Avete impiegato sei anni prima di pubblicare un nuovo disco. A cosa è dovuto tutto questo tempo ?
Dopo il tour promozionale di ‘Entrance’ avevo veramente bisogno di una pausa. Mi ero occupato di ogni aspetto riguardante i Lion’s Share per oltre otto anni e sentivo che suonare non era più divertente come prima. Dal momento che sono proprietario del nome ho spiegato la mia decisione agli altri membri della band invitandoli a trovarsi altri gruppi con cui suonare. Sfortunatamente è trascorso più tempo di quello che pensavo per trovare la forza e gli elementi giusti per tornare al livello di prima. Nel primo anno ho fatto veramente poco in campo musicale. Ho suonato con amici come i ragazzi degli Europe ma senza alcuna pressione, solo per divertirmi. Poi ho composto qualche canzone per due dischi e registrato due assoli come ospite e partecipato all’intera creazione di ‘The Calling’ degli Audiovision il progetto solista del cantante dei Narnia Christian Rivel. Con me hanno suonato anche artisti del calibro di Jeff Scott Soto, Mic Michaeli e Tony Franklin. Con Sampo Axelsson abbiamo in seguito registrato un album che uscirà per Metal Heaven Records questo autunno. Il progetto si chiama Road To Ruin e suona molto anni settanta. Hard rock stile primi Whitesnake, Thin Lizzy e Kingdom Come. Ma per il momento sono felice di poter promuovere al meglio ‘Emotional Coma’ e dedicarmi di nuovo ai Lion’s Share.
All’indomani dell’uscita di ‘Emotional Coma’ cosa provi ascoltando le vostre prime release ?
E’ chiaro che vorresti sempre cambiare qualcosa o avere fatto in modo diverso. Penso che siano ottimi dischi inseriti nel periodo in cui sono usciti. Abbiamo sempre cercato di dare il meglio di noi stessi, migliorare di volta in volta la produzione ecc.. Il nostro primo desiderio è che il pubblico veda i Lion’s Share come sinonimo di alta qualità. Forse alcuni di loro sono troppo progressive per i miei gusti. ‘Entrance’ ha delle canzoni davvero aggressive e lo stesso ‘Fall From Grace’ non è così differente da ‘Emotional Coma’ se non per tutte quelle tastiere. Averne diminuito il peso a livello positivo ha permesso alle chitarre di emergere in tutta la loro potenza.
"Emotional Coma" è un titolo molto forte..
Da sempre scegliere il titolo per un disco è uno degli aspetti più complicati per quello che mi riguarda. Non è un caso che i primi nostri due dischi siano intitolati ‘Lion’s Share’ e ‘Two’. In ogni caso il titolo è stato scelto tra quelli delle canzoni che sarebbero finite sull’album. Il pezzo è un doom in stile Sabbath-Candlemass. Anche il più oscuro dei tuoi presagi prima o poi potrebbe avverarsi e in quel caso sarebbe come svegliarsi da un coma emozionale. Male e bene si incontrano nella canzone come in una simbiosi metallica. Per la copertina invece volevamo un’immagine che potesse ricordare la figura di Eddie degli Iron Maiden in un contesto più dark in modo da potere caratterizzare meglio il nostro merchandise.
E’ giusto definire ‘Emotional Coma’ il disco più heavy della vostra carriera ?
Assolutamente si. Fin dall’inizio era mia intenzione dare alle nostre canzoni maggiore energia e un suono di batteria più moderno possibile. Il mio background è sempre stato metal senza l’utilizzo di tastiere e adesso che non abbiamo un tastierista fisso è stato più o meno come tornare alle radici per me. Non è stato il mio songwriting a cambiare dal momento che continuo a scrivere riff e melodie simili. Mi è sempre piaciuto il riffing heavy doom inventato da Tony Iommi. Lo definirei old school classic heavy metal. Gruppi come Black Sabbath – specialmente con Ronnie James Dio – Judas Priest, Megadeth e anche qualche nome moderno come Rammstein e Soilwork. Tra le nuove realtà ti consiglio invece di ascoltare i Loch Vostok. ‘The Edge Of The Razor’ e ‘Soultaker’ sono pezzi che sarebbero benissimo potuti appartenere ai nostri album precedenti. ‘Emotional Coma’ è semplicemente più focalizzato sui nostri obiettivi e senza dubbio lo stile di batteria ha significato molto in tal senso.
Come è nata la collaborazione con i vari ospiti dell’album ? Le loro parti sono state registrate in studio insieme alla band ?
Abbiamo eseguito quasi per intero la pre-produzione del disco nello studio di proprietà del presidente della Kiss Army svedese. Così quando Bruce Kulick è venuto a Stoccolma per un’esposizione lo abbiamo invitato in studio per un assolo. Glen Drover dei Megadeth l’ho conosciuto invece un paio di anni fa lavorando con la sua altra band Eidolon. La sua parte è stata registrata in Canada. Infine Mats Leven è un vecchio amico da sempre vicino ai Lion’s Share. Aveva partecipato ai primi due dischi e non ci ha pensato due volte quando gli abbiamo chiesto di dare il suo contributo. A dire la verità avrebbe dovuto essere della partita anche Eric Peterson dei Testament ma non siamo riusciti a realizzare la cosa in tempo.
Avete scelto gli Angel Witch per chiudere il disco..
Questo perché un paio di anni fa ricevemmo l’offerta di partecipare al tributo in loro onore. Iniziammo a registrare la nostra versione e ci accorgemmo presto che era in linea col nuovo materiale e sarebbe stata alla grande sul disco. Siamo tutti cresciuti con la NWOBHM e quindi ‘Emotional Coma’ può essere visto come la chiusura del cerchio.
(parole di Lars Chriss)

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