Borderland
Amorphis
Reigning Phoenix Music
Pubblicato il 26/09/2025 da Lorenzo Becciani
Songs
1. The Circle
2. Bones
3. Dancing Shadow
4. Fog To Fog
5. The Strange
6. Tempest
7. Light And Shadow
8. The Lantern
9. Borderland
10. Despair
11. War Band (bonus track)
12. Rowan And The Cloud (bonus track)

In occasione del loro concerto al Luppolo dell’anno passato, ho avuto modo di discutere con i finlandesi del loro nuovo lavoro in studio e devo ammettere che mi aspettavo esattamente questo tipo di disco. É inutile dire che gli Amorphis sono da tempo immemore una delle realtà più importanti del metal estremo mondiale e la loro capacità di fondere all’interno delle canzoni influenze folk e prog, unita ad una serie impressionante di performance live di altissimo livello, li ha resi inimitabili e facilmente distinguibili in un panorama che si è fatto, prima con l’avvento del metalcore e poi con il dominio dei servizi streaming e dei social media, sempre più variegato. Il successore di ‘Halo’ rappresenta un passaggio, un attraversamento verso regni inesplorati del suono e dello spirito, e propone un sound potente e educato, melodico ma ugualmente trascinante e heavy. Come suggerito in fase di presentazione, ‘Borderland’ non è solo un titolo, ma una soglia dove il passato incontra il futuro, dove il mito si fonde con la memoria e dove la musica diventa guida e custode. Con questo disco, gli Amorphis invitano i loro ascoltatori a entrare con loro in uno spazio allo stesso tempo familiare e selvaggio. Uno spazio nel quale gli orizzonti cambiano, gli echi risuonano e nuovi destini vengono forgiati dal suono. Registrata in Danimarca sotto la supervisione di Jacob Hansen (Nailed To Obscurity, Volbeat), la scaletta mette in luce le sontuose prove di Santeri Kallio, tastierista che di volta in volta ha assunto un ruolo sempre più fondamentale nell’economia sonora generale del gruppo, e di Tomi Joutsen, il cui growl è qualcosa di talmente unico e solenne che sarebbe in grado di rendere epico anche il materiale più putrido e insignificante della scena underground dell’Est Europa. La copertina è stata realizzata da Marald Van Haasteren (Kvelertak, Metallica) e si passa da pezzi come ‘Fog To Fog’, che evoca ambientazioni vichinghe e una nebbia gelida solitamente associata a opere black, a singoli quali ‘Light And Shadow’, ‘Bones’ e soprattutto ‘Dancing Shadow’, che sostanzialmente riprendono il discorso interrotto tre anni fa. ‘The Strange’ e ‘Tempest’ danno la misura di quanto si sia evoluto lo stile chitarristico di Esa Holopainen e Tomi Koivusaari mentre ‘The Lantern’, quella soffusa luce che serve per scorrere con ansia crescente le pagine del Kalevala, e ‘Despair’, capolavoro assoluto in chiusura, serrano le fila trasmettendo un senso di pace e completezza che non provavamo dall’epoca di ‘Circle’. Non crediate che sia facile mantenersi a queste vette qualitative. Non lo è affatto, ma le basi che gli Amorphis hanno saputo porre fin dall’inizio della loro carriera, non immune da difficoltà e cambi di formazione, non sono solide. Sono marmoree. E questo, al di là di una creatività e di una costanza fuori dall’ordinario, senza dubbio aiuta.


 


 

Songs
1. The Circle
2. Bones
3. Dancing Shadow
4. Fog To Fog
5. The Strange
6. Tempest
7. Light And Shadow
8. The Lantern
9. Borderland
10. Despair
11. War Band (bonus track)
12. Rowan And The Cloud (bonus track)
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