Closer To The Truth
Kings Crown
Frontiers Records
Pubblicato il 20/10/2023 da Francesco Brunale
Songs
1. It's Too Late
2. Servant
3. Still Alive
4. Standing On My Own
5. Stranger
6. Down Below
7. Stay The Night
8. Closer To The Truth
9. I Will Remember
10. Don't Hide
11. Darkest Of Days

L’instancabile Frontiers continua a mettere su, all’interno del proprio roster, un numero incredibile di supergruppi che stanno facendo perdere il conto a tutti gli appassionati del sano hard rock. Adesso è il turno dei Kings Crown che provengono dalla Svezia e vedono nella propria line up gente come l’ex chitarrista di Gypsy Rose, Phenomena e Dogface Martin Kronlund, il cantante britannico Lee Small (Phenomena e Sweet) il tastierista Anders Skoog e la micidiale coppia ritmica formata da Berra Holmgren al basso e Pontus Engborg (Glenn Hughes) alla batteria. Il sound del gruppo è abbastanza scontato da scoprire, in quanto paga dazio al rock pesante di fine anni settanta, ovvero quello creato ad arte da giganti come Whitesnake, Thin Lizzy e similia che con la loro genuinità e bravura incendiavano i palchi di mezzo mondo. Del resto, basta dare un ascolto disinteressato all’incisiva opener “It’s Too Late” per rendersi conto di quanto essa sia debitrice della musica scritta da David Coverdale con il suo “serpente bianco”. Sempre rimanendo in tema, “Still Alive” sa molto di Deep Purple del nuovo secolo, quelli per intenderci che vedono la presenza alla chitarra di Steve Morse. Per chiudere il cerchio, allora, non può mancare neanche il riferimento fortissimo al materiale solista di Glenn Hughes che è ripreso pesantemente con l’ottimo lento che risponde al nome di “Standing On My Own”. Con questo tris d’assi (si tratta di canzoni molto buone) si potrebbe chiudere alla grande questo album, ma la realtà vuole che ci siano anche altre tracce che si trascinano sino alla fine con grande dignità. “Stay The Night” ha una cadenza quasi sabbatiana, salvo poi aprirsi con un buon ritornello, mentre “Stranger” è tirata come non mai, grazie soprattutto alle tastiere di Anders Skoog in modalità Jon Lord che si mettono in grandissima luce. La produzione, molto attuale, cala il lavoro in una dimensione più moderna che vintage, ma ciò non intacca la bontà d’insieme di un platter che ci consegna piccole gemme quali la solida “I Will Remember”, dal corso portentoso, e la conclusiva “Darkest Days” che si rivela ancora una volta l’ennesimo omaggio ai Deep Purple più recenti. Da sottolineare la superba prestazione vocale di Lee Small, il quale ha il merito di cantare toccando vette altissime che sono poco replicabili per il novanta per cento dei frontman del pianeta terra. Disco ampiamente consigliato agli amanti della triade Deep Purple-Whitesnake-Hughes. 

Songs
1. It's Too Late
2. Servant
3. Still Alive
4. Standing On My Own
5. Stranger
6. Down Below
7. Stay The Night
8. Closer To The Truth
9. I Will Remember
10. Don't Hide
11. Darkest Of Days
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