
Ho avuto la fortuna di assistere allo show dei Tommy And The Commies al Dillon di Reykjavik – prima degli spettacolari Skrattar di Karl Torsten Ställborn dei Muck e Gulli dei Fufanu - un paio di giorni prima dell’inizio di Iceland Airwaves e pochi secondi sono stati sufficienti per capire l’attitudine del trio. Anzi, sarebbe stato sufficiente vederli svuotare le loro valigie montare gli strumenti sul palco e preparare le pedaliere per rendersi conto di cosa sarebbe accaduto in seguito. I canadesi non fanno di nulla per nascondere le proprie influenze che vanno da White Wires, Buzzcocks, Generation X e perfino Dead Boys. Un mix di garage rock, punk e power pop che non ha nulla a che vedere con la tecnica ma che si fa veramente fatica a contenere. Nel loro primo full lenght spiccano ‘Straight Jacket’, ‘Suckin’ In Your 20’s’ e la dissacrante ‘Throwaway Love’ ma, con un pizzico di attenzione, nei sedici minuti di durata complessiva del lavoro riuscirete a scoprire alcune sfumature difficilmente riconducibili a degli esordienti. Non a caso, al fianco del leader troviamo Jeff e Mitch Houle (Strange Attractor, Statues).


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