Ana Kefr
USA
Pubblicato il 11/04/2011 da Lorenzo Becciani
Intanto introduciamo la band con una breve biografia...
Ho vissuto per tre anni in Egitto lavorando nell'industria cinematografica. Sono tornato negli States pensando che fosse solo per qualche tempo e invece ho incontrato Kyle e spontaneamente i nostri obiettivi si sono concentrati. Abbiamo iniziato a comporre le canzoni per il debutto e assistendo ad uno dei nostri concerti l'idea era quello di imbattersi in un mix tra Exodus, My Ruin, Into Eternity e Taproot. Due anni fa la formazione ha visto l'ingresso di Alphonso, Brendan e Shane e sono iniziate le registrazioni di 'The Burial Tree (II)'.
Ana Kefr significa I Am Infidel in arabo. Cosa vi ha spinto a scegliere un nome tanto singolare?
Se non fosse stato per Kyle sarei tornato in Egitto dopo un paio di mesi. Invece mi ha proposto una canzone intitolata 'Takeover' e lavorando ai testi è uscito il termine che poi abbiamo scelto come nome della band. Mi piacerebbe leggere dei passaggi in arabo dal vivo ma non sono ancora abbastanza bravo nella pronuncia.
Quali sono le vostre influenze principali?
La musica classica rappresenta una base importante per quanto mi riguarda. Sono appassionato di compositori come Modeste Mussorgsky e Zbigniew Preisner e trovo che abbinare la loro lezione alla musica estrema permetta di ottenere un suono davvero oscuro e drammatico.
Quali sono gli eventi che vi hanno portato alla release del secondo full lenght?
All'improvviso ci siamo trovati senza percussionista e chitarrista. Mentre cercavamo i sostituti insieme a Kyle abbiamo scritto tantissimo materiale. 'In The House Of Distorted Mirrors', 'Thaumatrope','Monody', 'AshShahid', 'The Zephirus Circus', 'Parasites' e 'The Blackening' sono state composte prima che la line up diventasse stabile. Non sapevamo come avremmo usato il materiale ma per fortuna abbiamo trovato i nuovi ragazzi e tutto si è sistemato.
Quali album vi hanno influenzato a livello di produzione?
'Waterhed' degli Opeth su tutti. Le chitarre, la batteria, le tastiere e la voce sono assolutamente perfetti. Sapendo di non avere lo stesso budget abbiamo cercato di seguire quella guida per ottenere una qualità sonora eccellente.
In cosa 'The Burial Tree (II)' differisce maggiormente rispetto a 'Volume 1'?
La prima differenza è rappresentata dalla line up che ha registrato le canzoni. L'altra dalla produzione che è molto più elaborata. Adesso gli Ana Kefr sono un gruppo solido, massiccio e complesso. 'The Burial Tree (II)' è stato studiato nei particolari mentre le sessioni di 'Volume 1' furono un vero inferno.
Potresti spiegarci il concept che si cela dietro all'album?
Non è molto semplice. Cercando di sintetizzare 'The Burial Tree (II)' vuole essere una versione oscura dei dialoghi socratici. Il discepolo che chiede lumi sulle questioni filosofiche più importanti. Si ritiene comunemente che la ricerca della verità porti alla felicità ma in realtà si pueograve; andare in contro a tante scoperte drammatiche. Ci muoviamo in bilico tra tali scoperte in un mix tra simbolismo religioso, filosofia e psicologia.
Possiamo considerarlo un viaggio all'interno del proprio inconscio oppure una specie di sfida per l'intero genere umano?
Entrambe le cose. E' un'esperienza sonora molto intima perché i simboli e le metafore possono essere veicoli comuni ma è anche una sfida perché certe domande non hanno avuto risposte per secoli.
Che ruolo svolge la religione per la vostra arte?
In questo momento è fonte di grande ispirazione anche se potrebbe suonare ironico. Sono cresciuto da genitori cristiani e tutto quello che veniva considerato satanista non mi era permesso. Esiste un documentario intitolato 'Jesus Camp' e sembra descrivere la mia infanzia. Quando ho cominciato a rendermi conto della falsità di certe affermazioni ho comunque continuato a leggere alcuni testi come 'The Bhagavad Gita'. Mi affascinano temi come la ricerca di certe risposte e il controllo sull'isteria di massa. E' intrigante cercare di comprendere la psiche umana quanto un fattore come la religione abbia avuto effetti drammatici sul mondo intero. Delusione, bugie, valori, verità..
Credi nella reincarnazione?
Non credo nella possibilità di rinascere in un altro corpo dopo la morte ma in 'Monody' ho lavorato su una citazione di Edvard Munch che ha affermato come da un cadavere lasciato possano nascere dei fiori e quindi l'eternità.
Come vengono composte le parti vocali?

Mi occupo prima dei testi. A quel punto ascoltando le demo strumentali immagino le prime linee vocali. Mi piace creare qualcosa di unico che non segua necessariamente la musica e quindi mi interfaccio sempre con Brendan e Kyle. Alcune volte viaggiano insieme come su 'In The House of Distorted Mirrors'. Una volta composte le parti vocali curiamo i dettagli delle atmosfere degli arrangiamenti.
'Thaumatrope' e 'In The House Of Distorted Mirrors' sono davvero stupende..
Il primo è un brano molto narrativo nel quale ci chiediamo come possa l'uomo liberarsi dalle catene che lo costringono e quindi smettere di vivere di illusioni. L'immagine di un taumatropio che gira descrive i limiti e le credenze in cui siamo intrappolati. Il secondo è un brano sul materialismo. Non parliamo della sua struttura reale ma di come molte persone finiscano per essere guidati dalla musica che ascoltano, dai vestiti che indossano, dal look che hanno e dagli amici che frequentano. Il desiderio di possedere qualcosa di materiale non è sbagliato in generale ma troppo spesso implica una corsa assurda all'acquisto di cose inutili. Ci guardiamo nello specchio sbagliato. Troppe distorsioni.
Improvvisamente passate da parti atmosferiche a sequenze estreme e poi di nuovi a passaggi soft. Siete attratti dai contrasti?
La vita stessa è un contrasto. Alti pazzeschi e profondità inique..
Quando avete incontrato per la prima volta Tairrie B?
Abbiamo suonato di supporto ai My Ruin tre anni fa e dal primo momento ci siamo trovati bene tanto che ci ha aiutati per il primo album. All'inizio del mese abbiamo suonato di nuovo con loro e la risposta del pubblico è stata entusiasta. Tairrie B. e Mick sono due persone fantastiche e stimiamo il loro lavoro come musicisti.
Cosa stai ascoltando in questo momento?
Amiamo i Cephalic Carnage ma il loro vecchio chitarrista ha una nuova banda, chiamata Collapse, che mette davvero i brividi. Hanno rilasciato un sette pollici da non perdere. Mi piacciono gli Hate dalla Polonia e Neige Et Noirceur dal Canada.

(parole di Rhiis D. Lopez)

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