
Il metal brasiliano mi ha sempre affascinato sia nella sua deriva più estrema (Sarcófago, Sepultura, Soulfly, Holocausto, Krisiun e così via) sia in quella più melodica (Angra, Almah) ed è proprio dalla bellissima Rio de Janeiro che provengono i Coldblood, autori di un demo nel 1992 (‘Terror Stench’) ma arrivati al full lenght di debutto solo nel 2007 con ‘Under The Blade I Die’ (seguito sei anni dopo da un album dal profetico titolo ‘Chronology Of Satanic Events’). Il loro è un death metal scarno e letale con testi di natura profondamente anticristiana e una derivazione evidente dai Morbid Angel. I quattro minuti e mezzo della title track introducono l’ascoltatore in una foresta di suoni putridi, stacchi ritmici devastanti e continue dissonanze tecniche. L’accoppiata formata da ‘Darkness Above The Firmament’ e ‘ The Synchrony Of The Cursed Star’ rappresenta assieme a ‘Sulphur’ il climax di un album che non perdonerà approcci superficiali. Da paura gli oltre sette minuti di ‘Metaphysical Evil’ che mi hanno riportato alla mente qualcosa dei Mystifier ma anche gli sconosciuti ai più Chakal.

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