Presenta la band con una breve biografia..
I Lockerbie si sono formati alla fine del 2007 quando abbiamo cominciato il college. David (piano) e Doddi (chitarra e voce) frequentavano la stessa scuola e tutto ebbe inizio con l'esecuzione di 'Snjólón' al piano nella hall studentesca. Gummi (basso) e Rúnar (batteria) erano amici di David dall'infanzia. Le prime registrazioni sono avvenute due anni più tardi. All'inizio non avevamo fretta di finire soprattutto per la scarsità di fondi poi invece il processo ha subito un'accelerazione imprevista.
Quando avete deciso che era il momento di pubblicare il vostro debutto?
Appena abbiamo accumulato materiale necessario ci siamo concentrati sugli arrangiamenti. A marzo è iniziato un lungo processo di editing, mixaggio e masterizzazione. Siamo riusciti a completare l'opera entro l'estate in modo da potere organizzare più concerti possibili e adesso il disco sarà disponibile anche fuori dell'Islanda.
Quali sono i luoghi che consigli di visitare nel vostro paese?
A causa dell'energia geotermica presente in tutto il territorio puoi trovare geyser naturali un pò ovunque. Myvatn, Vestfjords, Reykjadalur e il parco nazionale di Skaftafell sono fermate obbligatorie.
Com'è la scena indie a Reykjavík? Ritieni un vantaggio provenire dall'Islanda?
Molto variegata e ricca di artisti. Non ci sono molte persone che si copiano tra loro. E' piuttosto facile trovare contatti per suonare nei locali e farsi scoprire. Siamo una piccola comunità e quindi per chi vuole mettersi in mostra il compito è agevolato.
Sigur Rós rappresentano sicuramente un'influenza per la band. Qual è il vostro album preferito?
Non sono la nostra influenza principale anche se certamente sono un motivo per cui abbiamo cominciato a suonare post rock. Ci piace creare sontuosi stacchi ambientali come in 'Ólgusjór' dove ci sono dodici strumenti che suonano insieme la stessa cosa. Ci piace sperimentare e una nuova traccia che abbiamo composto ha delle parti elettroniche al suo interno. In ogni caso ritengo che 'Ágætis Byrjun' sia il migliore.
Come avete scelto di chiamarvi Lockerbie?
Per un breve periodo avevamo un quinto elemento che aveva scritto una canzone sulla tragedia aerea di Lockerbie. Quando cercavamo un nome per i primi concerti è venuto fuori e pensavamo fosse una grande idea per i conflitti che avrebbe potuto creare in futuro. Una volta vicini alla release del disco abbiamo pensato di cambiarlo ma poi siamo tornati indietro. Ormai il nome fa parte di noi e non avrebbe senso snaturarci.
Quanto tempo avete impiegato a comporre e registrare le canzoni?
Per colpa della scuola e di altri impegni non ci siamo focalizzati soltanto sulla musica quindi alcuni brani sono anche vecchi più di due anni.
Se dovessi scegliere una traccia per presentare il disco a qualcuno di totalmente profano su quale punteresti?
Probabilmente 'I Draumi' perchè trovo che contenga tutti gli elementi che caratterizzano la nostra proposta. Una batteria potente, arrangiamenti di archi estremamente curati, una melodia facile da ricordare e una outro ambient.
A quali dischi vi siete ispirati in termini di produzione?
'In Rainbows' dei Radiohead è l'album perfetto ma abbiamo ascoltato anche Ólafur Arnalds, Sufjan Stevens, Boards Of Canada, Bibio, Sigur Rós e Seabear.
Quali sono le differenze principali tra 'Laut Pt.1' e 'Laut Pt.2'?
Considero 'Laut Pt.2' una sorta di outro. 'Laut Pt. 1' parla di un ragazzo che cerca un buco nel terreno per incontrare qualcuno. Il testo di 'Laut Pt. 2' dice “non ti fermare”. E' una specie di motivazione ad andare avanti per il ragazzo.
'Reyklykt' è fantastica. Di cosa parla la canzone?
Il testo è nato una volta che stavamo provando e abbiamo sentito l'odore di qualcosa che bruciava. Era l'amplificatore di Doddi che aveva preso fuoco.
Quale messaggio vi proponete di trasmettere con le vostre canzoni?
Sono storie divertenti che ognuno può interpretare a suo piacimento. Molti non conoscono l'islandese e questo ci facilita il compito.
Come costruite le linee vocali?
Nascono in modo naturale. Quando componiamo Doddi è abituato a cantare da solo usando parole a caso. Questo avviene finchè la melodia non è pronta. Il passo successivo è quello di scrivere il testo.