Avete pubblicato "Paradise Lost" da qualche mese. Com"è stata la risposta fino a questo momento ?
Davvero buona. Stiamo vendendo molto bene considerato lo stato del mercato discografico e abbiamo avuto recensioni positive dovunque. E" successo tutto molto in fretta e ancora dobbiamo abituarci a questa nuova situazione ma è impressionante come un tour possa cambiare la prospettiva della gente nei tuoi confronti. Il Gigantour è stato come oro che cola per noi e non potremo mai ringraziare abbastanza Dave Mustaine e i Megadeth per l"opportunità concessaci. Nonostante non avessimo mai venduto troppi dischi in America quell"esposizione ci è servita a farci conoscere e apprezzare per quello che siamo da tante persone che aspettavano da tempo un gruppo come il nostro.
Quali differenze trovi che ci siano tra il mercato americano e quello europeo che notoriamente è più predisposto per gruppi come il vostro ?
L"Europa è stata sempre più aperta a nuove tendenze e sperimentazioni. E" per questo che un genere come il metal ha fondato dalle vostre parti le basi più solide. Inoltre trovo che nel vecchio continente ci sia una maggiore attenzione nei confronti delle tradizioni e delle radici culturali. Da noi invece viene tutto comandato dalla televisione. Le nuove generazioni non devono più alzarsi dalla sedia per vedere cosa c"è di interessante nel mondo perchè viene dato tutto loro. Basta premere qualche pulsante e sono serviti e questo è drammatico perché spinge a una progressiva pigrizia culturale che è uno dei motivi per cui certe sonorità in America sono quasi del tutto scomparse. In questo momento il trend è quello hardcore e dobbiamo adattarci ma il Gigantour è la dimostrazione di come ci sia ancora tanta gente che si sente legata a certe sonorità. Ottime risposte le abbiamo avute grazie ai numerosi passaggi del video di "Serpent"s Kiss" su Headbanger"s Ball. Tra poco andrà in rotazione anche quello di "Set The World On Fire" e siamo curiosi di vedere come verrà accolto.
Perchè abbiamo dovuto aspettare tutto questo tempo prima che venisse pubblicato "Paradise Lost" ?
Le ragioni sono molteplici. Intanto "The Odissey" è stato il primo disco promosso seriamente e questo ha comportato del tempo. Le prime idee riguardanti le canzoni di "Paradise Lost" risalgono al 2004-2005 ma quando stavamo per iniziare la pre-produzione abbiamo ricevuto l"offerta di partecipare al Gigantour e chiaramente non potevamo rifiutare. Non sono un musicista che riesce a comporre, fermarsi e di nuovo comporre. Ho bisogno di tempo e quando sono in tour non sono in grado di lavorare. Anche se ho sempre con me un portatile ci sono troppe distrazioni e mi è impossibile trovare la necessaria concentrazione. A questo va aggiunto il fatto che volevamo che l"intero processo seguisse dei canoni precisi e che tutto fosse perfetto. Per fare le cose bene ci vuole tempo.
Quali sono le differenze sostanziali rispetto ai dischi precedenti ?
Ogni disco è diverso ai miei occhi. In questo caso abbiamo voluto superarci pubblicando qualcosa che si reggesse da piedi da solo a partire dalle fondamenta. Non ci sono canzoni riempitive o filler ma ogni pezzo ha la sua precisa identità, il suo impatto e preso singolarmente è una delle migliori cose che abbiamo mai scritto. Quando frequentavo l"high school passavo le ore a suonare la chitarra e ascoltare i dischi dei Judas Priest o di Ozzy Osbourne. Da loro volevo che ogni nuovo disco fosse pieno di nuovi riff, sempre più heavy e tecnico. E" questa l"ottica in cui ci siamo calati al momento di comporre le canzoni di "Paradise Lost". Dare il meglio di noi stessi e offrire al nostro pubblico quello che desidera.
Non è strano che "Paradise Lost" sia allo stesso tempo il vostro album più vario ma anche più semplicemente metal ?
E" certamente singolare ma non un caso. Noi stessi volevamo che le nuove canzoni suonassero ancora più personali e distintive. Per fare questo era necessario amalgamare ancora di più certe parti che nei dischi precedenti erano distinte e si contrapponevano tra loro. Un"altro motivo è poi il fatto che il disco è stato sviluppato maggiormente a partire dai riff e questo ha reso la struttura dei brani più dinamica e potente.
Cos"è cambiato a livello di produzione ?
Cambia sempre qualcosa perché ogni disco rappresenta un"esperienza nuova dalla quale trai dei suggerimenti o delle lezioni. Se dovessi risponderti per quanto riguarda l"approccio direi niente o molto poco. Sono stati invece determinanti gli investimenti che ci siamo potuti permettere negli ultimi anni perchè adesso nel mio studio personale c"è il massimo che un musicista possa desiderare. Non abbiamo mai avuto dei demo tanto perfetti in passato e questo è stato importante perché ci ha permesso di fare un ulteriore salto di qualità e trovare nuovi stimoli e direzioni al momento di registrare le canzoni in maniera definitiva.
L"album si basa sull"opera di John Milton. Vuoi parlarci di questa scelta ?
Ci tengo a sottolineare che "Paradise Lost" non è un concept ma il riferimento al poema di Milton ci è servito per dare uno spessore e un peso diverso alle liriche e alle canzoni in generale. L"idea era quella di pubblicare un disco più dark, più heavy, pieno di chitarre e parti epiche. Per questo ho pensato di recuperare le emozioni umane dei personaggi descritti da Milton con particolare attenzione a sentimenti come il tradimento, la vendetta, la lussuria e la corruzione. Dietro a tutto questo non c"è nessun messaggio particolare. Non voglio essere un predicatore e nemmeno parlare di futili problemi nei testi. E" stata solamente un"ispirazione importante perché queste forze spirituali di cui parlava Milton, brutali e selvagge per un verso ma anche passionali e armoniose per un altro, si adattano alla perfezione alle canzoni dell"album.
"Walls Of Babylon" quindi non fa riferimento alle guerre che attualmente uccidono il nostro pianeta ?
Non proprio o comunque non c"è un riferimento diretto. "Walls Of Babylon" mi piace definirla la nostra "war song" per l"impatto che ha sul pubblico e le emozioni che scatena. Nessuna guerra è piacevole e molte iniziano per motivi di interesse economico. Questo è molto triste..
Poi abbiamo canzoni decisamente più dirette come "Serpent"s Kiss" e "Set The World On Fire" che sono state scelte come singoli..
"Set The World On Fire", "Domination" e "Serpent"s Kiss" rappresentano un inizio di album di impatto sicuro. La musica segue il tema delle liriche e suona molto dark e aggressiva. Credo che siano un ottimo esempio di come le nuove canzoni siano maggiormente focalizzare rispetto a "The Odissey". Riff di chitarra potenti, ritornelli che funzionano, parti orchestrali e un coro che infonde un"atmosfera pseudo-religiosa e gotica.
Un"altra canzone che adoro dell"album è "Sacrifice", una sorta di esperimento con piano, parti acustiche e una sezione di archi. Pensi che in futuro questo tentativo potrebbe assumere caratteri più estesi ?
Non penso che pubblicheremo mai un album totalmente acustico. Siamo troppo legati all"elettricità delle chitarre, alla potenza, alla musica heavy in generale. Però mi fa piacere che hai parlato di "Sacrifice" perché ritengo che sia una delle chiavi per interpretare al meglio il disco. Russell non aveva mai cantato così bene e questo risponde alla tua domanda precedente su cosa è cambiato rispetto al passato. Siamo andati avanti, abbiamo spinto al massimo e questo è il risultato.
Infine abbiamo "Revelation" un incredibile trip tra progressive e classic metal. E" possibile leggerla in un"ottica di porta aperta verso il futuro ?
Perché no ? Non posso certo dirti come saranno i prossimi album ma potrebbe essere. In futuro vorrei proseguire il percorso iniziato con "Paradise Lost" diventando ancora più progressive e ancora più metal. "Revelation" rappresenta una sorta di riassunto di tutti gli elementi che possono essere riscontrati nelle canzoni precedenti. E" un pezzo lungo, epico, fortemente evocativo. Sicuramente tra i miei preferiti dell"album. Tra l"altro contiene diversi riferimenti a "Divine Wings Of Tragedy" e quindi da qualcun altro potrà anche essere letta come un ponte sul passato. Mi piace questa dicotomia..
Nel roster della InsideOut troviamo molti gruppi legati a influenze progressive rock e lontani dal metal..
Senza dubbio degli ottimi gruppi. Pur essendo fortemente influenzato dal metal sono cresciuto ascoltando Rush, Yes e Emerson Lake & Palmer quindi anche quelle sonorità fanno parte del mio background personale. Sono anche un amante della musica classica. Bach, Stravinskij e Tchaikovsky su tutti..
Quali sono invece i chitarristi che ami di più ?
I primi nomi che mi vengono in mente sono Jeff Loomis dei Nevermore e John Petrucci dei Dream Theater. Tra quelli che hanno fatto parte della mia crescita musicale punterei diritto su Randy Rhoads un mito assoluto che ha letteralmente cambiato il mio modo di vedere lo strumento. In generale amo i chitarristi che hanno un loro stile e sanno distinguersi per questo. Non è una questione di quanto sai suonare veloce ma di personalità. Per esempio Steve Vai o Allan Holdsworth hanno un suono inimitabile.
E di "Guitar Hero" cosa pensi ?
E" la mia ossessione eh eh... Mio figlio di sette anni mi batte tutte le volte. Quando torno dal tour è sempre più esperto e non c"è gara. In generale sono molto orgoglioso che sia lui che mia figlia di dodici anni alla loro età sappiano già chi erano i Black Sabbath. Spesso da casa nostra si sente in lontananza "War Pigs"...
Avete intenzione di pubblicare un dvd live in tempi brevi ?
E" una cosa di cui stiamo parlando in questo periodo. L"intenzione è sempre stata quella di farlo al momento giusto e registrarlo in un locale grande con i suoni che vogliamo ecc.. Potrebbe succedere anche quest"anno..
(parole di Michael Romeo)


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