Dope Stars Inc.
Italia
Pubblicato il 02/02/2015 da Lorenzo Becciani

'Terapunk' per certi versi rappresenta un ritorno alle origini con un'attitudine rock'n'roll più spiccata e addirittura un pezzo punk old school. Cosa vi ha spinto a muovervi in questa direzione?  Lo avete fatto in ottica live? 
TeraPunk riprende quell'attitudine rock'n'roll punk delle origini riproposta però con una produzione che celebra la totale fusione di strumenti veri e artificiali. Per questa produzione ho usato 2 drum machine, loops, batteria vera, chitarre e basso veri e in aggiunta ho usato dei synth guitar & bass, già testati in Hacking The Wave più ovviamente tutta la parte di sintetizzatori classici. Il pezzo punk old school a cui ti riferisci è Do It Yourself che, dal punto di vista stilistico è un chiaro tributo ai Ramones. Tra l'altro non so se hai notato che stiamo facendo girare un nuovo logo marchio che è anche quello un tributo ai Ramones in chiave moderna. Inoltre il testo è una celebrazione del Do It Yourself dal punto di vista della produzione musicale, ormai alla portata di tutti, e che quindi vuole ispirare ad aggiornarsi per potersi esprimere liberamente come mai non è stato possibile prima nella storia della musica. Per quanto mi riguarda oramai sono arrivato ad un livello che mi permette, tramite dei progetti preimpostati e premixati, di produrre musica ad una velocità che fino a qualche anno fa non pensavo neanche possibile. Il songwriting è un atto inizialmente puramente istintivo e le nuove tecnologie permettono di cogliere al massimo l'ispirazione del momento. Mi sono seduto davanti al mio pc e non ho fatto altro che farmi trascinare senza degli schemi prefissati e in 2 settimane ho scritto 20 brani di cui abbiamo poi scelto insieme 10 brani da usare per TeraPunk e altri da usare in futuro, inclusa una cover di Michael Jackson, Billie Jean, che presto uscirà extra disco. Certo poi il lavoro non si ferma li, c'è la stesura dei testi definitiva, l'arrangiamento e mix finale, ma quello che conta è la possibilità di creare musica in tempo quasi reale e quindi esprimersi al massimo senza compromessi e restrizioni. Secondo me tutto questo ha una forte matrice punk o meglio dovrei dire TeraPunk! Nell'ottica live abbiamo suonato questi brani in dei warm up shows in Russia e Germania e posso dire che rendono veramente bene, specialmente grazie alle chitarre synth che rendono il sound ancora più potente e compatto.

Aggiornarci sui progetti Hacking The Wave e Computer Flux. Quanto sono stati importanti per trovare il suono di 'Terapunk'?
Hacking The Wave ha avuto una influenza importante. Come ti dicevo è stato con HTW che ho testato per la prima volta le chitarre synth stereo distorte. Ho creato il suono usando un synth che emula la chitarra clean per poi passare attraverso diversi amp emulator, distorsori, equalizzatori e infine l'ho umanizzato manualmente per renderlo più reale. Mentre però su HTW ho usato solo strumenti sintetici dato che fa parte del sound concept, in TeraPunk ho provato a miscelare entrambe le cose. Così come anche la drum, già dai dischi precedenti, è il risultato di diversi layer che includono una drum machine, un emulatore di drum acustica e la batteria vera su tracce oltre che i vari loop. E' stata una esperienza veramente interessante e sopratutto è stato il passo finale verso quel mix bilanciato tra musica rock ed elettronica che è stato sempre l'obiettivo principale della ricerca stilistica che ho fatto nel corso degli anni. Computer Flux era invece una cosa fatta in un paio di giorni e che però poi non ho portato avanti ma è stato divertente anche quello. Avevo prodotto questi brani che suonavano un po' diversi dal solito e ho pensato di farli uscire sulla rete. Chissà, magari in futuro qualcosa di nuovo che non rientra in altri progetti posso farla uscire la. Vedremo.

Quanto tempo hai impiegato per completare il processo? Ti sei ispirato a qualche album in particolare per la produzione ed il mixaggio?
Tecnicamente il processo di creazione è stato abbastanza rapido come in passato con gli altri 4 dischi ma per vari impegni che ho avuto sono riuscito a finirlo solo 8 mesi dopo averlo scritto. L'ho scritto ad Aprile 2014 in 2 settimane buttando giù il grosso. Ho finito poi le registrazioni durante l'estate e infine sono riuscito a chiudere il mix solo a Dicembre. Inoltre è stata una vera e propria sfida a livello tecnico dato che questo disco è stato registrato totalmente a casa con un equipaggiamento volutamente di base e utilizzando solamente le cuffie per mixarlo. Lo so che può sembrare una follia per certi "esperti" di fonia, ma francamente io vedo la produzione di un disco non solo dal punto di vista tecnico ma anche dal punto di vista concettuale. Così come celebrato nel brano Do It Yourself volevo vedere fino a che punto potevo arrivare mettendomi in una posizione di partenza il più basic possibile. Quella accessibile più o meno ad ognuno di noi. Ovvero ho usato una scheda usb da quattro soldi, delle cuffie di buon livello della Bayer Dynamics che conosco molto bene, e registrato tutto senza quasi mai andare in studio. Il missaggio l'ho fatto invece totalmente a casa. La batteria è stata registrata dal nostro nuovo batterista, Andreas DeLorean, un grande maestro di batteria che è entrato nella line up con questo disco e che oltre ad essere un grande musicista di talento è anche una persona fantastica con cui tutti nella band si sono trovati subito bene. Ho dovuto quindi solo montarle nel progetto che aveva i pattern di drum elettronici già pronti sopra i quali Andreas ha inciso le tracce acustiche. Per quanto riguarda le voci sono state fatte con 3 mic diversi, uno dinamico e due a condensatore. Il dinamico è il primo che ho registrato, a casa. Poi ho rifatto le voci durante l'estate, che ho passato in Puglia, insieme ad un mio carissimo amico, Narko'$, degli Hate Inc., che ha un home studio stupendo dentro un Trullo. Si, proprio così! Un Trullo. Una esperienza fantastica in mezzo alla natura incontaminata che non dimenticherò mai. La Puglia inoltre è la mia terra di origine e quindi per me è stato veramente emozionante dal punto di vista simbolico. Poi ho perfezionato alcune parti di voce presso i Ghostrack studio di Massimo Bandiera, un altro mio caro amico che ha uno studio bellissimo vicino dove abito a Roma. Infine ho miscelato tutte e tre i take scegliendo le parti di voce che mi piacevano di più o usandole anche all'unisono. Detto questo il mix non è stato facile perchè chiaramente non avendo a disposizione strumentazioni professionali c'è un limite oltre il quale non riesci ad andare ma alla fine sono rimasto molto soddisfatto del risultato raggiunto. Volevo anche ovviare a quello che è un problema tipico di quando, una volta fatte le demo, ri-registri tutto e non riesci mai a catturare lo stesso mood delle prime versioni. Oggi come oggi, conta davvero così tanto spendere milioni in un mix in un mondo dove Blitzkrieg Bop dei Ramones ha 14 MILIONI di plays su spotify? E nessuno si lamenta del mix o del mastering. Ci saranno i soliti detrattori sfigati a rompere le scatole sul mix o sul mastering, ma francamente a me fanno solo sorridere. Neanche ridere. Ci sono tanti di quei nerd del suono in giro che fanno gli esperti, poi se ti capita di sentire i lavori che fanno ti metti le mani nei capelli. Quello che non capiscono è che ciò che veramente conta è la musica e il concept dietro un suono e non il cavo d'oro, il preamp valvolare da 2000 euro o milioni spesi in uno studio di mastering.

Avete usato dei synth particolari in studio?
Niente di particolare a parte ovviamente i synth guitars creati sempre via software. Ci sono band che fanno cose estreme con i synth e alcuni, veramente pochi, lo fanno anche in maniera MOLTO seria e li rispetto tantissimo. Come ad esempio i Deflore che io adoro e che loro si, veramente, sanno che stanno facendo e dal vivo ti coprono col suono e le macchine vere. Sono andato ad un loro concerto di recente e sono tornato scioccato per la potenza, pulizia e professionalità. Avevano non so quante macchine che suonavano in tempo reale, veramente come si dice LIKE A BOSS. Vi invito ad andare a vedere su YouTube alcuni loro video live. Io però sono di una scuola totalmente diversa. Per me conta di più la praticità e la possibilità di esprimersi subito senza perdere ore a fare l'ingegnere nucleare del suono. Alle volte vedo certe band fare robe su synth modulari assurde, postare video a fare i professori con milioni di cavi davanti e perdere ore e ore per fare poi cosa? Magari un suono o un beat che fa pure ridere. La maggior parte della gente non sa manco che vuol dire e gli unici che gli vanno dietro sono i soliti pesudofonici wanna be "che ne capiscono". Oppure ci sono i big che si portano dal vivo montagne di roba e poi lo sappiamo tutti che le mettono in playback. Un po' come i muri di amplificatori di certe band metallare che quando poi ti trovi ad un festival e dal backstage vedi che sono tutti staccati non sai se ridere o piangere, sempre che non ti dovessi imbattere in un ghost singer.

Sono trascorsi dieci anni da 'Neuromance'. Vorrei che tracciassi una sorta di profilo della band con un breve commento su ciascun full lenght che avete pubblicato..
Neuromance era un disco industrial rock'n'roll dance che ha segnato l'inizio di tutto. Al tempo volevo fondere l'Industrial americano, il rock'n'roll svedese, la Dance/Ebm con una attitudine punk anche perchè era quello che ascoltavo tantissimo a quei tempi. Gigahearts è invece una produzione più patinata con degli elementi synth-pop oltre ad avere dei frangenti harsh e molto potenti, quasi metal. 21st Century Slave è stata invece una avventura cyberpunk, oscura, decadente, e profondamente ispirata ai temi cari a Philip K. Dick con dei brani che cercavano di riassumere le esperienze precedenti in termini stilistici. Con Ultrawired invece ruotava tutto intorno gli anni 80 sia per il suono che per l'immagine con un artwork realizzato sempre da Paolo Soellner, un vero visual masterpiece. Oltre ovviamente a tutta la parte hackeristica e piratesca associata non solo alla release ma anche ai testi. Tra l'altro, come ricorderai, il testo del brano Lies Irae è stato scritto su un piratepad in collaborazione con i fans ed era un tributo a Wikileaks.

Personalmente credo che 'Dressed Inside Your Fear' sia il vostro pezzo più maturo di sempre in termini di arrangiamento. Volete raccontarci come è nato?
Dressed Inside Your Fear è uno dei miei pezzi preferiti dell'album perchè è il brano dove il mix di chitarre synth e chitarre vere risulta più evidente. Ha una produzione volutamente distorta e acida e un groove fatto di diversi layer di loops e drum machine. È stato il pezzo più difficile da mixare in assoluto considerata la quantità di roba che suona insieme. E' nato così come gli altri in un pomeriggio davanti il mio pc. Quando inizio a scrivere solitamente non mi fermo più e riesco a fare in media uno o anche due pezzi al giorno. E' stato sempre così anche per Neuromance con la differenza che prima avevo meno esperienza come produttore quindi ci mettevo leggermente più tempo ma di solito ho sempre cercato di cogliere l’attimo. Il testo della canzone invece è molto introspettivo e riguarda quella sensazione di disagio creato dai pregiudizi e dalle apparenze che sono dovute a come il mondo ci percepisce non solo in superficie ma anche come percepisce il nostro stato emozionale interno. Per quanto possiamo mettere una maschera ci portiamo sempre cucite addosso le nostre paure che sono poi quelle che plasmano il mondo che vediamo attraverso i nostri occhi, alle volte distorto non solo dai pregiudizi altrui ma anche da quelli che abbiamo fabbricato all'interno di noi.

Avete in previsione di girare dei video per promuovere l'album? Oltre a 'Take It' avete scelto altri singoli?
Take it è stato il primo brano che abbiamo lanciato perchè metteva in risalto entrambi le componenti rock e dance in maniera equilibrata. Per ora non abbiamo scelto singoli in particolare per il video ma presto lo faremo quando avremo un po' di feedback sull'album e avremo capito quindi quale è il pezzo migliore per girare un video. Il video è una presentazione importante per far girare la propria musica e non è tanto importante il quando ma il come lo fai e sopratutto di quale brano. Di questi tempi ormai il concetto di tempo è veramente relativo specialmente in un ottica indipendente come la nostra che non ci impone particolari deadline. Siamo sempre stati una band che cerca di raccogliere le impressioni dei nosti fans. Forse faremo anche qualche tipo di sondaggio interno con il nostro fanbase. Ancora non abbiamo deciso anche se una mezza idea su due pezzi già ce l'abbiamo però inizieremo presto a concentrarci sulla produzione. Lo abbiamo pianificato comunque verso metà Marzo con Carlo Roberti, Solobuio Visual Factory, che ha già fatto il nostro video di It's Today.

Di cosa parlano 'It's Going To Rain For You' e 'You Have No Chance'?
Parlano entrambi di un rapporto di conflittualità che può essere visto in diversi modi. Tutti i testi li ho scritti in maniera molto istintiva quindi in parte sono stati ispirati anche da esperienze personali ma in seguito li ho plasmati per toccare degli argomenti in cui l'ascoltatore potesse identificarsi, anche solo in parte o per slogan, come "I don't want to deal with you, it's going to rain for you", "You have no chance", "Many thanks for your ego", "Why don't you do it yourself", "I wanna die along with you" e così via. Quello che ho notato con l'esperienza è che la maggior parte delle persone è più interessata a questo tipo di argomenti dove potersi identificare. Non a caso i nostri pezzi di maggior successo in passato non sono Defcon 5 o Omegadrones ma piuttosto Bang Your Head, Make a Star o It's Today che in qualche modo si connettono all'universo personale. Per questo album quindi ho voluto concentrarmi maggiormente su questo aspetto piuttosto che fare un nuovo concept album come erano i precedenti.

Cosa vedete nella copertina di 'Terapunk'?
La copertina di TeraPunk, fatta da Paolo Soellner, rappresenta una rottura con il passato. La stella esplosa è appunto questo. E' un ritorno esplosivo che vuole rappresentare anche un nuovo inizio. Una specie di reboot. Questo è legato a tante cose sia sul piano personale, che professionale e di sound ma anche per quanto riguarda il modello distributivo. Volevo questo tipo di impatto sulla copertina e Paolo è stato veramente un genio nel saperlo esprimere al meglio. Già in Ultrawired aveva fatto uno dei lavori più belli di sempre e anche questa volta ci ha sorpreso riuscendo ad esprimere perfettamente il concetto di ribellione, rottura e rinascita digitale che è rappresentato anche dal titolo del disco.

La tua evoluzione come cantante è evidente. In cosa ritieni di essere migliorato particolarmente?
Nel corso degli anni sicuramente ho acquisito maggiore facilità nel comporre le parti di voce e ora più di prima riesco a cogliere quell'ispirazione del momento senza troppa difficoltà. Una cosa che troverai interessante e che sicuramente ha influenzato la stesura delle voci è una tecnica che ho sperimentato per fare le demo di voce di questo disco. Facendo le demo a casa e non avendo uno studio insonorizzato non potevo certo far impazzire il vicinato. Avrebbero pensato che sono pazzo. Di conseguenza non ho fatto altro che cantare e registrare le demo quasi sottovoce ma molto ravvicinato al mic e poi ho trovato degli effetti per farle sembrare quasi "vere". In questo modo ho potuto con molta più facilità e comodità lavorare sulle parti di voce e quindi ottenere, credo, risultati migliori. Ovviamente poi il tutto è stato ri-registrato come ti ho già detto ma secondo me questo metodo ha fatto tanto. Inoltre questa "tecnica" è anche ben collegata con il concept "Do it yourself" in quanto come ti ho detto ho cercato di trovare diversi sistemi per fare tutto con rapidità e facilità stando comodamente a casa e potendo quindi lavorare nel tempo libero dato che, oltre all'attività musicale, ho un lavoro "vero" come IT specialist e consulente informatico che mi leva tanto tempo e quindi devo cercare di ottimizzare tutto al meglio. Quella di ottimizzare i tempi è una vera e propria mania, credo infatti di avere un problema serio al riguardo. Chi mi conosce lo sa bene. Un giorno o l'altro dovrò farmi vedere.

E' palese che avete un rapporto privilegiato con l'Est Europa. Quando siete andati a suonare da quelle parti che tipologia di pubblico e locali avete trovato?
L'Est Europa è un posto fantastico per suonare. Devo dire che francamente questa è una cosa un po' che dicono tutti e non solo noi. In Russia in particolare alla gente piace proprio tantissimo andare ai concerti e divertirsi, sono scatenati! In USA e Giappone anche il pubblico è molto caldo. Cosa che purtroppo non accade sempre nel resto dell'Europa, un po' troppo abituata ad avere "tanto e da sempre" e che quindi ha un rapporto più freddo con il live. Poi dipende anche dalle situazioni ma noi abbiamo sempre avuto delle ottime esperienze nell'Europa dell'Est e ci siamo stati ormai già diverse volte. Abbiamo anche fatto un tour completo della Russia di tre settimane visitando i posti più incredibili. Abbiamo potuto vedere la vera madre Russia, non quella dipinta dai giornali propagandistici e posso dire che è un paese fantastico. Poi per carità sarò anche di parte dato che la mia ragazza è russa. Ho notato pero' che ci sono tantissime similitudini culturali tra Russia e Italia, e i Russi hanno sempre strizzato l'occhio all'Italia dal punto di vista della musica, la moda e l'arte in generale.

Avete già pronti dei remix dei brani di 'Terapunk'?
Si abbiamo già alcune band che ci stanno lavorando e altre che ci hanno già mandato le versioni definitive. Nomi anche molto grossi che per ora preferisco non dire per non rovinare la sopresa! Ci saranno anche dei remix da parte di dj della scena techno underground. Anche io sto lavorando per diversi Remix per altre band, il prossimo in cantiere è per KMFDM che mi manderà a breve le tracce. Di recente ho fatto due remix per Deathstars come Dope Stars inc e Hacking the Wave, già usciti sul loro disco "The Perfect Cult" e ho fatto altri 2 remix per Spiritual Front che usciranno a breve. Appena avrò un po' di tempo voglio finire le recording e il mix degli altri 10 brani che ti dicevo e che ho scritto in versione demo nella session di TeraPunk. Li vorrei far uscire insieme con tutti gli altri remix e se tutto va bene magari già per maggio-giugno saranno fuori! Vi invito quindi a registrarvi alla nostra newsletter sulla homepage del nostro sito per rimanere aggiornati. Ho anche altro materiale extra, come la cover di MJ che ti dicevo, e che vogliamo rilanciare nelle prossime settimane. Ci sarà da divertirsi.

La fase hackeristica di 'Ultrawired' si è conclusa oppure si è sviluppata ulteriormente in qualcosa di nuovo e diverso?
Si è super-sviluppata. Ma qui apri un discorso lungo quindi preparati piscologicamente: Ultrawired uscì sulla homepage di The Pirate Bay con un doodle nel 2011 (da quanto ne so, prima volta nella storia della musica) e lo caricai sul nostro sito poco dopo aver esportato il master e senza particolari campagne di pre-promozione, ne tantomeno ci fu, anche quasi di proposito, un coverage da parte dei media. Alcuni addirittura si rifiutarono di promuoverci apposta per paura di infastidire l'industria discografica. Ma questo faceva parte anche della sfida lanciata per testare il potere puro della rete. Una vera e propria battaglia digitale in un mondo che al tempo ancora si rifiutava di vedere quello che ormai appare chiaro a tutti, ovvero che distribuire la musica free, nel mondo digitale in cui viviamo, non comporta necessariamente un danno alle vendite e alle entrate di un gruppo. Tema caro alle label piagnucolone e ipocrite che perseguitano la mamma o il ragazzino di 15 anni con cause da milioni di dollari per aver scaricato un paio di album da internet. Classica tattica tipicamente fascista: colpire uno per educarne 100. Paradossalmente, ora che la maggior parte della musica è quasi free grazie alle piattaforme di streaming, le etichette discografiche stanno facendo un mare di soldi, se pur gli stream vengono pagati pochissimo, sopratutto con l'enorme back catalogue. Fatemi un favore, non andate a leggere articoli propagandistici. Ve lo dico io che lo so da fonti interne. Ci sono label indipendenti quasi-major che hanno espanso gli uffici a dismisura ma che incredibilmente stanno li a piangere e lamentarsi in una logica di marketing che ha come mantra principale il classico detto napoletano: chi piange fotte a chi ride. Anche perchè c'è sempre quella percentuale di pecore che gli vanno dietro. Dico quasi free perchè non c'è il download ma ormai circa il 90% delle persone ascolta la musica in streaming, e l'altro 10% lo scarica comunque da qualche parte. C'è veramente tanta ipocrisia ed è stata a volte una vera e propria lotta dove mi sono dovuto scontrare con tantissime persone, alcune anche a me care, che non volevano accettare o capire, ma che poi alla fine si sono dovute ricredere. Basta vedere che Ultrawired è TOP album sulla nostra classifica di Spotify da ormai non so quanti anni superando tutti gli album precedenti sia come views che come vendite su digitale. Che sia chiaro, non si diventa milionari, ma rimango basito quando leggo interviste di certi "big" che prima tirano fuori dischi free (fatti male in 5 minuti) per eleggersi a paladini della musica free, e poi, siccome il disco faceva schifo e hanno fallito, ritornare sui loro passi dicendo che la musica si paga e dimostrando quindi che era solo un'altra misera mossa di marketing. Che pena. E' veramente un ragionamento becero e poco intelligente perchè la realtà è totalmente diversa. Tu pensa che sulla nostra home page si presentavano 6 opzioni. Scarica il torrent. Scarica lo zip file. Donazione. Compra su digitale. CD jewel case su glass master. CD vergine, sempre jewel case con stesso artwork e packaging ma che ti masterizzavi da solo. Il risultato è stato che i fans hanno continuato a comprare su digitale, il cd o anche donare direttamente pur avendo il link FREE in bella mostra e ad un click di distanza. Tra l'altro il link è ancora li www.dopestarsinc.com/ultrawired.zip Ora ci siamo spostati su soundcloud che è più fruibile ma anche li è tutto free. E' ovvio che non tutte le persone la pensano così. Non sia mai! L'Universo è fatto di innumerevoli differenze e imperfezioni che lo rendono meraviglioso, ma chi è abitauto a non comprare mai e scaricare sempre continuerà a farlo COMUNQUE. Così come chi è abituato a supportare le band o comprare il CD, il vinile, la t-shirt, anche per puro collezionismo, continuerà a farlo COMUNQUE. Inoltre anche lo stesso fatto di "ascoltare" la musica, inevitabilmente porterà quel fan a parlarne e "contagiare" altre persone che a loro volta potrebbero avere la possibilità economica e la voglia di supportare la band oppure, farla conoscere ad altra gente in una catena virtuosa che porta solo positività. Questo volevo dimostrare con Ultrawired e questo è quello che è accaduto ma sopratutto mi è servito tantissimo per capire cosa fare con TeraPunk. Mi è servito per capire anche quanto budget potevo investire in quella promozione sui media che non ho fatto al tempo di Ultrawired. L'unica difficoltà che ho riscontrato è stato riuscire a stare dietro alle vendite del CD fisico tramite il nostro shop per una pura mancanza di tempo e la logistica di una distribuzione vera sia nei negozi che online. Per questo motivo con TeraPunk sto testando un modello di distribuzione che prende l'esperienza di Ultrawired e la porta su un livello più alto. Mantenendo il controllo totale sul digitale siamo ora in grado di supportare una campagna promozionale vera con 3 agenzie di promozione per Europa, Nord America e Russia e ho creato un network di professionisti a 360 gradi con cui collaboro da anni e che ci stanno aiutando a far girare news e mandare il disco ai media. Dall'altro lato per accontentare anche chi vuole il cd distribuito nel modo classico nei negozi e online abbiamo affidato la stampa e la distribuzione a due etichette, Subsound Records per Europa e Distortion Production in Nord America che raggiungono poi in export il mercato globale. Avevo ricevuto proposte da diverse etichette di un certo calibro ma alla fine non volevano accettare questo tipo di modello dato che pretendevano tutto, esclusiva, worldwide etc. Posso anche capirlo da una parte ma ho preferito invece affidarlo a delle label con a capo persone che conosco personalmente da anni e che vogliono crescere e lavorare insieme per raggiungere il massimo risultato. Adesso vedremo cosa succederà ma già adesso cominciamo a vedere un ottimo feedback sui media con Revolver Magazine che ci ha presentato un brano e altri media che stanno rilanciando la notizia e tantissimi altri magazine interessati in tutto il mondo. Ora aspettiamo le recensioni e l'impatto della promozione che arriverà tra metà febbraio e metà marzo. Il disco quindi sarà disponibile un po' ovunque e in tutti i formati oltre ad essere scaricabile da soundcloud. Non ho la pretesa e la certezza che sarà la soluzione definitiva ma sicuramente sarà un modo per capire come muoversi in futuro dato che ho già diversi progetti in mente con un altro EP in uscita a breve ed eventualmente un altro album appena possibile.

'Ultrawired' aveva dimostrato che la musica indipendente puo' ancora ritagliarsi uno spazio importante in un mercato avvilito dalle cattive scelte delle case discografiche e dalla crisi economica. Dopo quattro anni noti delle differenze? Il futuro della distribuzione musicale comincia ad essere più chiaro?
C'è questa leggenda che gira secondo la quale prima le label facevano da filtro selettivo supportando le band di qualità e che ora invece è tutto finito perchè c'è una infinità di roba che gira di scarsa qualità. La cosa è vera in realtà solo in parte. Per prima cosa di label che fanno questo ci sono ancora e lo fanno anche con ottimi risultati. Ovviamente hanno capito come stare sul mercato facendo le scelte giuste e sperimentando sistemi innovativi senza fossilizzarsi nei vecchi modelli di business chiusi e piagnucoloni. Secondo, come dici tu, c'è il rovescio della medaglia ovvero che in realtà per la maggior parte, sopratutto le major, non fanno altro che promuovere la musica più commerciale possibile per fare più profitti possibili scadendo inevitabilmente in un marasma di musica mediocre. La realtà è che il vero filtro lo fanno le persone che sono loro a decidere, finalmente, quale è la musica che vogliono ascoltare e supportare. L'unico problema è che la potenza di marketing delle label grosse è diventata ancora più forte ora. Basta lanciare qualsiasi schifezza e mandare una newsletter a milioni di persone ed il gioco è fatto visto che ci sono miliardi di ascoltatori nel mondo pronti a recepire qualsiasi cosa e se promossa bene anche la musica peggiore ha successo. Non è una novità. Per quei gruppi che si lamentano però del fatto che internet ha danneggiato la musica posso dire che la realtà è invece che prima se non avevi una label non riuscivi neanche a fare il primo passo e il disco se lo sentivano al massimo i tuoi amici più cari, o magari manco quelli. Era veramente molto difficile riuscire ad emergere. E questo lo dico per esperienza diretta dato che sono 15 anni che non faccio solo musica ma mi interesso anche di altri aspetti di music business. Adesso invece grazie ad internet è possibile avere un punto di partenza che può sempre e comunque sfociare in una opportunità con una label o se ti va veramente bene procedere in modo indipendente. Basta impegnarsi seriamente e lavorare tanto ma sopratutto c'è un elemento che è trainante: la musica. Se la musica che fai fa pena c'è poco da fare. Se hai talento l'opportunità la trovi, questo è sicuro. Lo so che è duro da accettare ma è così. Fatevene una ragione invece di piagnucolare su internet. Inoltre, parliamoci chiaro, non tutte le band sono in grado di stare appresso alla parte "amministrativa" pertanto hanno sempre bisogno di qualcuno che li aiuti in tal senso. Il consiglio che però dò sempre a chi me lo chiede è di far girare la propria musica il più possibile e di legarsi con una label solo quando si ha una proposta seria e una volontà vera di supportare il progetto perchè ci credono veramente. Tutto il resto sono solo chiacchere. Vi invitiamo a supportare le nostre label ed a partecipare all'evento Facebook che trovate su www.facebook.com/events/727024410717923 dove saremo online per rispondere a tutte le vostre domande il giorno della release digitale del disco il 13 Febbraio! Ci siamo, manca pochissimo. You have been warned!

(parole di Victor Love)

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