
Tutte le estati cerco di regalarvi una chicca estrema per rendere ancora più bollente le vostre vacanze e quest’anno credo di essermi superato con ‘Vile Postmortem Irrumatio’ dei fantastici Monument Of Misanthropy. In questo caso però siamo su un livello diverso, apocalittico, geniale, subliminale, perverso fino al midollo. Il debutto autoprodotto delle norvegesi, supportato tra gli altri da Necrobutcher dei Mayhem, è qualcosa di talmente radicale e unico che si fa davvero fatica a tradurre in parole un rituale che va dal black metal al noise più assurdo. La medesima fatica che secondo me il trio, di cui vi avevo già fatto menzione in occasione dell’uscita di ‘Blod’, ha fatto per trasportare su disco una materia sonora che dal vivo si accompagna ad una componente visuale fortissima. In tal senso le performance delle Witch Club Satan, che ho avuto la fortuna di vedere a Copenhagen, prende spunto dal teatro sperimentale, dalle installazioni di arte contemporanea, dalle rievocazioni primordiali del neo-folk e naturalmente dalle pagine di storia oscura scritte col sangue negli anni ‘90. Come prevedibile, ‘Witch Club Satan’ è un disco che non si colloca necessariamente in una scena geografica anche se le influenze sono chiare. É un prodotto destinato a offendere, un termine che Anders Odden dei Cadaver ama in maniera particolare, e scandalizzare, al di là del drummin’ ossessivo di Johanna Kleive, responsabile pure delle sguaiate parti vocali, del basso sudicio di Victoria Røising o dei riff gelidi della chitarrista Nikoline Spjelkavik. Preparatevi ad un’esperienza fuori dall’ordinario, shockante e meravigliosa. Sono streghe, parlano di nascita e morte, di isteria e Natura, di fuoco e salvezza. Crescono di ascolto in ascolto, sanno come catturare l’attenzione e sono destinate a fare il vuoto attorno a loro. Sarà curioso capire come si evolverà il progetto, sia se le Witch Club Satan confermeranno la scelta di rimanere indipendenti e non scendere a compromessi sia se verranno messe sotto contratto da una label importante.

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