Carboniferous
Zu
Ipecac - Goodfellas
Pubblicato il 13/01/2009 da Roberto Michieletto
Songs
1. Ostia 4:55
2. Chthonian 6:48
3. Carbon 4:24
4. Beata Viscera 3:57
5. Erineys 3:43
6. Soulympics 5:05
7. Axion 5:21
8. Mimosa Hostilis 4:09
9. Obsidian 6:29
10. Orc 5:19
Songs
1. Ostia 4:55
2. Chthonian 6:48
3. Carbon 4:24
4. Beata Viscera 3:57
5. Erineys 3:43
6. Soulympics 5:05
7. Axion 5:21
8. Mimosa Hostilis 4:09
9. Obsidian 6:29
10. Orc 5:19
L’evoluzione della specie Zu prosegue senza sosta, senza limiti, senza freni e senza ripensamenti. La formazione romana ha scelto di non fermarsi più, di non concedersi pause di riflessione e di elaborare in continuazione suoni, sia in modalità live che in studio di registrazione. Benché fosse palese sin dagli albori (siamo prossimi al decennio di vita) che, per quanto nei loro cuori albergassero un’anima jazz e una hardcore, l’essenza più pura del Zu pensiero, nonché poi forma sonora, era quella della contaminazione, crossover se vogliamo utilizzare un termine più consono alle lande che frequentiamo quando parliamo di dischi. E tale prospettiva si esplicita nello splendore sommo di ‘Carboniferous’ (solito gusto eccelso nella scelta dei titoli) e il pandemonio che si materializza nelle dieci tracce di cui si compone l’album è clamoroso. In primis per intreccio di batteria e basso, che potrebbero anche essere solo loro a dare vita al lavoro e il tutto risulterebbe già così devastante, dal momento che quei due signori (Jacopo Battaglia e Massimo Pupillo) sanno rendere maledettamente terremotante ogni singola nota suonata e hanno capito che prendersi vicendevolmente a pugni, manco fossero in ‘Fight Club’, porta a ottimi risultati. Poi c’è di certo il sax baritono di Luca Mai, che agisce da strumento di tortura, così come non definirei semplici arnesi da accompagnamento gli innesti di elettronica e mellotron, perché ciò ha l’obiettivo di portare alla strutturazione del suono passando dalla destrutturazione di incandescente materiale metal, hardcore, free jazz, noise rock e avant industriale concettualizzato. Insomma una spaventosa goduria di frequenze, onde, sinusoidi e cannonate che vi faranno rimbalzare da una parete all’altra come se foste in preda a una irrefrenabile forza centrifuga interiore. Certo, per chi va alla ricerca del gossip, diciamo che alla festa partecipano Mike Patton, King Buzzo e Giulio Favero (One Dimensional Man), ma il merito diamolo pure al trio originario, se lo merita tutto.
ZuZu
Zu
From Italia

Discography
1999 - Bromio
2000 - The Zu Side Of The Chadbourne
2001 - Motorhellington
2002 - Igneo
2004 - Radiale
2005 - The Way Of The Animal Power
2005 - How To Raise An Ox
2006 - Rai Sanawachi Koe Wo Hassu
2007 - Identification With The Enemy - A Key To The Underworld
2014 - The Left Hand Path
2015 - Cortar Todo
2018 - Zu93 Mirror Emperor Con David Tibet
2019 - Terminalia Amazonia
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