Nightmare
Avenged Sevenfold
Roadrunner Records - Warner Bros
Pubblicato il 02/08/2010 da pozz
Songs
1. Nightmare
2. Welcome to the Family
3. Danger Line
4. Buried Alive
5. Natural Born Killer
6. So Far Away
7. God Hates Us
8. Victim
9. Tonight the World Dies
10. Fiction
11. Save Me
Songs
1. Nightmare
2. Welcome to the Family
3. Danger Line
4. Buried Alive
5. Natural Born Killer
6. So Far Away
7. God Hates Us
8. Victim
9. Tonight the World Dies
10. Fiction
11. Save Me
L"uomo, spesso e volentieri, dalla sofferenza dovuta ad una grave perdita riesce a trovare le forze per dare il meglio di sé, forse per riconoscenza nei confronti della persona venuta a mancare o in difficoltà, forse per dimostrare a sé stessi di essere in grado di reagire. Quest"anno, musicalmente parlando, abbiamo avuto due grosse prove a conferma di tutto ciò: prima, i Deftones, in ansia ormai da due anni per le condizioni di Chi Cheng, riemergono da un lungo silenzio per regalarci quel "Diamond Eyes" che già possiamo considerare un capolavoro; ora, gli Avenged Sevenfold, che, dopo la dolorosa scomparsa del batterista The Rev, riescono a superare le avversità per comporre il degno successore di "City Of Evil". Dopo il passo falso del precedente lavoro, la band californiana si ricorda di essere in grado di scrivere ed arrangiare brani con l"estro che contraddistingue i primi della classe e, lasciando perdere la banalità e la mancanza di idee che aveva portato molti fan della prima a considerarli persi, mettono insieme tutti i mattoni necessari per costruire un"ora abbondante di pura goduria per le orecchie. In undici brani, gli Avenged Sevenfold toccano tutte le sfaccettature del loro repertorio: c"è la netta influenza degli Iron Maiden e dei Metallica nella title track, nell"ottima "Welcome To The Family" e in "God Hates Us", i brani più cattivi di questo quinto studio album. Ci sono le ormai classiche ballad in cui M. Shadows dà libero sfogo alla sua voce (molto belle sia "So Far Away" che "Fiction", quasi interamente accompagnata dal pianoforte). I brani sono tutti abbondantemente lunghi, per dare modo a Synister Gates di ribadire di essere uno dei più talentuosi esponenti dell"ultima generazione di chitarristi metal: i dieci minuti della conclusiva "Save Me" contengono accelerazioni, rallentamenti, assoli e, nonostante tutto, sembrano divertirsi enormemente nel proporre composizioni complesse e pompose. A condire un"opera ricca nei contenuti e prodotta egregiamente dai Mike Elizondo, lo strepitoso lavoro alla batteria di sua maestà Mike Portnoy, al quale The Rev tanto si ispirava, che rende ancora più massiccia la sezione ritmica. Tanti ancora storcono il naso di fronte a questa band, che sicuramente aveva accusato un forte calo di ispirazione dopo "City Of Evil" ma "Nightmare" ce li restituisce al pieno della maturazione, ora sta a loro non disperdere nuovamente il loro enorme talento.
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