
Duri e puri! Questi sono, sono stati e saranno per sempre i Testament, una band integerrima, micidiale e poco incline ai compromessi. La loro carriera è sempre lì, pronta a ricordacelo a chiare lettere e non è un caso che ogni disco realizzato porta sempre nel suo DNA una cattiveria ed una forza brutale che li accompagna dai tempi degli esordi materializzatesi nella seconda metà degli anni ottanta. “Para Bellum” è il classico lavoro che ti aspetti da una formazione come la loro, ovvero violento e pesante come una lastra di marmo, dove non esistono compromessi e in cui tutto appare già chiaro sin dalla prima traccia (“For The Love Of Pain”) che si rivela l’esemplare stilettata thrash. Tutto gira per il verso giusto, anche quando i nostri sfiorano letteralmente il death metal con la prepotentissima “Witch Hunt”. In altri casi, come sempre hanno fatto, ti lasciano respirare con la tipica ballad dalle tinte oscure e mai incline al commerciale che, nel caso di specie, risponde al nome di “Meant To Be”. Non mancano, ad ogni modo, degli episodi più accessibili. Prendiamo, ad esempio, “Nature Of The Beast”: il suo riff iniziale ricorda vagamente quello di “Seek And Destroy” e non è un caso. Si tratta di una traccia che, molto probabilmente, avrebbe costituito la fortuna degli ultimi Metallica, ma il caso ha voluto che a scriverla siano stati i loro amici e questo fa capire tante cose. Idem si potrebbe dire di “Room 117”, in cui le chitarre fanno la loro sporca figura con il cantato di Billy che appare più malleabile rispetto al solito. Intendiamoci, non stiamo dicendo che abbiamo dei singoli radio oriented, ma tutto sommato ci troviamo dinnanzi ad un materiale meno ostico rispetto al resto. Si tratta, ad ogni modo, di episodi sporadici, visto che nel finale tutto ritorna alla normalità. “Havana Syndrome” è un altro distillato di pura rabbia che si mette al servizio di una canzone efficace, mentre la conclusiva titletrack si manifesta come una micidiale scheggia, dai toni epici e sabbatici che si conclude con degli arpeggi acustici. I Testament sono questi qui, ovvero i soliti duri e puri che abbiamo imparato a conoscere nel corso degli anni. Nulla di nuovo sotto il sole, ma va benissimo così. Ad avercene artisti che invecchiano in questa maniera!


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