ChorAsis
lontani, vicini, dentro
Pubblicato il 15/10/2026 da Lorenzo Becciani

L'operosa periferia manufatturiera della città di Prato entra negli spazi storici di Villa Rospigliosi attraverso lontano, vicino, dentro, progetto inedito dell'artista Pietro Manzo, promosso dall'associazione ChorAsis e in esposizione da domenica 18 ottobre fino al 6 dicembre. 
 

 

Concepita come mostra personale e articolata in un corpus coerente di circa 40 opere, tra disegni, piccoli dipinti e grandi formati, l'esposizione interroga il paesaggio industriale pratese assumendolo non come semplice fondale, ma come dispositivo semantico e tessuto culturale complesso. Il nucleo di indagine è individuato nel Macrolotto2, eletto ad archetipo della città produttiva, a paradigma di una stratificazione urbana dove infrastruttura, lavoro e sedimentazione antropica coincidono.

 

La mostra propone una riflessione pittorica sul margine come centro potenziale di senso, in un dialogo volutamente dissonante e fertile tra la misura aulica della villa storica e l'estetica ordinaria, standardizzata, globalizzante, funzionale e iper-sedimentata della periferia industriale.

 

Spiega Pietro Manzo:  "Per il progetto ho immaginato di assumere lo sguardo di un viaggiatore straniero che, attraverso la pittura, tenta di raccontare visivamente la Prato industriale.

Compagno di viaggio ideale di questo percorso è stato Goethe e il suo "Viaggio in Italia". Ho cercato di osservare con occhi curiosi e aperti l'incredibile 'tessuto' edificato che costituisce il Macrolotto. Attraverso la pittura, questi spazi diventano territori da attraversare e interpretare, sospesi tra esperienza reale, memoria e reinvenzione pittorica." 

 

Protagonista di questa esposizione, la Prato periferica dei capannoni, strade, insegne, tessuti urbani, aree perennemente attraversate soffermandosi raramente.

Manzo lo ha fatto a lungo, per mesi, un viaggio lento condotto ad altezza d'uomo, una visione a terra e, successivamente rialzata, dall'alto dei tetti degli edifici, una postura quasi goehtiana nel cercare una visione panoramica di belvedere permettendo allo sguardo di andare oltre e trattenere l'insieme. Un viaggio accompagnato dalla fedele moto, da cavalletto e taccuino, modulando il tempo tra lunghe giornate o soste di solo pochi minuti.

 

Il titolo racconta il metodo: guardare da lontano, avvicinarsi, entrare dentro.

Manzo adotta una postura processuale oscillante tra i tre regimi di distanza: il lontano dell'osservazione analitica e cartografica di uno sguardo straniero, il vicino  dell'esperienza diretta en plein air attraverso schizzi, disegni, piccole pitture, impressioni, e il dentro  della rielaborazione mnemonica e concettuale in studio. È in quest'ultimo passaggio che il dato percettivo viene trasfigurato: il paesaggio industriale, spogliato di ogni retorica documentaria, si fa spazio liminale, superficie pittorica autonoma, campo di tensione tra astrazione e figurazione, tra testimonianza e invenzione.

 

Ad accompagnare la mostra, ci sarà un testo di Simone Mangani, profondo conoscitore della realtà sociale e culturale pratese.  Attraverso un esercizio di osservazione sottile e ravvicinata, il testo contestualizza la lettura, restituendo la specificità dell'operare pittorico di Manzo. Ne sottolinea la dimensione intima di un sentire sincero e silenzioso, di colui che posa lo sguardo su una realtà al contempo simile e dissimile a ogni altrove industriale, dove il paesaggio si fa condizione esistenziale e l'assenza umana si configura fondamentale presenza sottintesa.


 

PIETRO MANZO nasce a Sala Consilina (SA) nel 1981. Vive e lavora a Firenze. Nel 2006 si diploma in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze, nella scuola del prof. Maurizio Canale. Nel 2009 vince il premio dell'Accademia delle Arti del Disegno, che gli consente una residenza quinquennale nello storico studio di Tito Conti a Firenze. Dal 2005 espone regolarmente in mostre personali e collettive. Principali mostre personali: BRUTAL OR BEAUTIFUL. L'indiscreto fascino della materia, Chiesa della SS. Trinità, Polla, 2023; Momento zero, White Noise Gallery, Roma, 2017; ri-Costruire (intro), Lyceum di Firenze, Firenze, 2017; Grand Tour, Accademia delle Arti del Disegno, Firenze, 2014; Under Construction, PAH Project Gallery, Fribourg, 2011; Interni, Galleria Falteri, Firenze, 2010. Principali mostre collettive: Florilegio Italiano – Artisti invitano Artisti, Mo.C.A., Montecatini Terme, 2024; WERDEN. From Michelangelo to..., Museo Regionale Ferdinandeum, Innsbruck, 2022; REAZIONE A CATENA. Differenti vie della pittura #2, a cura di Gino Pisapia, Galleria Giovanni Bonelli, Milano, 2018; SPETTRI DEL VISIBILE, Studio MDT, Prato, 2017; Terapie d'urto – Toni, LUISS Guido Carli, Roma, 2017; TU 35/2016 – Geografie dell'arte emergente in Toscana, Officina Giovani, Prato, 2016; POINT OF VIEW. Pitture imperfette, a cura di Gino Pisapia, Galleria Fuori Campo, Siena, 2014; Da Michelangelo alla contemporaneità, Archivio di Stato, Firenze, 2014; The State of Art, Biennale di Venezia, Padiglione Accademie, Tese di San Cristoforo, Venezia, 2011.

 

  

ChorAsis–LoSpazioDellaVisione.  APS progetto culturale di sostegno agli artisti, ricerca, sperimentazione, produzione e promozione di forme d'arte contemporanea con sede presso la settecentesca villa Rospigliosi (già villa Aldobrandini) di Prato. Il progetto di ricerca indaga sulle relazioni tra il passato e il presente,  in dialogo tra arte, natura e storia e in costante rapporto di interazione con il territorio. Punto focale la cura del processo creativo, per ristabilire l'autentico legame tra artista, opera, spazio e lo sguardo di chi osserva. Dal 2019 artisti sono invitati a rapportarsi liberamente con gli ambienti della villa e il suo parco giardino nella creazione site specific di opere e interventi installativi, performativi, laboratoriali.

 

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