Quanto tempo ti è servito per focalizzare i nuovi obiettivi e registrare queste tre canzoni?
I brani di 'On Death And Cosmos' sono nati in un breve ma intenso periodo di grande inspirazione. Sono tornato a comporre come Ephel Duath per scappare da una brutta depressione dovuta a una tragedia familiare occorsa la scorsa primavera, e i nuovi brani sono divenuti non solo una valvola di sfogo ma un vero e proprio rifugio emotivo durante questo periodo di lutto.
Cosa ti ha spinto a pubblicare un mini album invece di tornare subito sul mercato con un full length?
'On Death And Cosmos' copre venti minuti di musica. Ho voluto sfruttare al massimo la durata di un mini. Tre canzoni perche' avevo voglia di fare qualcosa mai proposta dalla band prima d'ora, cercavo un format che mi desse l'opportunità di dare al pubblico un prodotto esaustivo ma che al tempo stesso mostra l'urgenza di far sapere che Ephel Duath ha ancora molto da dire. A mio modo di vedere 'On Death And Cosmos' ha l'intensita' e la completezza tipica di un album ed e' un uscita di cui sono estremamente orgoglioso. Non penso questo deludera' chi ha apprezzato la band nel passato.
Possiamo affermare che queste canzoni sono nate oltre oceano. Quanto e come è cambiato il tuo punto di vista sull'Italia vivendo dall'altra parte del mondo?
Purtroppo il mio punto di vista sull'Italia non e' cambiato molto. Me ne sono scappato via anni fa e la distanza accumulata non mi basta ancora, me ne andrei ancora piu' lontano se fosse possibile. Sono legato alla mia terra d'origine anche se non sento nessun tipo di vicinanza con gli italiani. Non mi sento italiano. La cultura americana e' cosi' diversa dalla mia mia che qui mi sento in vacanza, una vacanza mentale continua. Spero che con il tempo mi riuscirò a riavvicinare all'Italia, per ora, dopo tre anni all'estero, non se ne parla ancora.
Ho letto che hai cambiato diverse location nella Bay Area. Oakland, Berkeley e poi San Francisco.Cosa ti hanno lasciato questi posti e che scena hai trovato al momento del tuo arrivo?
Adoro la Bay Area. La cosa che mi ha più colpito trasferendomi qui e' la grande quantità di spunti artistici con cui vengo a contatto ogni giorno, specialmente a San Francisco. Penso che una persona possa essere, divenire o trasformarsi in qualsiasi cosa voglia. E' una sensazione molto liberatoria. Oggi vedo il mio futuro con la stessa transitorietà con cui ho sempre pensato al mio domani, ma c'è una grande differenza. Sento una piacevole sensazione di leggerezza. Lasciare il posto da cui sono nato, il nord est industriale italiano, e' stato per me come uscire da una coltre di nebbia appiccicosa. Oggi mi sembra che la mia vita sia piu' colorata.
Con l'ingresso di Karyn, Steve e Marco gli Ephel Duath sono diventati una vera e propri all-star band..
E' vero, la line-up di Ephel Duath sembra una all-star band ma la cosa non e' stata pianificata a tavolino per attirare piu' attenzione. Ho sempre voluto il meglio per la mia band, per questo sono riuscito a mettere assieme il team che volevo grazie alla mia testardaggine e al grande supporto di Agonia Records. Spero e mi impegnerò per fare in modo che la musica di Ephel Duath rimarrà sempre al di sopra delle performance dei singoli musicisti coinvolti.
Avresti mai pensato di arrivare tanto lontano agli inizi di questa avventura?
Ho sempre saputo che Ephel Duath rappresenta, e continuerà a rappresentare, il progetto più importante della mia vita, di conseguenza ho sempre sognato in grande e la mia ambizione non ha freno. Allo stesso tempo c'è ancora molto, molto lavoro da fare, molto ancora da dire, molto ancora da comporre, se posso cerco di non guardarmi indietro e fare bilanci ma continuo a lavorare per la band e dare il meglio di me.
Come sei entrato in contatto con gli altri membri?
Marco Minnemann aveva gia' lavorato con Ephel Duath in passato e mi aveva fatto sapere che sarebbe stato interessato a continuare la collaborazione. Per quanto riguarda Steve di Giorgio, gli ho prima scritto un'email, poi abbiamo iniziato a chattare e conoscerci un pò. Qualche tempo dopo ci siamo incontrati, siamo andati a qualche concerto assieme, siamo diventati amici e abbiamo iniziato a suonare assieme. Un processo molto naturale.
E' stato difficile comporre per Karyn? Mi spiego, stiamo parlando di una cantante affermata e di uno stile vocale ben preciso e quindi non semplice di collocare in una struttura diversa...
Sono io a comporre le parti vocali ed a prendermi cura dei testi. Karyn ha fatto da interprete vocale e mi ha chiesto di continuare a prendermi cura delle sue parti vocali anche nel prossimo futuro. La musica di Ephel Duath ha una precisa metrica canora, molto differente e meno libera di quanto proposto dai Crisis nel passato. Karyn adora cantare per Ephel Duath ma ha bisogno delle mie preproduzioni e dei miei spunti vocali per inquadrare le sue parti e focalizzarsi a renderle intense al cento per cento. Lavoriamo benissimo in questo modo e al momento sono già al lavoro nella composizione delle parti vocali del nuovo album.
Quali album ti hanno ispirato in termini di produzione?
Sono un grande fan di Erik Rutan. Penso sia un produttore davvero eccezionale. Gli ultimi Hate Eternal, Goatwhore e Cannibal Corpse hanno un suono cosi' tagliente, ruvido ma nitido allo stesso tempo. Adoro l'importanza che Rutan da alla voce. I dischi da lui prodotti sono tutti caratterizzati da una presenza vocale incredibile. La voce di Karyn non e' mai stata valorizzata tanto quanto fatto da Rutan nel nuovo mini.
A che punto è il disco di Karyn con Eraldo Bernocchi?
Karyn ha interrotto la collaborazione con Eraldo Bernocchi mentre era in Italia per registrare le voci del suo disco solista. E' stata questa la spinta decisiva per farci trasferire assieme in California. Il disco di Karyn ha avuto davvero numerosi rimaneggiamenti, dopo l'uscita del nuovo disco di Ephel Duath ci focalizzeremo sulla Karyn Crisis Band e faremo in modo di dare alla luce questo tormentato solo album.
Stai portando avanti il progetto Manuscripts Don’t Burn?
E' un progetto nato durante la pausa che ho preso da Ephel Duath due anni fa. Ora che sono tornato a comporre per la mia band principale non ho bisogno di quella valvola di sfogo rappresentata dalla mia one-man band. In futuro, se ci sara' l'occasione, riprenderò in mano il progetto.
Puoi svelarci il significato delle liriche dei tre brani proposti?
I testi di 'On Death And Cosmos' sono visioni poetiche di sensazioni molto crude quali l'abbandono, la trasformazione attraverso il dolore, la morte fisica e il passaggio a uno stato incorporeo. Composto durante un periodo di lutto e depressione, il titolo dell'Ephel Duath simboleggia la morta di ogni mio legame con le mie radici e l'estrema vastità delle scelte che si aprono di fronte a me come conseguenza di questa. In questo momento della mia vita mi sento uno zingaro più che mai, posso adattarmi a vivere in qualsiasi città a qualsiasi condizione senza sentire nessun senso di nostalgia. Se da un lato ciò può simboleggiare il raggiungimento di una libertà e di una emancipazione superiori, e' anche vero che questo rappresenta un cambiamento brutale che raffredda notevolmente la mia sensibilità di uomo e che mi spaventa. I testi sono nati in questa dolorosa fase di sconvolgimento emotivo. C'è un lato positivo in ogni tragedia, anche se molto spesso il dolore non ce lo lascia mettere a fuoco appieno: nel mio caso, morte ha significato ritrovare me stesso. Tornando a comporre per Ephel Duath e' come se fossi tornato a riappropriarmi del mio stesso baricentro.
Cosa ti ha colpito musicalmente negli ultimi tempi?
Ufomammut, Cattle Decapitation, Baroness, Deathspell Omega e Storm Corrosion. Cinque band davvero uniche nel loro "non" genere che stanno raggiungendo dei traguardi musicali davvero invidiabili.
Avremo la possibilità di vedervi in azione dal vivo?
Torneremo a suonare dal vivo una volta che il nuovo disco sarà registrato ma solo se ci saranno proposte le condizioni necessarie per fare dei buoni concerti. Per me comporre musica e' un processo molto intimo, vitale direi: non lo faccio per passione, lo faccio perche' devo. Portare Ephel Duath dal vivo ha per me sempre significato sacrificare molto dell'aspetto artistico e dover avere a che fare solo con il lato piu' pratico e basso della musica. Promoter che non pagano, concerti senza promozione, tour pianificati male, tante spese. Non mi interessa ripetere quel tipo di esperienza ancora una volta. Non voglio che la gioia di comporre musica per questa band venga intaccata ancora una volta dall'orribile stato in cui si trova il music business. Non scendo più a compromessi quando si parla di Ephel Duath. Mi sono ripromesso di prendere solo scelte per il bene esclusivo della band e del suo futuro. Suonare dal vivo in pessime condizioni non comprometterà ancora una volta la mia integrità di musicista e persona.
Abbiamo letto che avete intenzione di girare un clip con Mitch Massie che ha collaborato di recente con i Cattle Decapitation. Dove pensate di girarlo? Avete già delle idee precise su come dovrà essere il video?
Il video verra' girato nei suoi studi nell'Illinois. Lo script e' stato scritto da Mitch stesso e sviluppa un concept molto complesso e visionario. L'intero progetto e' davvero molto ambizioso e sono sicuro che il talento di Mitch renderà il video qualcosa di unico nel suo genere.
Qual è il disco dei Crisis che ami maggiormente?
Penso sia il loro ultimo album 'Like Sheep Led To Slaughter'. Il livello di eclettismo ed intensità raggiunti dalla band in questo disco e' davvero impressionante. La voce di Karyn in questa ultima fatica di Crisis ha decine e decine di sfumature e variazioni differenti, talvolta nello stesso brano. In alcuni punti del disco la sua voce sembra avere un attacco epilettico. Disco grandioso, 'Corpus Apocalypse' e' una delle mie canzoni preferite di sempre.
Ti consideri un musicista avantgarde oppure ti spaventa questa definizione?
Penso di esserlo e non sono minimamente spaventato da questa definizione, anzi, sono fiero di sentirmi definito come tale. Penso che l'estrema vastita' delle soluzioni sonore che una band come Ephel Duath può abbracciare rende il mio ruolo di compositore davvero molto stimolante e la definizione avantgarde, in una sola parola, racchiude molti aspetti della mia musica.
Sei ancora interessato al jazz?
Sono interessato al jazz, ma non e' tra i miei ascolti quotidiani. Da un anno a questa parte sto componendo molta musica per Ephel Duath e i miei ascolti sono molto più limitati del solito. Appena ne ho la chance riascolto l'ultimo brano su cui sto lavorando e non ho molto spazio per molto altro. Per svagarmi e per tenermi aggiornato ascolto molta musica metal, pin quasi ogni sua forma.
Quando è previsto il prossimo full length? Dobbiamo attenderci delle sorprese a livello sonoro?
Stiamo lavorando sulle voci del nuovo album, chitarre e batteria sono pronte, il basso sarà completato in una settimana. E' un disco davvero ricco di materiale, ogni brano ha una sua specifica personalità ed ogni brano raggiunge picchi di intensità differenti. E' un disco che rappresenterà la somma di tutto quanto proposta da Ephel Duath fino ad oggi sono estremamente fiero del risultato raggiunto. La produzione verrà curata ancora una volta da Erik Rutan e spero che riusciremo a fare uscire il disco la prossima primavera.
(parole di Davide Tiso)

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