El Pintor
Interpol
PIAS
Pubblicato il 10/09/2014 da Lorenzo Becciani
Songs
1. All the Rage Back Home
2. My Desire
3. Anywhere
4. Same Town, New Story
5. My Blue Supreme
6. Everything Is Wrong
7. Breaker 1
8. Ancient Ways
9. Tidal Wave
10. Twice as Hard
Songs
1. All the Rage Back Home
2. My Desire
3. Anywhere
4. Same Town, New Story
5. My Blue Supreme
6. Everything Is Wrong
7. Breaker 1
8. Ancient Ways
9. Tidal Wave
10. Twice as Hard
Sono serviti dieci anni esatti agli Interpol per dare alle stampe un album che possedesse le qualità e soprattutto le canzoni del multipremiato 'Antics'. Nel frattempo è successo di tutto, Carlos Dengler ha sbattuto la porta senza essere veramente sostituito e l'industria musicale si è dissolta. Chi li dava per morti dovrà ricredersi ma sarà la stessa band a dimostrare di sapersi adattare alle nuove regole del mercato con buona pace dei dancefloor indie in drastico calo un po' ovunque. Liberi da qualunque obbligo discografico dopo l'album omonimo di quattro anni fa i membri si sono presi il tempo di respirare. Paul Banks si è fatto notare in veste solista e con mixtape hip hop, Sam Fogarino ha formato gli Empty Mansions, Daniel Kessler ha staccato completamente ed il bassista è scomparso. Adesso tornano come trio con una manciata di canzoni che farà rivivere ai loro appassionati le emozioni di quando sembravano in grado di conquistare il mondo. La lista dei crediti è piuttosto lunga. Si parte con James Brown e Alan Moulder, chiamati a produrre e mixare l'album, e si prosegue con Brandon Curtis, tastierista dei The Secret Machine, Roger Joseph Manning Jr. e Rob Moose, già attivi con Beck, Jellifish e Bon Iver. Una squadra che ha fatto in modo di sopperire l'assenza del carismatico bassista. Sono bastati i pochi minuti di 'Anywhere' e 'All The Rage Back Home' per rendersi conto che gli Interpol erano di nuovo vivi. Nella forma e nella sostanza. Capaci di rileggere la lezione di Joy Division e Bauhaus con il tipico timbro newyorkese che li ha sempre distinti dalla decina di band inglesi tutte uguali tra loro. 'Same Town, New Story' sembra un'autocritica o comunque il risultato di un'analisi autobiografica, 'Ancient Ways' e 'Tidal Wave' illuminano la seconda parte dell'album con i loro robusti arrangiamenti e 'Twice As Hard' chiude solenne le danze tra mestizia, determinazione e disincanto.
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