in cui le illusioni notturne vengono spezzate dalle luci del giorno.

Avete impiegato parecchio tempo per pubblicare il vostro debutto..
(Joni) Volevamo essere sicuri che ogni canzone fosse pronta al cento per cento per essere registrata. Inoltre la band ha sviluppato il suo suono durante le sessioni di registrazione lasciando che le modifiche fluissero naturalmente. Ad un livello più elaborato, la base necessitava di registrare materiale secondo una motivazione narcisistica latente ovvero il desiderio di essere ascoltati. Si chiama terapia organizzata.
(Tommi) Le mie motivazioni sono esclusivamente edonistiche. Stava diventando difficile andarsi a coricare la sera avendo pubblicato solo un demo.

Quali erano i vostri obiettivi al momento di formare la band? Quanto sono cambiati adesso che 'The Lights Are Violent Here' è realtà?
(Tommi) L'obiettivo è sempre e soltanto divertirsi durante il processo creativo e fare ascoltare la propria musica.

Quali sono le vostre influenze principali in fatto di musica ed arte in generale?
(Joni) Questa è davvero difficile perché sono tantissime. Alla fine non c'è alternativa ovvero senza musica diventerei letteralmente pazzo. Sarà un clichè ma mi guida ogni giorno che passa.

Quanto tempo avete impiegato a comporre e registrare il materiale?
(Joni) La parte strettamente musicale è abbastanza facile perché ognuno contribuisce alla composizione. Quella relativa alla registrazione più complicata in considerazione del fatto che siamo molto esigenti.
(Tommi) Il songwriting è esteso a tutti i membri del gruppo ed alla fine non importa chi abbia scritto o meno un pezzo. Avevamo dei ruoli ma molti di essi col tempo sono svaniti.

Dove avete registrato? Perché avete deciso di collaborare con Jaani Peuhu e Alan Freeberg?
(Joni) Volevamo registrare il primo album in studi finlandesi leggendari come i Sonic Pump ed i Finnvox in modo da respirare l'aria di quelle sale e prendere ispirazione da essa. Jaani è un mio amico da quasi quindici anni e musicalmente la pensa come me. Per noi è stata una scelta estremamente naturale. Per quanto riguarda Mr. Freeberg il suo approccio è come dire eccentrico ed era qualcosa che dovevamo sperimentare prima o poi.
(Tommi) Jaani sta diventando quasi un membro della band. Non mi sono mai divertito tanto a registrare le voci ma con lui è stato diverso. Pone grande attenzione ai dettagli ed è in grando di reinventarti come cantante. Il quantitativo di amore e dedizione che mette in qualunque parte del processo che fa è fonte di enorme ispirazione per me.

Che tipologia di suono volevate ottenere? Vi siete ispirati a qualche album in particolare?
(Joni) Volevamo apparire oscuri ('You Will Die Alone') con parecchi contrasti ('Shame') in modo che anche le canzoni più melodiche possedessero una certa personalità. Il mood è quello dei Depeche Mode di 'In Your Room' o 'Mulholland Drive' di David Lynch per intenderci.

Avete usato dei synth particolari?
(Joni) Il suono dell'album è ottenuto quasi esclusivamente con le chitarre, amplificatori Orange, qualche pedale ed un pianoforte. Per il secondo album useremo senza dubbio Moog, Korg MS2000 e qualche robusto synth analogico.

Dove avete girato il video di 'Shame'? Chi sono le attrici?
(Tommi) A causa della natura del video abbiamo deciso di non fornire ulteriori informazioni sulle attrici coinvolte. Lo abbiamo girato in una suite di hotel durante una giornata nevosa e cupa. Era domenica e l'atmosfera era molto allegra.

Vi piace il bdsm o desideravate semplicemente creare uno scenario alla Eyes Wide Shut?
(Tommi) E' stato più un mostrare atti primordiali casuali ma dal punto di vista sociale il piacere costruito rappresenta la realtà fredda e plastificata in cui viviamo. Personalmente amo gli abbracci con qualche svolta intrigante occasionale.

So che alcuni di voi vivono a Berlino. Quanto possiamo trovare di quella scena elettronica nell'album?
(Tommi) E' difficile per me indicare la scena berlinese come ispirazione perché le canzoni invecchiano di settimana in settimana. E' un circolo dell'oblio ma ci sono chiaramente delle influenze.
(Joni) Durante il nostro primo tour tedesco abbiamo conosciuto musicisti fantastici e visto locali niente male. In tutta sincerità la Finlandia è piuttosto noiosa in confronto.

Di cosa parla esattamente 'Mirror Of Your Grace'?
(Joni) La canzone parla di come si possa ripulire la superficie ma sia impossibile cancellare veramente quello che si prova intimamente. Cè sempre una sensazione di vuoto che rimane. Siamo estremamente grati a Zabek Ismael per avere catturato tale essenza nel video.

La scena rock-metal finlandese è fantastica. Cosa pensate che i Rian Diary possano offrire rispetto alle altre band? Quanto è difficile mettersi in mostra in tale ambiente?
(Joni) Sfortunatamente la leggenda che la Finlandia sia la terra promessa della musica dark è abbastanza falsa di questi tempi. Ci sono delle ottime band ma il supporto locale è soprattutto rivolto a indie, rap ed elettronica e viene privilegiato il cantato in finlandese. Puoi credirmi oppure no ma la darkwave nel nostro paese non esiste per cui ottenere esposizione è davvero difficile.

Potete dirci il nome di qualche altra band underground che merita la nostra attenzione?
(Joni) Non sono sicuro se i Callisto siano conosciuti o meno nel vostro paese ma sono davvero una grande band. Poi ti consiglio The Chant, ZerØes, Sad January e Sorros.

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