Ane Brun
Eat The Fruit
Pubblicato il 22/10/2026 da Lorenzo Becciani

«Volevo sperimentare fino a che punto potessi spingere la mia musica verso un sound più pulito e pop, con ritornelli ben definiti e hook incisivi, senza che perdesse la sua intensità.» — Ane Brun.

Ane Brun accoglie i Röyksopp nel suo universo in continua evoluzione, fatto di sonorità elettroniche e pop, con Eat The Fruit, accompagnato da un nuovo videoclip. La collaborazione anticipa il suo album I Thought We Were The Same, in uscita il 6 novembre per BMG. Insieme al video, Brun annuncia anche 15 date dal vivo nei Paesi nordici per l'inizio del 2027.

Nel video di Eat The Fruit, Brun prosegue la sua collaborazione artistica con Elis Lindsten alla regia e Hiroki Ichinose alla direzione creativa. Seguendo due giovani uomini attraverso una notte che si svolge a ritroso, il videoclip trasforma un bar malfamato, freddo e poco accogliente in un mondo surreale fatto di danza e connessione, il tutto accompagnato dal ritmo elettronico oscuro e dai bassi profondi del brano.

Parlando del video, Brun dichiara: «Sono davvero entusiasta di poter finalmente condividere il videoclip di Eat The Fruit e di annunciare il tour nordico del 2027! Sono immensamente grata a Elis Lindsten e Hiroki Ichinose, il team che ha realizzato il video di Hold Me, per essere tornati a dare vita a questa canzone. Finalmente porterò questi nuovi brani sul palco e presto io e la mia band potremo esibirci di nuovo per voi! Non vedo l'ora di rivedere i vostri volti, sentirvi cantare insieme a noi e vedervi ballare! Con affetto, Ane.»

Brun racconta: "'Eat the Fruit' è la sorella poetica del mio brano 'Hand in the Fire', uscito nel 2023. Entrambe le canzoni ruotano attorno allo stesso stato d'animo, uno stato in cui a volte mi ritrovo, quando sento di procrastinare e di non riuscire ad abbracciare la vita o le connessioni che desidero. Forse, più di tutte, la connessione con me stessa. Questo stato porta con sé una profonda irrequietezza e mi spinge a cercare il perché e il come. Le risposte hanno molti livelli e potrebbe volerci tutta una vita per comprenderle."  

Parlando della collaborazione con Röyksopp, aggiunge: "È un sogno che si avvera, e sentire la mia voce e i miei testi fondersi con il loro inconfondibile sound è qualcosa di davvero speciale. Adoro il modo in cui hanno trasformato la canzone in qualcosa di oscuro, ipnotico e liberatorio allo stesso tempo, e spero che possa riempire le piste da ballo, le cuffie e i cuori di tantissimi amanti della musica in tutto il mondo. Sono davvero emozionata di poter finalmente condividere 'Eat the Fruit'!"  

"Aveva un'idea, aveva una visione, e noi siamo stati fortunati a essere invitati nel suo mondo. Ane, come artista, è un talento creativo raro, con una voce unica e inconfondibile. Lavorare con lei è stato estremamente naturale. Un privilegio.", parlando della collaborazione con Brun, dichiarano: Röyksopp  

Con il suo album più personale e avvincente di sempre e la sua prima raccolta di brani inediti da sei anni, I Thought We Were the Same è una potente collezione di canzoni che esplora la fiducia, l'identità, il tradimento e la straordinaria capacità dell'essere umano di ricostruirsi.  
Dal punto di vista musicale, I Thought We Were the Same è tra i lavori più avventurosi di Brun. Il primo singolo, Hold Me, scritto e prodotto insieme all'artista norvegese di musica elettronica ARY, cattura la tensione tra desiderio e illusione. Il video che accompagna il brano si apre con due ballerini seduti sul pavimento, stretti in un lungo abbraccio, per poi svilupparsi in movimenti sempre più espressivi e dinamici. Il testo racconta di due amanti, entrambi disfunzionali e appassionati, spinti da un bisogno quasi primordiale di vicinanza. Nessuno dei due riesce ad andarsene e nessuno dei due vuole restare, lasciandoli sospesi in un limbo emotivo.

Questo risveglio prosegue con How Can I Hold Your Hand, una febbrile reinterpretazione dell'R&B contemporaneo che vede la partecipazione di Emilie Nicolas, collaboratrice di Björk. L'esuberante Eat The Fruit, realizzato insieme ai pionieri norvegesi della musica elettronica Röyksopp, spinge ulteriormente verso un sound elettronico più ampio e avvolgente, mantenendo al contempo quella profondità emotiva che ha sempre caratterizzato la carriera di Brun.

Scritto nell'arco di tre anni che hanno cambiato profondamente la sua vita, l'album segna un nuovo e sorprendente capitolo artistico per la musicista scandinava. Ampliando l'universo sonoro già delineato nel celebrato After the Great Storm, Brun abbraccia un paesaggio elettronico-pop ancora più audace, combinando una scrittura profondamente intima con un sound immediato e creando così alcuni dei brani più coinvolgenti ed emotivamente risonanti della sua carriera.

«Con questo album volevo sperimentare quanto lontano potessi spingere la mia musica verso un sound più esplicitamente pop, con ritornelli e hook ben definiti, senza che la musica perdesse il suo carattere e la sua intensità», racconta Brun.

Al centro di I Thought We Were the Same c'è una domanda universale: cosa succede quando le persone di cui ci fidiamo di più diventano degli estranei? Invece di concentrarsi su una singola relazione, l'album esamina la fragile architettura della fiducia: il modo in cui plasma le nostre vite, quanto facilmente possa spezzarsi e perché, nonostante tutto, continuiamo a scegliere di entrare in relazione con gli altri.

«Questo album è diventato un modo per comprendere quanto profondamente la fiducia viva dentro di noi», afferma Brun. «È straordinario che continuiamo a fidarci gli uni degli altri, sapendo che quella fiducia può essere infranta in qualsiasi momento. Questa vulnerabilità è una delle cose più belle dell'essere umano. Forse dovremmo essere tutti più consapevoli di quanto sia prezioso il fatto che qualcuno si fidi di noi.»

Da oltre vent'anni, Ane Brun ha costruito una carriera straordinaria seguendo esclusivamente le proprie regole. Come artista, produttrice e fondatrice della propria etichetta discografica, ha ottenuto riconoscimenti internazionali grazie alla sua voce inconfondibile, alla sua creatività senza paura e alla sua totale indipendenza artistica. Con I Thought We Were the Same, dimostra ancora una volta perché rimane una delle artiste più originali e visionarie della musica contemporanea.

 

https://www.youtube.com/watch?v=uEP0VVz8HrE

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