Ride The Void
Holy Grail
Nuclear Blast - Warner Music Group
Pubblicato il 14/01/2013 da Lorenzo Becciani
Songs
1. Archeus
2. Bestia Triumphans
3. Dark Passenger
4. Bleeding Stone
5. Ride The Void
6. Too Decayed To Wait
7. Crosswinds
8. Take It To The Grave
9. Sleep Of Virtue
10. Silence The Scream
11. The Great Artifice
12. Wake Me When It?s Over
13. Rains Of Sorrow
14. Can?t Hide The Wolf
Songs
1. Archeus
2. Bestia Triumphans
3. Dark Passenger
4. Bleeding Stone
5. Ride The Void
6. Too Decayed To Wait
7. Crosswinds
8. Take It To The Grave
9. Sleep Of Virtue
10. Silence The Scream
11. The Great Artifice
12. Wake Me When It?s Over
13. Rains Of Sorrow
14. Can?t Hide The Wolf
Il significato esoterico del Santo Graal è correlato a numerose e quanto mai bizzarre interpretazioni che nel corso degli ultimi cento anni sono state sfruttate a proprio piacimento dalle più disparate sette o associazioni. In ambito metal il termine è stato spesso legato a liriche o titoli di natura epic o power metal e raramente a contenuti di reale spessore artistico. La storia si ripete ma questa volta il gruppo nato dalle ceneri dei White Wizzard merita veramente un posto di assoluto rilievo nello scenario heavy statunitense e con il successore di 'Crisis In Utopia' sembra avere le carte in regola per convincere anche l'esigente e retrogrado pubblico del vecchio continente. L'emblema della perfezione iniziatica e della purezza spirituale viene abbinato ad un disco nel quale la tipica attitudine da metallaro anni ottanta trova compensazione con la passione per suoni moderni e linee vocali a tratti quasi alternative. A sorprendere prima di ogni altra cosa è la compattezza del songwriting considerato che in 'Ride The Void' non troverete un solo brano al di sotto degli altri ed il livello di perizia tecnica viene mantenuto sempre altissimo. Qualcuno di voi noterà come i riff di Eli Santana siano devoti alla discografia dei Megadeth oppure che la batteria sia spesso esposta a paragoni con i primordi del death ma questo è intriso nel messaggio che il quintetto di Pasadena desidera trasmettere. Rispetto a gruppi come 3 Inches Of Blood, Wolf o Huntress la produzione è molto più aperta e passaggi quali 'Bleeding Stone' e 'Take It To The Grave' sono il risultato di una cura maniacale nei dettagli. Per questo compito è stato scelto Matt Hyde che non sempre mi aveva convinto in passato per la sua tendenza a spostare l'attenzione troppo sulle chitarre. Un altro punto di forza della release è rappresentato invece dal cantato di James Paul Luna che su 'Ride The Void' si è letteralmente superato. Si passa da episodi da true defender come 'Dark Passenger' e 'Rains Of Sorrow' a momenti dove arrangiamenti e suoni scelti dalla console guidano l'ascoltatore verso direzioni futuristiche. 'Too Decaded To Wait' sfrutta al massimo il talento percussivo di Tyler Meahl mentre la title track è la riprova che la band è capace di vincere la propria battaglia pure su territori melodici.

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