
Una copertina simile a quella di ‘Thrush Metal’ di Stella Donnelly - anche lei pronta a tornare nei negozi con l'atteso 'Beware The Dogs' - per questo singolare trio losangelino che ama il noise pop almeno quanto il garage rock e sforna un quarto lavoro in studio sostanzialmente perfetto. Clementine Creevy è cresciuta, è una diva sempre più sexy e consapevole dei propri mezzi e, prima di intonare il verso dell’iniziale ‘Ohio’, sembra quasi provare il riff di ‘Smells Like Teen Spirit’ dei Nirvana con una chitarra di seconda mano. Esattamente come ‘Apocalipstick’, ‘Stuffed & Ready’ è costruito su accelerazioni improvvise e rallentamenti acidi, colori sbiaditi, chorus sguaiati e dissonanze in quantità. ‘Daddi’ e ‘Wasted Nun’, chissà se c’è qualche legame col film di Corin Hardy, sono due potenziali crack per le radio mentre ‘That’s Not My Real Life’, che vede la partecipazione di Delicate Steve e rappresenta un’immersione negli anni ‘60, è il tipico pezzo underground in cui capita di imbattersi girovagando senza meta per i locali del Sunset Strip. La seconda parte dell’album non è da meno con ‘Self Explained’ e ‘Isolation’ che godono, forse più di altri passaggi, della produzione di Carlos De La Garza (M83, Wolf Alice), e ‘Stupid Fish’, che anticipa il bizzarro finale con la linea melodica più azzeccata del lotto. L’apice è però segnato da ‘Juicy Socks’. Un classico dei Cherry Glazerr ed allo stesso tempo il pezzo più innovativo mai composto finora. La sezione ritmica, formata da Tabor Allen e Devin O’Brien non sbaglia un colpo ma è la starlette dietro al microfono a dominare la scena, col suo sguardo provocante, il rossetto che è andato a puttane, una voce eterea che farà innamorare David Lynch ed un riffin’ essenziale e vincente.


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