
C’era molta attesa per il nuovo lavoro in studio degli spagnoli Xtasy che per l’occasione hanno voluto fare le cose in grande. Sono andati in Svezia dal produttore Erik Martensson ed hanno buttato giù una serie di canzoni che ricalcano molto, da un punto di vista delle sonorità, quello che si è soliti ascoltare quando ci si imbatte in formazioni del calibro di W.E.T. ed Eclipse. “Phoenix” è un album che possiede questi connotati molto freddi, sebbene emani energia da ogni poro, visto che la band iberica non si è risparmiata per nulla in queste dieci tracce. La ricetta è molto classica: ogni canzone è trainata dalle chitarre messe in bella vista su cui si viene ad incastonare la voce energica di Silvia Idoate che si rivela il valore aggiunto degli Xtasy. Le tracce hanno tutte un elemento melodico molto rilevante e l’opener “Too Late”, dal ritornello fulminante, è un buon biglietto da visita che i nostri presentano al proprio pubblico. Stesso si può dire per “We Live & Die For Rock’n Roll” che ha una grande melodia di base. Gli anni Ottanta, in tutto questo, fanno da ottimo sfondo alla musica proposta e, a volte, vengono fuori nella loro potenza cotonata in tracce come la conclusiva “One Heart, One Fire”. Ogni tassello, insomma, sembra essere messo al posto giusto, ma in tutta sincerità a dischi come questi manca sempre qualcosa. Produzione perfetta (sin troppo, tanto da apparire fredda), canzoni che sono simili tra loro, come quelle di tanti gruppi che hanno una cantante donna brava come la Idoate, con la conseguenza che il dimenticatoio è sempre dietro l’angolo. Dunque, tirando le somme che cosa si può aggiungere di più.. Gli Xtasy sono bravi, sanno fare il loro mestiere, ma suonano come innumerevoli band che hanno questa attitudine sonora. Sta al fruitore di musica capire cosa sia più giusto fare in casi come questi che sono sempre più numerosi nella scena hard/metal mondiale.

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