Il patriarca antidiluviano Enoch è una delle figure più controverse e intriganti del patrimonio letterario che compone la Bibbia. Nonno di Noè, è ricordato in quanto autore di libri oggi considerati apocrifi e per essere asceso in cielo senza conoscere la morte.
Cosa sarebbe accaduto se avesse accompagnato il suo viaggio oltre l'atmosfera mettendo in musica uno dei testi che la tradizione gli attribuisce?
Da lassù, il mondo intero avrebbe potuto trasformarsi in una mappa sonora: un pianeta da lasciar ruotare sotto lo sguardo, come un mappamondo affidato al caso di un dito in cerca del punto da cui lasciarsi ispirare. Nel caso di "Diary of Enoch", nuovo singolo dei Noise in Myself, l'indice del patriarca avrebbe indicato tre luoghi diversi: gli Stati Uniti, per un sound di matrice tooliana; il Nord Europa, per una linea vocale ispirata al metal sinfonico; e naturalmente la sua terra natia, il Medio Oriente, evocata dalle linee melodiche arabeggianti e da un testo costruito su ripetizioni che richiamano la cadenza di una preghiera, quasi un'invocazione tratta dai Salmi.
È da questa geografia immaginaria che prende forma l'ascesa di Enoch attraverso i cieli, guidato da esseri angelici oltre i confini del mondo terreno. Davanti ai suoi occhi si apre un cosmo immenso e vertiginoso, governato da stelle, fuoco e potenze celesti, mentre sulla Terra l'umanità rimane prigioniera della materia e delle proprie catene: "the heavens set aflame, while slaves still forge the gold". La visione diventa così anche un confronto tra ciò che l'uomo è in grado di contemplare e ciò che continua a sottrarsi alla sua comprensione, forse destinato, infine, a essere dimenticato.
"Diary of Enoch" apre così la porta ai temi cosmici che attraverseranno il nuovo album, ormai quasi terminato e di prossima uscita. Titolo e release party verranno annunciati a breve.
Resterà intatto il marchio di fabbrica dei Noise in Myself, che continuano a interrogarsi su antichi miti e misteri, alla ricerca di un significato più profondo nei cicli ineluttabili dell'esistenza umana.
Guarda il videoclip di "Diary of Enoch" qui https://www.youtube.com/watch?v=koCpVeN-t3Q
I Noise in Myself (NIM) sono una band italo-svizzera nata da un'idea di Enea Maina durante il lockdown del 2020. Dopo la pubblicazione dell'omonimo album di esordio (2022) e del concept EP "Answers..." (2023), che hanno portato a un'intensa attività live, la band subisce una battuta d'arresto. Il progetto rinasce con con l'ingresso del soprano e vocalist Arianna Bellinaso (Aexylium), Yuri Bordonali al basso (Ecastor) e il batterista Omar Mariani (ex Those Furious Flames), con i quali riprende la scrittura di nuovo materiale.
Il sound Alternative Progressive Metal dei Noise in Myself unisce influenze progressive e post-metal, atmosfere eteree e richiami a sonorità spirituali e ancestrali. Ne deriva uno stile compositivo che mette in equilibrio melodie evocative, ritmiche complesse e riff potenti e irregolari, creando un sound personale e riconoscibile. Tra le influenze più evidenti riecheggiano Tool, Coroner, Leprous, Soen e Anathema, reinterpretati attraverso una visione originale.
Mediante testi legati alla ricerca interiore, al senso dell'esistenza e alla denuncia sociale, con riferimenti a tradizioni antiche e simbolismi spirituali, i Noise in Myself invitano a interrogarsi sulle proprie origini, sul presente e sul significato più profondo dell'esperienza umana.
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