Ciao Alex, come stai?
Molto bene grazie. Questa è la prima intervista oggi quindi sono fresco.
Immagino che tu sia felice di parlare di questo nuovo fantastico album. E’ stato un lungo processo?
Come sempre abbiamo cercato di fondere insieme un grado elevato di potenza e di impatto con un viaggio immersivo per l’ascoltatore. In tanti hanno provato a definirci ed alla fine direi che progressive technical death metal può essere un buon inizio, ma la nostra musica è molto complessa e quando scriviamo un album non ci poniamo alcun limite. Alcuni pezzi del nuovo disco sono old school in un certo senso mentre altri sono più atmosferici e cinematici.
Questo è il tuo secondo album con la band. Ti sei sentito più a tuo agio in studio?
Direi che ormai mi sono abituato, sia alle critiche che agli elogi. È normale quando c’è un avvicendamento. Tanti fan erano affezionati a chi c’era prima di me ma in tanti hanno apprezzato il mio stile e addirittura si sono innamorati della band dopo che sono entrato. Questa volta è stato forse più difficile perché avevo più aspettative da me stesso. Ho sentito un po’ di pressione, ma è subito volata via quando ho iniziato a concentrarmi sulle parti da registrare. Lavorare con Scott è un privilegio. É stato molto importante comunque avere un background live perché quando ho fatto l’audizione per entrare nei Fallujah non avevo mai visto la band dal vivo.
In questi mesi sei stato impegnato anche col vecchio materiale.
Sì, perché abbiamo girato in tour per festeggiare l’anniversario di ‘The Flesh Prevails’. Ho dovuto cambiare la prospettiva su tante cose e adattarmi ad uno stil differente.
Ascolti solo questo genere di musica?
Assolutamente no. Ho fatto parte anche di una band indie rock. Mi piacciono gli Strokes, gli AFI, i My Chemical Romance e pure i Mars Volta. Facendo parte dei Fallujah ho poi logicamente iniziato ad ascoltare con frequenza band come The Faceless, Necrophagist, Cynic e Between the Buried and Me. Sono tutte formazioni che hanno influenze in comune con i Fallujah, ma soprattutto che possono vantare un’apertura mentale ed un profilo tecnico che ha permesso loro di scrivere pagine di storia del technical death metal.
Il mixaggio del nuovo disco è stato affidato a Dave Otero.
Ha svolto un lavoro eccellente. Il materiale di Scott è molto tecnico e ogni membro deve risaltare per le proprie qualità. Ascoltando i vecchi album trovo che stavolta il basso di Ewan sia pazzesco e penso che buona parte del merito sia di Dave che ci ha lavorato molto. ‘Kaleidoscopic Waves’ è stata la prima canzone su cui abbiamo iniziato a lavorare. E’ cambiata molto prima di raggiungere la sua forma attuale ed è servita un po’ da template per il resto delle tracce. ‘In Stars We Drown’ è stata invece la più rapida ad essere completata.
Cosa puoi dirci invece di ‘Labirynth Of Stone’?
É uno dei video più assurdi che abbiamo mai pubblicato. Lo ha girato il nostro chitarrista ritmico Sam Mooradian. L’etichetta ci ha dato il budget per un video e lo abbiamo usato per ‘Kaleidoscopic Waves’. Anche se non avevamo altri soldi a disposizione, Sam ha lavorato a questo secondo video in parallelo. Si tratta sostanzialmente di un video rap in cui siamo davanti a Ferrari e Lamborghini e lanciamo soldi finti. Abbiamo pensato che il contrasto fosse piuttosto divertente, e considerando che anche il testo di quella canzone è molto introspettivo, c'è un tema che riguarda il lasciar andare il proprio ego, mentre è un video rap e noi lanciamo soldi, abbiamo pensato che sarebbe stato divertente fare qualcosa di diverso e inaspettato e magari confondere e sorprendere un po' il pubblico.
Sareste disponibili a collaborare con un rapper a una canzone?
Magarti con Travis Scott!
Per il concept avete preso ispirazione da qualche libro o film in particolare?
Non ci sono dei riferimenti precisi, se non Dune. Un vero classico della letteratura e della filmografia sci-fi.
(parole di Kyle Schaefer)


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