Veyl
Italia
Pubblicato il 16/12/2016 da Lorenzo Becciani

Presenta l’EP con un breve commento su tutti i sei brani che lo compongono..
Flowers – è il pezzo più commovente dell’EP. Soprattutto sui cori finali va a toccare delle corde per me particolarmente sensibili.
The Highest Sky – forse è quello più sperimentale e col quale mi sono allontanata di più dal mio luogo sicuro e ho cercato di agire diversamente rispetto al mio modo standard di produrre e comporre la musica. Lo considero il pezzo alieno dell’EP.
Dirty Car – è stato prodotto insieme a Useless Idea, un mio carissimo amico di Genova che apprezzo come artista a 360 gradi. ‘Dirty Car’ è l’esatto punto di incontro dei nostri due mondi. É un pezzo molto intimo, oscuro, ben rappresentato dal video in bianco e nero di Alessandro Arcidiacono che si sta occupando di tutti i video dell’EP. Un’ambientazione marina inquietante e dark che ben si adatta a ciò che desideravo trasmettere.
Broken Arms - sono molto affezzionata a questo pezzo perché è il primo che ho pubblicato online per promuovere l’EP. É senza dubbio il più pop se posso usare il termine.
Ayorama – per qualche giorno ho girato come una pazza per casa con un microfono magnetico attaccandolo agli elettrodomestici per registrare suoni. É nato così poi ha preso una piega più dark e ho voluto coinvolgere Uncle Meg, una rapper scoperta tramite un’intervista che ho incontrato di persona a New York. É scattata subito l’intesa e nel giro di pochissimo mi ha spedito la sua linea vocale. É unica nel suo genere e presto uscirà il video.
XVX – è il primo pezzo prodotto come Veyl. Inizialmente era pensato come strumentale e anche grazie a questo pezzo ho deciso di cantare sull’EP. E’ molto onirico e lo considero come un viaggio nello spazio. Una via di mezzo tra fuga ed esplorazione.

Qual è il tuo background musicale?
Ho ventotto anni quindi non sono più giovanissima. Ho sempre saputo che avrei voluto suonare e mi ritengo fortunata di poterlo fare. Ho iniziato da piccola studiando pianoforte anche per compiacere i miei, poi da adolescente mi sono spostata verso tastiere e synth ed in seguito al theremin. Emilio Pozzolini, che produce artisticamente l’EP, è appassionato di synth modulari e devo dire che adesso stanno affascinando pure me. Quattro anni e mezzo fa ho cominciato a produrre elettronica dopo varie esperienze con gruppi. Ho sentito l’esigenza di mettermi in proprio e ritengo questo progetto una vera e propria sfida con me stessa. Con i Nihil Est abbiamo pubblicato l’album ‘Nuvole Notturne’ poi ho collaborato con Toshiyuki Yasuda e Gak Sato nell’album ‘Nameless God’s Blue’ e nella traccia ‘Alma M’ contenuta nell’ultimo album dei port-royal, ‘Where Are You Now’.

I brani sono piuttosto differenti tra loro. Qual è quello che secondo te è più vicino al futuro suono dei Veyl?
Direi ‘Dirty Car’ perché è l’ultimo che ho prodotto. In generale mi piace essere poliedrica sia nella composizione che nella scelta dei suoni e sono convinta che anche in futuro questa varietà verrà mantenuta.

Stai gia’ lavorando al full lenght?
Dopo essermi presa una pausa per ‘Ayorama’ ho cominciato a riprendere alcuni pezzi che non sono finiti nell’EP e scrivere cose nuove. Ancora però non so quando uscirà.

Come ti rapporti all’elettronica moderna? Influenze?
Sarà banale ma ascolto generi molto diversi tra loro a seconda del mood o dell’attività che sto facendo. Per quanto concerne l’elettronica amo Autechre, Brian Eno, Nicolas Jaar e Björk ma ascolto anche Carbon Based Lifeforms, Evenings, FKA Twigs e Fever Ray.

In termini di produzione vi siete ispirati a qualche album in particolare?
Assolutamente no. Non c’è nessun riferimento, abbiamo agito in massima liberta’ e credo che questa sia la forza dell’EP.

Immagino che tu voglia proporre l’ep anche all’estero. Quali sono i paesi dove finora stai ottenendo più feedback oppure quelli in cui credi che l’EP possa ottenere un buon successo?
Sto puntando molto su Regno Unito, Germania, Islanda e in generale il Nord Europa. In futuro non escludo anche qualche data negli Stati Uniti.

Come è nata la collaborazione con i port-royal?
Ci siamo conosciuti perché con i Nihil Est abbiamo aperto un loro concerto al Magnolia di Milano. Dopo un anno circa sono stata contattata per scrivere e cantare la linea vocale di un pezzo. Ho voluto collaborare anche in termini di produzione e così è nata ‘Alma M.’. Lavorando con Emilio ho capito che avrei potuto imparare molto dalla sua esperienza.

Cosa puoi dirci dell’immagine di copertina?
É una foto scattata insieme ad Alessandro Arcidiacono in una Chiesa. Essendo il mio esordio solista volevo che una persona fidata seguisse tutto il progetto visivo dall’inizio alla fine. Mi hanno attirato molto queste mani scultoree che escono dal muro. L’immagine riflette il grado di intimità che raggiungo quando riesco ad inserire testi in musica.

Come trasporti dal vivo le tue canzoni?
C’è l’idea di includere una terza persona in futuro ma per il momento siamo io e Emilio. Dal vivo cerco di suonare il più possibile, ci sono delle basi ma non ho il computer. Emilio usa i modulo, elabora tutta l’elettronica gestendo spesso dei suoni che gli mando. Io ho synth, theremin, multieffetto su voce e vari controller. Nelle ultime date ho portato sul palco anche un harmonium indiano.

(parole di Viola D’Acquarone)

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