Ho adorato ‘Armageddon Gigolò’. Non so quante volte l’ho ascoltato e le sue canzoni ormai sono parte integrante del mio patrimonio genetico. E so di non essere l’unico a trovarmi in questa condizione. Allo stesso modo ritengo che Simone Salvatori e gli Spiritual Front fossero coscienti di come quel lavoro, a suo modo, fotografasse una certa tipologia di perfezione e bilanciamento che non poteva essere superata sullo stesso campo di battaglia. La scelta, come già accaduto in passato, è quindi stata quella di andare oltre, mutando direzione creativa e spostando il baricentro dell’indagine sonora, ma senza allontanarsi palesemente da un’identità che il gruppo ha saputo costruirsi nel corso degli anni e che deve giustamente essere preservata, perché costituisce un tratto distintivo importante. La volontà è stata quella di puntare in modo più marcato sulla melodia di natura pop, mai prevedibile o frutto di facili soluzioni compositive. E se il primo singolo estratto dal disco, ‘Darkroom Friendship’, aveva “scandalizzato” qualcuno, proprio per il suo essere sfacciatamente easy, lasciatemi dire che si tratta invece di un pezzo adorabile e che non stanca mai, anche se lo sto assorbendo da mesi. E allo stesso modo gli altri undici brani si susseguono con un uniforme mood, ma sapendo diversificarsi per natura strutturale ed espressiva e con una comune sensibilità, che prende la decadenza malinconica del passato e la traspone in un contesto maggiormente “allegro/allegorico” e dove il collante è rappresentato da un feeling cinematografico, che ondeggia costantemente tra acustico ed elettrico. ‘Roma Rotten Casino’ sa confrontarsi con i sentimenti dell’ascoltatore, rendendolo non solo partecipe della musica, ma facendolo sentire parte di essa, perché la musica riesce a fornire una rappresentazione - romantica, cinica, sensuale, cruda e reale - della vita. L’interpretazione vocale di Simone Salvatori è brillante e la tavolozza di suoni da cui attingere mescola naturalmente stili (folk, rock, country, gothic, tango, cabaret sound, neoclassica, new wave, swing e cantautorato noir) e strumenti (piano, tromba, tastiere, un quartetto d’archi, oltre a basso, chitarra e batteria). Alla realizzazione dell’opera hanno contribuito musicisti dell’orchestra di Ennio Morricone, oltre a Tying Tiffany, Sonja Kraushofer di L’Ame Immortelle e Tomas Pettersson di Ordo Rosarius Equilibrio, ma è nella professionalità e nella maturità con cui gli Spiritual Front hanno affrontato la genesi di ‘Roma Rotten Casino’ che è insita la sua stessa grandezza.