Forgotten Tears
Italia
Pubblicato il 08/06/2011 da Lorenzo Becciani
Come hanno potuto coincidere l'uscita del vostro primo full lenght e l'entrata nel mercato discografico della To React Records?
E’ stata davvero una piacevolissima coincidenza. Circa due anni fa, distribuimmo un promo di 4 tracce ad una lunga serie di case discografiche. Il promo gireograve; parecchio su Internet, soprattutto su YouTube, dove i ragazzi di Indelirium Records (label nostrana orientata su sonorità punkhardcore) ci notarono e apprezzarono parecchio la nostra proposta musicale. Il caso volle che alcuni mesi fa i ragazzi di Indelirium Records decisero di concentrare parte delle proprie energie anche sulla scena Metal estrema, dando così vita alla sorella To React Records. Ci contattarono quindi su MySpace proprio mentre il disco era ormai pronto e in fase di mixaggio, proponendoci di entrare a far parte del loro roster come prima uscita discografica dell'etichetta. Era esattamente il tipo di offerta che stavamo cercando per il nostro debut album e ovviamente accettammo con estremo piacere!
Quanto avete lavorato a questi undici brani? In che lasso di tempo sono stati scritti?
Trattandosi del primo full length dei Forgotten Tears, alcuni degli undici brani hanno visto la luce molto prima di altri. Come ho già anticipato, circa due anni fa abbiamo registrato un promo di quattro tracce. Nel momento in cui ci siamo sentiti pronti per passare a un lavoro più completo abbiamo deciso di riutilizzare comunque i quattro brani in questione, ovviamente riadattandoli per renderli più omogenei con il resto dell’album. Non avendo pereograve; ancora scadenze con case discografiche e preferendo non accantonare l’aspetto live, non abbiamo lavorato sul songwriting con ansia. Detto cieograve;, tra la prima e la seconda fase di stesura, complessivamente trascorse un anno e mezzo circa, tra registrazioni e live no stop.
Quali sono le vostre influenze principali?

'Words To End' è il compromesso di cieograve; che ognuno di noi ascolta. Possiamo dire che fortunatamente abbiamo dei gusti musicali molto differenti che vanno dall’hard rock, allo swedish death metal, all’hardcore, per arrivare fino alla musica elettronica di band come i Prodigy. E questo, in fase di composizione, aiuta molto nel cercare di esprimere una nostra personalità in quello che facciamo.
Come siete riusciti ad ottenere il suono di 'Words To End'?
Per 'Words To End' abbiamo avuto la fortuna di poter registrare quasi tutto presso lo studio personale di Paolo, il nostro chitarrista. Per cui abbiamo potuto dedicare molto tempo alla ricerca dei suoni che più ci soddisfacevano! Abbiamo passato davvero tante notti insonni e, a volte, si ricominciava tutto da capo... ma alla fine abbiamo trovato quello che stavamo cercando fin dall'inizio. Il mixaggio è stato affidato poi a Simone Mularoni (The Modern Age Slavery, Stigma) che si era già occupato delle registrazioni della batteria per l'album. Ha fatto un lavoro davvero eccezionale e cogliamo l'occasione per ringraziarlo di nuovo. Superbo anche il mastering di cui si è occupato Alessandro Vanara (Disarmonia Mundi, Slowmotion Apocalypse) che ha portato il disco ad essere quello che tutti oggi potete ascoltare nel vostro stereo.
Perché proprio questo titolo?
elsquo;Words To End’ parla della pateticità delle ultime parole di una persona in fin di vita. Non importa quanto una persona abbia avuto un atteggiamento corretto o meno nei confronti del prossimo mentre era in vita. Quando si avvicina la sua ora desidera sempre il perdono e la redenzione da parte di tutti. Il concept dell'album si apre proprio su questo tema e si sviluppa continuando su altri temi legati alle ultime ore di vita, ma viste in prospettive e situazioni diverse.
Chi ha realizzato l'artwork del disco? Avete chiesto qualcosa di preciso?
Per l’artwork volevamo assolutamente qualcuno che garantisse, oltre alla qualità, un impatto visivo che riconducesse al concept dell’album. Non a caso ci siamo rivolti ad un personaggio come Travis Smith (Nevermore, Soilwork, Katatonia). L'idea era di rappresentare la fine di una vita umana con un’immagine apocalittica che raffigurasse la fine del mondo. La città, culla di ansie, frenesie, traffico, mille realtà diverse e contrapposte, raffigura simbolicamente come si pueograve; immaginare l'animo di un essere umano. Lavorare con Travis Smith è stato un onore immenso, lo ammiriamo da anni e crediamo che le migliori copertine in ambito metal siano senza ombra di dubbio le sue.
Ci sono dei dischi che vi hanno ispirato particolarmente in termini di produzione?
Non penso ci sia un disco in particolare che abbiamo voluto tenere come riferimento... Quello che volevamo era ottenere un sound completo e moderno, ma al tempo stesso con qualcosa che ci desse un minimo di personalità! Oggi giorno ne sfornano a dozzine di dischi che suonano tutti allo stesso modo! Abbiamo preferito mantenere qualche suono più naturale e meno 'artefatto' per evitare di cadere nei clichè delle centinaia di band che puoi sentire su quasi ogni myspace! Sta a voi ora dirci se ci siamo riusciti!
Proviamo adesso ad introdurre l'album con un breve track by track...
Words To End Zero mezze misure. Volevamo un’apertura che trasmettesse da subito l’idea del tipo di album che aspetta l’ascoltatore.
Inner Memories Uno dei brani ai quali siamo più affezionatiehellip; e a quanto pare anche uno dei più apprezzati.
The Truth Is For Sale Non puoi non desiderare di buttarti in un mosh con questa traccia.
Frail Reality Inizio a raffica, head bang di quelli violenti e inaspettate sonorità melodiche guest vocals Enrico Longhin (Bleed In Vain)
Reflection La quiete prima della tempestaehellip;
Resistance Con questa si riprende a picchiare. Ma in aggiunta c’è un finale tutto da scoprire, soprattutto per gli amanti dei momenti emozionali.
My Fault . Con la settima traccia non si scherza. Pronti per il mosh!
Still Nothing Inside E’ il eldquo;branopausarespiroerdquo; dell’album. O meglio, quella è l’impressioneehellip;
Thoughts Killed My Sleep E’ arrivato il momento di saltare guest vocals Paolo Colavolpe (Destrage)
The Final 24 Rimane in assoluto il brano preferito da noi cinque. Lo riteniamo il più completo di tutti. Se non arriva sfinito dalle precedenti nove tracce, anche l’ascoltatore si troverà d’accordo.
Eye Per essere riportati dolcemente alla realtà.
Quali sono i brani più complessi tecnicamente?
Più che elsquo;complessi’ diremmo elsquo;appaganti’. Suonando insieme da ormai qualche anno, il livello di feeling tra noi è ovviamente cresciuto. Questo ci permette di osare sempre più e quindi di trarre maggiore soddisfazione dai brani più articolatiehellip; un po’ come una coppia che anno dopo anno necessita di sempre più pepe nel rapporto per tenerlo vivo. Per tornare alla domanda mediamente i brani più appaganti sono 'Words To End', 'The Final 24' e 'The Truth Is For Sale'.
Ha senso parlare ancora di metalcore?
Come già detto in precedenza, abbiamo trascorsi musicali piuttosto disomogenei. Ad essere sinceri non ci siamo mai definiti un gruppo metalcore. Non in senso dispregiativo, ma unicamente perché portando varie influenze diverse da quel genere è difficile che risulti inquadrato nel genere.
Tanti gruppi che vengono inseriti nel calderone del genere non riescono a distinguersi per un cantato originale come il vostro. Quanto avete impiegato per raggiungere questi livelli?
Non ci vergogniamo a confessare che le parti vocali vennero rifatte quasi per intero ben 3 volte! Questo ovviamente non per mancanze nelle capacità di Faust, ma perché mano a mano che le registrazioni avanzavano, ci rendevamo conto che si poteva osare sempre e sempre più. E proprio grazie alle capacità e alla timbrica naturale di Faust, e alla nostra voglia di non limitarsi a risultati eldquo;accettabilierdquo;, il risultato finale, secondo noi, è a dir poco esplosivo!
A livello lirico desiderate trasmettere un messaggio particolare?
I testi di eldquo;Words To Enderdquo; sono quasi tutti incentrati sul tema della morte, vista sotto diversi punti di vista di diverse tipologie di persone (come ad esempio il killer, la vittima, il malato terminale, il suicida, un soldato in guerra o addirittura un caro amico oppure un amante preso da un momento di gelosia compulsiva che commette un delitto). Faust, esclusivista sulla stesura dei testi, ha pensato che potesse essere un ritratto incredibilmente vero di quello che è l'animo umano e di cieograve; che nasconde al suo interno. Sì è limitato a selezionare racconti o pensieri che ha reputato i più evocativi o interessanti, dando pereograve; così vita ad un viaggio molto intenso, attraverso riflessioni estremamente forti.
Avete girato un video con Salvatore Perrone. Com'è stata l'esperienza?
Conoscevamo già Salvatore, ma lavorarci insieme è stato davvero una rivelazione. Sia sul piano professionale che su quello personale. Ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti e non parliamo solamente del video realizzato per la title track ma anche delle altre decine di lavori che Salvatore ha realizzato in questi pochi anni. Scontato dire che non vediamo l’ora di avere di nuovo a che fare con lui. Per chi ancora non avesse visto il video, vi invitiamo a fare un salto su youtube subito, soprattutto se siete amanti di una nota serie tv che parla di un simpatico serial killer. www.youtube.com/watch?v=aM2T8bzT5oU
Cosa devono attendersi i nostri lettori dai vostri concerti?
Innanzitutto di lasciare a casa il vestito buono. Non scendiamo dal palco finché il pubblico non è sudato quanto o più di noi! Scherzi a parte, in ogni contesto live, da quello meno stimolante al concerto dell’anno, se non finiamo la scaletta con i muscoli a pezzi non siamo soddisfatti. Questo semplicemente per dire che le esperienze dal vivo per noi sono linfa vitale. Vi possiamo quindi garantire che i lettori non rimarranno delusi a meno che si aspettino di trascorrere la serata tranquillamente seduti a braccia incrociate.

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