Mentre aspettavo la tua chiamata ho visto che hai pubblicato un video commissionato da Metal Hammer. Vuoi parlarcene?
L'ho girato a Lands End, un parco che si trova sulla costa. E' all'interno della Golden Gate National Recreation Area, precisamente a sud del ponte, e la vista sull'oceano è splendida. E' una bellissima passeggiata perché in meno di due miglia puoi passare dalla città alla foresta e poi infine alla spiaggia. Ci vado spesso e per questo motivo l'ho scelto quando mi è stato chiesto un video su un particolare edificio o un paesaggio dove compongo la musica. Magari si aspettavano che parlassi del posto ma non ritenevo fosse interessante. In questo modo è decisamente più artistico.
Quest'estate sono stato a San Francisco e l'ho trovata bellissima. Puoi dirci quali sono i luoghi più interessanti a tuo parere visto che ci vivi da qualche anno?
Mission è sicuramente uno dei quartieri più vibranti della città. Io lavoro a Castro, il quartiere gay che la sera diventa piuttosto stravagante. Mi piace passare del tempo sulla spiaggia partendo dalla Marina, che è un po' troppo elegante per i miei gusti, per arrivare fino a Daly City. In passato vivevo in una nuova zona della città nei pressi di East Street dove si trova l'Independent. Adesso vivo abito all'Hamlock Tavern un rock bar dove fanno dei concerti fantastici. Ci si suona veramente da dio, la stanza è grande come un soggiorno ma l'acustica è incredibile. E' tutto ricoperto di legno, il rimbombo è pazzesco e le band ci suonano meglio che al Warfield. Downtown mi interessa poco, quando finisce Mission inizia un distretto strano, Excelsior, dove convivono le comunità sudamericane e orientali. Anche Chinatown è molto bella, altrimenti la sera puoi fare un salto a North Beach, trovare qualche italiano e farsi due risate. C'è questo locale che si chiama The Saloon ed è uno dei pochi bar della città che non prese fuoco nel tremendo incendio di inizio secolo scorso. E' frequentato solo da locali, ci fanno dei concerti blues da paura e le bariste hanno settant'anni e mostrano un interessante décolleté.
Questa è la terza intervista che facciamo per il sito e nella prima rimasi colpito dalla tua definizione del progetto ovvero “musica estrema sperimentale con accenni di spine, ironia e qualche lacrima. Ansia che mira dopo reiterati ascolti a divenire conforto”. Ritieni che si addica ancora alla tua proposta dopo il trasferimento negli Stati Uniti e l'ingresso di altri membri nella formazione?
Credo che quella definizione funzioni ancora. Con 'On Death And Cosmos' la musica degli Ephel Duath si è spostata verso una direzione più onirica con canzoni che, pur non avendo una struttura definita, rappresentano una sorta di viaggio interiore specialmente nelle liriche. Mi trovo ancora bene a lavorare con soluzioni musicali molto cerebrali che diano una certa contrapposizione tra malinconia e bellezza ma anche matematica e cacofonia. 'Hemmed By Light, Shaped By Darkness' rappresenta al meglio questo modo di comporre, il contrasto che si manifesta quando si cerca di bilanciare due aspetti che in teoria non funzionano bene insieme. Lavorandoci si possono ottenere risultati ottimi ed è un po' quello che ho sempre fatto con la dissonanza. Di principio non mi interessa granché ma se è usata per una melodia che possiede un carattere personale può veramente aiutarti a trovare un suono tuo. In pratica è quello che faccio da quindici anni a questa parte.
Quanto è stato importante 'On Death And Cosmos' per focalizzare gli obiettivi di questo nuovo full lenght?
Moltissimo anche perché non ho mai smesso davvero di comporre. Quando ho finito di registrare l'ep avevo già cominciato ad allestire i brani dell'album e quando è uscito avevo già un terzo del materiale pronto. Per quello non mi sono preoccupato troppo di suonare dal vivo. Adesso abbiamo un ep ed un album da promuovere ed è sicuramente più facile ed interessante sia per la band che per la label. Mi auguro di ottenere risultati importanti.
Quanto tempo hai impiegato per comporre e registrare l'album?
Per quanto concerne la musica, tutte le note e le strutture dei brani il processo è stato veloce. Per testi e registrazione invece molto più lungo. Ci sono voluti circa sei mesi perché i brani fossero pronti e come ti dicevo non mi sono mai fermato. E' stato un periodo eccellente dal punto di vista dell'ispirazione e quando ho contattato Marco Minnemann per registrare l'album mi ha dato disponibilità immediata. Quindi l'ho fatto venire in studio sebbene avessi solo tre quarti dell'album pronto e questo mi ha dato la carica per terminare il resto nel giro di un paio di settimane. Vorrei sottolineare che l'album è stato composto cronologicamente dal primo all'ultimo brano e ho deciso di lasciare la scaletta così com'era per dare un senso a tutto questo. Non a caso come primo singolo è stato scelto 'Feathers Under My Skin' che è il brano più legato a 'On Death And Cosmos'. Poi mi sono preso un po' di tempo per scrivere i testi e ci sono voluti altri quattro mesi. La registrazione è stata lunghissima. Abbiamo sforato di quattro settimane, un tempo enorme, ma grazie alla disponibilità di Erik Rutan e della label siamo arrivati ad un punto in cui ci siamo preoccupati solo dell'album senza porci troppe deadline. In pratica abbiamo sequestrato il suo studio e sono andato tre volte avanti e indietro dalla Florida. Il mixaggio è stato complicato considerate le numerose linee di chitarra, la batteria che interviene moltissimo e la voce di Karyn che andava incastrata bene. Inoltre ho fatto la cazzata di essere presente al mixaggio che è una cosa assolutamente da evitare per qualunque musicista. Il mio rispetto per Erik Rutan è totale e quindi di base sto zitto ma è chiaro che se mi chiedi qualcosa a quel punto ti rispondo. Così ogni mossa diventava un confronto con dialoghi del tipo: “Lo senti bene il ride di questo...” e “sì però...”. Quel “però” ci ha fatto arrivare più volte alle cinque del mattino dopo di che mangiavamo come maiali. Lavorare a stretto contatto mi ha aperto gli occhi su tante cose e anche la masterizzazione è stata laboriosa. Alla fine 'Hemmed By Light, Shaped By Darkness' esce con sei mesi di ritardo ma tutto sommato vicino all'ep, ho speso tantissimi soldi e ne è valsa la pena. Adesso che ho modo di parlare nelle interviste vorrei che le persone capissero quanto investimento umano ed economico viene compiuto nella produzione di un album che poi con un click può essere scaricato.
Ancora una volta hai collaborato con Erik Rutan. Trovi che i suoi standard di produzione si siano ulteriomente innalzati? In cosa si distingue maggiormente dagli altri produttori?
Ha un orecchio disumano e presta tantissima attenzione alla performance del musicista. Così tanta che poi non ritocca praticamente nulla. Ti spinge come una cheerleader a dare il massimo in pochi secondi. Io sono arrivato in studio preparatissimo e quindi si trattava solo di un discorso di accordatura della chitarra ma lui ha questo “perfect pitch” e può percepire ogni minima variazione di intonazione, sopratutto di basso e chitarra. Il grande lavoro è stato quindi continuare ad accordare gli strumenti portandoli avanti ed indietro dal liutaio per averle perfette. La Florida è uno stato molto umido ed è necessario fare questo ma così raggiungi livelli di qualità sonora mostruosa. E' una persona paziente e testarda, tutto deve suonare coeso altrimenti non funziona. Ha una personalità molto forte e le idee chiare su come impostare il lavoro. Quello che mi piace di lui è che non lavora mai sul tempo in cui uno studio è fissato. Capita che serva di più ma diventa davvero parte integrante della band e segue tutto il processo dal primo all'ultimo momento. Ha suonato un assolo e si è occupato delle backing vocals ma era talmente coinvolto che per più di un mese lo sentivi cantare a memoria i brani. E' stata un'esperienza davvero intensa.
Hai scritto le canzoni insieme a Karyn oppure è intervenuta in un secondo momento?
Io scrivo musica e testi poi faccio pre-produzioni sia musicali che vocali. Quindi canto io poi le passo a Karyn che arrangia i brani sul suo specifico tono di voce e decide la direzione emotiva. Il lavoro di gruppo è sopratutto sul mood e sul collegamento tra musica e testi ma le parti vocali sono comunque scritte da me.
Cosa ti ha colpito personalmente e artisticamente in lei?
Lei è un'artista e vive come tale. E' quello che vedi e non ha niente di finto. Il modo con cui riesce a combinare ogni aspetto della sua arte è di un'intensità sfrenata. Possiede un suo rigore e riesce a lavorare sui propri progetti con un trasporto spaventoso tanto da spingere pure a me dare il meglio guardandola. Chiede tantissimo a sé stessa dal punto di vista fisico e mentale e posso assicurarti che non ero abituato a lavorare con qualcuno a questi livelli. Riesce a spostare tutto al limite e studia in maniera maniacale i brani cantandoli per ore. Stessa cosa per i dipinti. E' quasi un'ossessione.
E' riscontrabile una differenza sostanziale tra le liriche dell'ep e quelle dell'album?
I testi dell'ep, sebbene filtrati, erano legati ad un momento personale molto difficile. La morte di una persona a me vicina che mi ha sconvolto. Non sono nemmeno potuto tornare in Italia ed il fatto di essere bloccato qui ha reso ancora più doloroso l'evento. Erano metafisici, ricchi di metafore ma il dolore traspariva fuori come qualcosa di cosmico. L'album invece è legato a qualcosa di più interiore, introverso e mentale. E' l'esatto contrario se ci pensi bene. Tutte le liriche sono diverse tra loro e legate ad esperienze metafisiche tipo la camminata fuori dal corpo, la comunicazione con gli spiriti, il grounding ed il self empowerment. Il brano a cui sono più legato è l'ultimo, 'Shaped Into Darkness', perché descrive la modalità con cui compongo musica e come la cosa sia diventata talmente naturale da rovinare il resto della mia vita quotidiana. Ho più controllo quando scrivo e sembra che tutto sia migliore. Immagina quando sono seduto con la mia chitarra, Pro Tools, e sto curando un'armonizzazione e devo improvvisamente mollare tutto per andare a lavoro. E' diventato qualcosa di umanamente devastante ed il testo lo descrive in maniera poetica. Abbiamo reso disponibile un lyric video e la “crystal skull” di cui si parla è come una seconda testa che si occupa di comporre musica. Quando Karyn canta “when life will call back I'll promise to escape it tomorrow again..” è incredibile.
A mio parere è il manifesto principe del progetto e il tuo apice di sempre come compositore?
Concordo anche perché non avevo mai registrato tante chitarre insieme. Ci sono due ritmiche, due arpeggi in contrapposizione e quattro differenti armonie. Dal punto di vista melodico e poetico non mi ero mai spinto tanto lontano.
Pensi che ci sia ancora spazio per la sperimentazione in ambito black metal?
Ce né tantissimo. Prendi come esempio 'Colored Sands' dei Gorguts. E' un album fantastico, mi esalta e ti fa capire che c'è ancora molto da fare. Viviamo un momento economico disastroso ma essendo tutti allo stesso livello se hai fortuna tra centinaia di uscite puoi trovare delle gemme inarrivabili. Pensa ai Portal oppure ai Deathspell Omega. Questi gruppi hanno un'integrità incredibile, sanno che lo fanno solo per sé stessi. Chi lo fa per un mero riscontro economico è immediatamente riconoscibile. Per me la musica è un modo per innalzarmi come persona.
Quali sono i dischi che ti hanno colpito maggiormente quest'anno?
Ho ascoltato molto i Cult Of Luna, sia 'Vertikal' che 'Vertikal II'. Li seguo da una decina di anni perché eravamo nella stessa etichetta e abbiamo suonato pure insieme. Sono delle belle persone e hanno raggiunto dei livelli importanti di espressività. Li ascolto quando cammino o sono in autobus ed il viaggio è considerevole. Riescono a portarmi fuori dalle cazzate di tutti i giorni in modo delicato. Ho avuto modo di approfondire il debutto dei Dodecahedron che però è uscito l'anno passato. Non mi è dispiaciuto l'ultimo dei Suffocation e trovo devastanti i Black Dahlia Murder. Dal vivo li ho visti “distruggere” band molto più grosse di loro con una carica ed una nitidezza sonora pazzesche. Nelle loro canzoni puoi trovare assoli grandiosi, evidenti derivazioni da icone swedish death come Dark Tranquillity e At The Gates ma anche spunti originali. E poi la produzione di Jason Suecof di Orlando è una delle migliori che puoi trovare in circolazione.
Sei pronto per dare al progetto una presenza dal vivo nei prossimi mesi?
Stiamo ultimando i dettagli per un tour europeo di cinque settimane che si svolgerà tra aprile e maggio. Avremo una grande line-up e una band di spalla importante.
Quindi la line-up sarà diversa da quella che ha registrato l'album?
Oltre a me e Karyn ci sarà un secondo chitarrista, un grande amico italiano che vive in Norvegia, ed un bassista ed un batterista veramente paurosi che ho scoperto qualche tempo fa. Stiamo lavorando ai brani e vogliamo riproporli come sull'album. Ci focalizzeremo su 'On Death And Cosmos' e 'Hemmed By Light, Shaped By Darkness' e saranno degli spettacoli molto intensi. In estate invece organizzeremo delle altre date americane.
(parole di Davide Tiso)

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