Quali sono a tuo avviso le differenze sostanziali tra "Let The Battle Commence" e il nuovo album ?
Senza dubbio questo disco è più curato nei particolari e a livello compositivo. Ciascuna release ha rappresentato un deciso passo in avanti nel processo di maturazione del gruppo e anche se i dischi sono diversi tra loro il nostro marchio di fabbrica rimane indelebile. "My Name Will Live On" è un album più heavy di "Let The Battle Commence", non è fortemente legato all"ambiente vyking come in quel caso e non è un concept. In brani come "Once Glorious" e "Luni" ci sono comunque dei richiami e credo non potesse essere altrimenti. Per quanto riguarda la registrazione del disco non ci sono stati grandi rivoluzioni e il nostro intento fin dall"inizio è stato quello di avere un suono molto anni ottanta pur sfruttando in alcuni casi la tecnologia moderna. Se devo sottolineare un particolare mi piace molto il suono della sette corde sempre presente nello svolgersi di certi pezzi.
Come avete deciso di intitolare l"album "My Name Will Live On" ?
Cercavamo un titolo forte e abbiamo trovato qualcosa che legasse le canzoni l"una con l"altra anche se come ho premesso non si tratta di un concept. "My Name Will Live On" non è riferito solamente a noi stessi ma permette a chiunque di impersonificarsi. Il pensiero è rivolto alle battaglie che un uomo compie nella vita per raggiungere la gloria. Anche immolarsi di fronte a Dio citando "Thundercult". In più essendo il quarto disco della band vuole essere anche di auspicio per una release in grado di ritagliare ai DoomSword un posto nella storia del metal. Il disco vuole essere una risposta a tutti gli scettici che ci davano per finiti in questi ultimi due anni. Come vedete siamo qua..
Parlaci di "Gergovia" e "Thundercult" due dei pezzi "forti" dell"album..
Di "Gergovia" ci stanno chiedendo tutti e non mi sorprende perchè è un pezzo davvero epico e trascinante. E" curioso invece che ti sia piaciuta "Thundercult" perchè rispetto ad altre canzoni trovo sia di più difficile lettura. E" un pezzo ostico e particolare con un testo decisamente mistico scritto da Geilt il nostro bassista. Non parla di vichinghi o celti ma è ugualmente molto evocativo e il tiro del brano, essendo composto da più persone, lo distingue dal resto.
E" corretto considerare le conclusive "Once Glorious" e "The Great Horn" una sorta di suite all"interno dell"album ?
In un certo senso si. Sono due brani che si collocano alla perfezione al termine del disco. L"arrangiamento di "Once Glorious" ad opera di Sacred Heart è più progressive rispetto agli altri mentre il ritornello di "The Great Horn" con quel "warrior" ripetuto all"infinito tende a dilatare molto l"atmosfera in attesa della fine.
I vostri testi trattano di storie vichinghe, celtiche e cosi via ma c"è in fondo un messaggio attuale che volete trasmettere ?
Credo che certe storie e ambientazioni abbiano tuttora una grandissima attualità e possano servire di insegnamento anche ai nostri giorni. Questo concetto è molto meno di quanto si possa pensare e teniamo a sottolinearlo. In ogni caso, anche se il peso di Deathmaster è innegabile, "My Name Will Live On" rappresenta per la prima volta i DoomSword come vera e propria band formata da più persone in grado di proporre idee. Anche le liriche sono quindi più aperte a tematiche diverse pur rimanendo sempre e comunque legate al genere epico. Una condizione necessaria per far parte del gruppo.
Quali sono le letture che ti ispirano maggiormente ?
In questi casi il rischio è quello di fare un elenco della spesa che sembrerebbe alquanto scontato. La mia scrittrice preferita è senza dubbio Llywelyn Morgan, americana di origini irlandesi, celebre appunto per "Il Leone D"Irlanda" a attenta testimone della mitologia celtica cristiana e pre-cristiana ma sarebbe impossibile non citare la serie di "Elric Di Melniboné" di Michael Moorcock. Credo comunque che più di un"ispirazione passiva si possa parlare dell"esatto contrario ovvero di una passione che ti spinge in continuazione a fare certe ricerche. Nel caso della copertina per esempio abbiamo scelto un quadro francese del 1888 che raffigura Vercingetorige mentre depone le armi davanti a Cesare. Nonostante la sconfitta la sua figura è caratterizzata da onore e fierezza e per questo si addice alla nostra musica.
Come hai visto l"ingresso di Rob Lowe dei Solitude Aeternus nei Candlemass ?
Sono sempre stato un grande appassionato dei Candlemass e devo ammettere che ero molto scettico prima di sentire l"album. La loro è stata senza dubbio una scelta rischiosa ma ampiamente ripagata da un ottimo disco e dalla versatilità di Lowe come frontman. Adesso sono curioso di vedere come se la caverà dal vivo e non fare rimpiangere un personaggio come Messiah Marcolin non sarà semplice.
Avete già delle date fissate ?
Per il momento si parla di date singole e ci saranno presto degli aggiornamenti in tal senso quindi invito tutti a tenere d"occhio il nostro sito ufficiale. Di sicuro saremo presenti a due appuntamenti importanti come lo Swordbrothers Festival a dicembre e il "Keep It True X" ad aprile prossimo che sarà davvero straordinario. In quell"occasione festeggeremo i dieci anni di carriera invitando sul palco come guest il nostro primo cantante Nightcomer e divideremo il palco con gruppi come Jag Panzer e Manilla Road. Amo moltissimo suonare all"estero e negli occhi ho ancora esperienze indimenticabili come le date in Grecia nel 2003 e 2004 con i Battleroar che rappresentano uno dei nomi migliori in circolazione in questo momento.
Continuate a ritenere i DoomSword come un"entità separata rispetto a gruppi italiani quali Rhapsody Of Fire, Domine e Vision Divine ?
Credo che il problema principale sia la netta differenza tra i DoomSword e i gruppi che hai citato. Quindi più che di separazione vera e propria parlerei di impossibilità o comunque difficoltà di paragone. Rhapsody Of Fire e Vision Divine li conosco molto poco e per quello che so suonano totalmente diversi da noi. I Domine invece li conosco di più sopratutto grazie al legame che abbiamo con Enrico Paoli e la Dragonheart. Siamo diventati amici dei Thunderstorm dopo avere condiviso con loro delle date in Germania quattro anni fa e scoprendo di avere influenze in comune. Dovessi citare altri gruppi ai quali siamo legati da amicizia direi gli Assedium e gli Holy Martyr entrambi molto bravi.
(parole di The Forger)

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