
Gli autori di ‘Satanism’ e ‘Aliens’ sono da anni ai vertici della scena scandi-rock eppure, al di fuori del circuito nordeuropeo, non sono ancora conosciuti come meriterebbero. Non solo siamo al cospetto di una band in grado di far saltare per aria un locale quando si esibisce dal vivo, ma ogni produzione immessa sul mercato ha dimostrato una capacità di lettura della materia garage rock e punk originale e mai scontata. In attesa di un nuovo full lenght di inediti che possa portare alla consacrazione definitiva a livello internazionale, Icons Creating Evil Art pubblica questa raccolta di cover che difficilmente riuscirete a togliere dallo stereo. A colpire è immediatamente l’approccio del trio che ha saputo proporre versioni differenti da quelle che tutti conosciamo aggiungendo personalità e rendendo l’ascolto più piacevole. Si parte con ‘Gettin’ Away With Murder’ dei Baby Grande, formazione glam e proto-punk australiana che registrò il suo unico album tra il ‘75 e il ‘77, poi stampato da HoZac Records nel 2018, e subito possiamo scoprire una gemma assoluta con l’assolo di Nicke Andersson, visto un paio di mesi fa in forma strepitosa al Tons Of Rock con gli Hellacopters. Non ci saremmo aspettati certo un pezzo di Charli XCX eppure ‘Good Ones’ non sfigura affatto tra ‘State Trooper’ di Bruce Springsteen e ‘I Can’t Stop Thinking About It’ dei The Dirtbombs, con Shady Lady & The Malefactor. Visto che ‘Covering Our Tracks’ è stato annunciato come il coronamento di un progetto durato un anno, dedicato all'esplorazione delle canzoni, degli artisti e delle scene musicali che hanno contribuito a plasmare la band, non fa invece strano trovarci dentro ‘Today Your Love, Tomorrow The World’, traccia conclusiva dell’omonimo debutto dei Ramones. Non è una scelta particolarmente imprevedibile, ma proprio per questo assume un valore quasi programmatico. Se i Satan Takes A Holiday hanno costruito negli anni il proprio stile sulla combinazione di immediatezza punk, attitudine garage e istinto rock 'n' roll, tornare alla band che ha trasformato questi elementi in una grammatica universale è praticamente inevitabile. E proprio qui sta la chiave di lettura: non siamo davanti alla classica raccolta di cover assemblata per celebrare qualche anniversario o per riempire un vuoto discografico, ma al diario musicale di una band che ha deciso di mettere nero su bianco le proprie influenze. Un anno di ascolti, ricerche e riletture condensato in una scaletta che attraversa epoche e linguaggi differenti, mantenendo però una coerenza sorprendente. I Satan Takes A Holiday hanno infatti un merito non trascurabile: non trattano gli originali come reliquie intoccabili. Li prendono, li deformano e li fanno passare attraverso il proprio filtro. Il risultato è che anche i brani più conosciuti assumono una fisionomia nuova, mentre quelli meno immediati diventano vere e proprie scoperte. È un approccio che distingue ‘Covering Our Tracks’ da tante operazioni analoghe, spesso impeccabili dal punto di vista tecnico ma prive di una reale necessità artistica. I fan di Grease si sorprenderanno di trovare ‘You're The One That I Want’ in scaletta così come forse ‘Bang’ degli Yeah Yeah Yeahs mentre ‘Say No To Women’ serve a far luce sugli Henry Fiat’s Open Store del produttore Stefan Brändström. Spettacolare infine la chiusura con ‘Dream Baby Dream’ dei Suicide. Un album che parla del passato, insomma, ma che suona decisamente presente.


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