Birth Of Joy
Olanda
Pubblicato il 20/02/2014 da Lorenzo Becciani

Vivete ancora a Utrecht?
Non più. Siamo residenti a Enschede, Leiden e Amsterdam.

Qualche gruppo underground che vale la pena ascoltare da quelle parti?
Ti consiglio Orange Sunshine, Santa Cruz, Automatic Sam e Shaking Godspeed.

Mi è piaciuta molto la definizione “sixties on steroids”. Come vi è venuta in mente? Le sostanze di cui parlate sono legali oppure no?
Siamo cresciuti con la musica rock degli anni ottanta e novanta che aveva maggiore potenza ma quel periodo fa parte delle nostre influenze basilari. Ci piace mischiare i due stili insieme ed ottenere un suono energico e live oriented.

Quanto tempo avete impiegato a comporre e registrare il nuovo materiale?
L'anno passato abbiamo effettuato quasi cento concerti sul territorio europeo e tra uno show e l'altro abbiamo trovato il tempo di comporre le nuove canzoni. Non avendo la possibilità di provare molto ci abbiamo messo un anno intero mentre per le recording session sono bastate due settimane circa.

Dove si sono svolte le registrazioni? Cosa vi ha spinto a scegliere Joris Wolff come produttore?
Presso i The Church Studios nella provincia di North-Holland. Lo abbiamo preferito ad altri per come aveva lavorato con De Staat, Mister e Missippi. Prima di entrare in studio abbiamo parlato con lui e ci ha mostrato la strumentazione e ci ha convinti subito.

Che tipo di suono volevate ottenere stavolta?
Abbiamo provato a catturare il suono naturale dei nostri strumenti e combinarlo con quello dello studio. E' una vecchia chiesa convertita in passato da Dave Stewart degli Eurythmics e poi passata a diversi proprietari. La stanza di registrazione è enorme e la sua particolare acustica ci ha permesso di sperimentare con diverse tipologie di suoni ed atmosfere. Principalmente abbiamo usato il nostro equipaggiamento live ovvero batteria Premier, organi Philicorda e Roland, amplificatori Vox ac30 e Lesly. Kevin ha usato diverse chitarre oltre alla sua Stratocaster e Gertjan due splendidi sintetizzatori Korg e Moog che ha trovato nello studio.

Prima di questo album avete pubblicato la compilation 'The Sound Of Birth Of Joy'. Possiamo considerare 'Prisoner' un nuovo inizio per la band?
'The Sound Of Birth Of Joy' è servita per presentare 'Make Things Happen' e 'Life In Babalou' soprattutto al pubblico francese. Non contiene inediti. 'Prisoner' è il nostro nuovo album e rappresenta un altro capitolo con nuove canzoni da suonare dal vivo. Questo non vuol dire che non suoneremo più il vecchio materiale. Abbiamo semplicemente ampliato la scelta.

Cosa avete cercato di cambiare rispetto ai due lavori precedenti?
Il suono e la qualità della registrazione. Abbiamo avuto a disposizione più tempo ed un budget più elevato. Inoltre la nostra musica è leggermente cambiata e diventata più estrema. Le canzoni heavy sono più heavy e quelle melodiche ancora più melodiche. Ognuno di noi contribuisce in maniera equa al songwriting che nasce quasi sempre dall'improvvisazione. Ci troviamo insieme per jammare e qualcuno di noi lancia un'idea su cui lavoriamo insieme. Non abbiamo alcun tipo di regola.

Fumate un sacco di marjiuana? Pensi che possa aiutare il sonwriting come si usava sostenere negli anni sessanta e settanta?
Lo facciamo a volte ma non più dei ragazzi della nostra età. A volte può aiutare ma non è indispensabile.

Come siete entrati in contatto con Long Branch Records e SPV?
Ci siamo incontrati al Reeperbahn Festival e ci hanno offerto talmente tanta birra che abbiamo firmato per due album!

Il vostro concetto di psichedelia è più legato all'Europa o agli States?
Ognuno di noi ascolta gruppi diversi. Andiamo dai Pink Floyd a Jimi Hendrix passando per Nirvana, jazz degli anni trenta e quaranta e musica gitana. Di recente abbiamo suonato al Culture Collide Festival di Los Angeles e amiamo il desert sound di Kyuss e Queens Of The Stone Age.

Citeresti anche degli artisti blues tra le vostre influenze?
I miei preferiti sono Robert Johnson, Skip James, Howlin' Wolf e John Lee Hooker.

Adesso prova a recensire 'The Sound' e 'Prisoner' per i nostri lettori..
'The Sound' parte con una intro di organo seguita da una batteria molto heavy e chitarre ribassate. Apriamo il fuoco con l'artilleria pesante e dal fumo si genera l'anthem “We are millennium stars. Not on your charts. No give aways. We are millennium stars.” La tensione viene mantenuta con l'organo e poi il pezzo diventa ancora più veloce e non puoi fare a meno di ballare.
'Prisoner' parla di una vecchia prigione dimenticata dove alcune anime sono ancora incatenate ed intrappolate. Il loro canto di disperazione riecheggia nell'intero edificio. Spiriti malvagi che trasmettono una sensazione davvero orrorifica. Ad un certo punto una voce canta: “I got no listeners but a story to tell. I lost my innocent..” God Needs Hell è la risposta che proviene dagli abissi.

Per 'Mad Men' vi siete ispirati alla famosa serie televisiva?
In realtà è ispirata al leggendario batterista Ginger Baker ed il drum beat è quasi rubato da 'Ants In The Kitchen' da 'Masters Of Reality' che suonavamo spesso negli anni novanta.

Qual è stata la vostra esperienza dal vivo più eccitante?
Ricordo il Transmusicales a Rennes e lo Zwarte Cross Festival a Lichtenvoorde ma anche i due release party a Leiden e Enschede sono stati grandiosi.

| Related

Le immagini presenti su questo sito, incluse copertine di album e fotografie degli artisti/band, sono utilizzate esclusivamente a fini informativi, didattici e/o di recensione, nel rispetto delle eccezioni previste dalla normativa sul diritto d’autore (art. 70 L. 633/1941 e s.m.i.). Tutti i diritti restano di proprietà dei rispettivi titolari (autori/fotografi, etichette, editori, agenzie). Le fotografie di persone possono essere soggette a ulteriori diritti di immagine e di personalità. Le immagini sono mostrate in risoluzione ridotta, con attribuzione quando disponibile, e non sono destinate a uso commerciale né a sfruttamento pubblicitario. L’uso delle immagini non implica approvazione o affiliazione da parte degli artisti, delle etichette o dei titolari dei diritti. Se ritieni che un contenuto violi diritti di terzi, contattaci: provvederemo alla verifica e, se del caso, alla rimozione tempestiva.