Ciao Helle, dove ti trovi adesso?
Sono a Kiev, nel mio appartamento. Sto cercando di stare lontana dalle finestre nel caso ci sia un attacco aereo o qualcosa del genere. Purtroppo è la nostra realtà ed è diventato il posto più comune da cui faccio le interviste ultimamente.
Che dire... Sei sempre rimasta a Kiev in questi anni?
Beh, a parte quando siamo in tour, ovviamente. Sì, sono stata qui praticamente per tutto il tempo, insieme a tutti i membri della band.
Vorrei iniziare dal concept o dal tema principale dell'album, che riguarda la nostalgia. Mi piacerebbe sapere se consideri la nostalgia un sentimento positivo o negativo, e cosa volevate affrontare nelle canzoni con questo argomento.
Penso che possa essere un sentimento molto positivo. È solo che a volte le persone rimangono incastrate troppo a lungo nella nostalgia. Quindi, se si tratta solo di un momento, penso possa essere molto bello, perché ti solleva il morale ricordando certe cose belle e così via. Ma se non vivi affatto nel presente, allora può diventare un grande problema. Attraverso questo album volevamo mostrare entrambi i lati della nostalgia, sia quello triste che quello dolce, e penso che ci siamo riusciti attraverso la nostra musica. Ci sono momenti davvero cupi nel disco, ma poi ci sono melodie solari, cori e tutto il resto. Anche ascoltando l'album fino alla fine, si chiude con un mood molto incoraggiante, con quell'outro sinfonico. Alla fine sento che la nostalgia può essere un bel sentimento ed è importante conservare i ricordi dei momenti felici, perché fanno parte della nostra storia e del nostro bagaglio di memoria.
Mi interessa molto il processo di composizione. Come dicevi, avete tantissimi elementi nelle vostre canzoni. Da dove parte la scrittura? Da una melodia, da un riff di chitarra, dalle parti elettroniche...?
Il nostro compositore principale è il tastierista Yevgeny. Ha creato la demo strumentale di un'intera canzone, che poi è diventata ‘What Buildings Dream Of’ ed è da lì che è partito l'intero album. È stato ciò che mi ha ispirato anche per il tema generale. Per quella canzone si trattava di una demo strumentale completa a cui poi abbiamo aggiunto il testo. Altre volte può essere un riff. Ad esempio per ‘Harmony Manufactured’ c'era un riff fin dall'inizio, ed è interessante perché era un riff di un nostro amico che fa il DJ. Suonava in modo completamente diverso, ma Yevgeny l'ha trasformato ed è lì che si è sviluppato l'intero brano. Se prendi ‘I Am In Hell’, è una canzone che ho scritto nel 2020 per la nostra pagina Patreon e non avrei mai pensato che sarebbe diventata un brano degli Ignea; alla fine però si adattava benissimo a questo album e per questo abbiamo deciso di inserirla. Quindi dipende davvero. Per quanto riguarda la composizione con Yevgeny, a volte lui ha dei piccolissimi frammenti di un brano ma ha il blocco dello scrittore — come capita a tutti noi — e non sa dove andare a parare. Allora mi manda queste piccole parti, io ci gioco un po' su e gliele rimando indietro. È un processo continuo.
Com'è stato questa volta? Rilassato o stressante? Senza considerare ovviamente quello che sta succedendo nel vostro Paese.
Penso che ci influenzi continuamente. E come musicisti è abbastanza dura fare parte dell'industria musicale, perché devi far uscire pubblicazioni con regolarità e quindi hai sempre delle scadenze. Con tutto quello che succede intorno a noi non è facile, perché spesso le cose richiedono più tempo a causa dei blackout, degli attacchi, delle notti insonni e di tutto il resto. Quindi a volte diciamo: "Ok, finiremo questa canzone in un mese", ma alla fine ci vuole molto più tempo a causa delle circostanze in cui viviamo. Quindi penso che, proprio come la nostalgia, sia stato sia molto stimolante scrivere questo album, sia molto stressante riuscire a realizzarlo completamente entro una certa data. A volte puoi avere la demo strumentale di un brano, ma hai comunque bisogno di tempo per registrarlo come si deve e scegliere i suoni giusti. Per questo album abbiamo usato molti sintetizzatori analogici, quindi dovevamo stare in studio a selezionare i suoni: sentivamo che per un album sulla nostalgia e sul passato fosse una bella scelta usare i synth analogici, per trasmettere quella sensazione del passato anche nella musica. Ma, di nuovo, ci è voluto tempo ed è stato a tratti stressante, ovviamente.
Cosa volevate cambiare leggermente in termini di produzione e mixaggio rispetto a ‘Dreams Of Lands Unseen’?
È cambiato molto, perché avevamo sempre lavorato con un solo produttore, Max Morton dall'Ucraina, che di solito supervisionava l'intero processo dalla registrazione al mix e master. Ma per questo disco non ha potuto lavorare con noi, quindi è stato il primo album che abbiamo dovuto registrare completamente da soli, nel nostro quartier generale qui a Kiev. Solo le batterie sono state registrate da un turnista in Polonia, ma per il resto abbiamo fatto tutto da soli. Poi abbiamo inviato tutto a Jacob Hansen per il mix e il mastering, ed è stato un enorme onore per noi dato che è un produttore candidato ai Grammy e ha lavorato con band incredibili.
C'è una traccia chiave? Non necessariamente la migliore, ma un brano che ha guidato l'intero processo, magari il primo che avete completato o che avete usato come modello per tutta la produzione?
Penso sia proprio questo il punto. Questo album è molto vario e non può esserci una sola traccia chiave. Spero davvero che la gente non lo giudichi da un solo singolo. Stiamo già ricevendo le prime recensioni e ad alcuni piace molto questa varietà, mentre altri dicono che le tracce non legano tra loro. Ma fa da sempre parte di ciò che fanno gli Ignea: mescoliamo sempre molti generi e molte cose diverse. Penso che le persone debbano avere una mente aperta se vogliono davvero capire la nostra musica. Non possiamo essere solo una band symphonic metal o solo melodic death metal, mescoliamo troppi elementi.
Una delle mie tracce preferite è ‘Prefab’, non solo perché è fantastica, ma anche per il bellissimo featuring con Andy LaPlegua. Erano una band incredibile. Com'è nata questa collaborazione?
Sono davvero felice che ti piaccia ‘Prefab’ perché è anche una delle nostre canzoni preferite e ci divertiamo moltissimo eseguirla. Spero che riusciremo a portarla in tour e suonarla dal vivo perché è perfetta per gli show. Nel 2019 Andy si è esibito con i Combichrist qui a Kiev ed è così che ci siamo conosciuti. Abbiamo cenato insieme perché avevamo lo stesso booking manager. Poi siamo rimasti in contatto su Facebook, anche se non ci scrivevamo davvero. Quando abbiamo finito ‘Prefab’, che è un brano industrial metal molto spinto, abbiamo pensato che la voce di Andy si sarebbe adattata benissimo e che per noi sarebbe stato un momento iconico averlo nel pezzo. Così gli ho scritto, gliel'ho chiesto e lui ha detto di sì. La canzone era già finita, quindi per lui si è trattato solo di cantare e mettere la sua voce iconica nel brano. Penso sia un'aggiunta enorme per questa canzone e che l'abbia portata a un altro livello, quindi sono felice che sia successo.
E per quanto riguarda il brano con Britta Görtz?
E’ la cantante dei Hiraes e siamo sulla stessa etichetta, quindi abbiamo avuto modo di incontrarci nel backstage un paio di volte. Mi piace come persona ed è dotata di un'estensione incredibile nelle vocali estreme, oltre a essere una vocal coach di scream/growl. La canzone ‘Harmony Manufactured’ è un pezzo molto tecnico con molte cose che succedono, quindi sentivo che sarebbe stata la traccia migliore in cui invitarla per mostrare tutto quello che sa fare. Penso che la mia voce e la sua si combinino benissimo insieme. E’ appena uscito anche il video musicale.
A proposito della tua voce, che è stupenda. Qual è la tecnica o l'abilità in cui senti di essere migliorata di più negli ultimi anni?
È difficile da dire perché sto ancora imparando molto, sia per quanto riguarda il canto estremo che quello pulito. Quest'anno ho ripreso ad andare da un vocal coach, soprattutto per il canto pulito. Penso che con ogni album si aggiunga sempre qualcosa in più, perché la voce richiede un apprendimento continuo. In questo disco, ad esempio, ci sono più canzoni in cui ho dovuto cantare in modo più basso e molto calmo, come su ‘Darkness’ e ‘Between No Longer And Not Yet’, cosa che non è molto comune per noi. Direi che è stata una sfida per me, perché devi rimanere molto calma e mantenere la voce stabile per evitare che tremi in quei momenti così leggeri. Penso che questo mi abbia dato competenze aggiuntive. Vedremo anche come andrà dal vivo, dato che al giorno d'oggi non abbiamo il privilegio di fare tantissimi tour; e l'unico modo per migliorare gli show dal vivo è farne sempre di più. Sono molto entusiasta per il prossimo tour, per portare queste canzoni sul palco, cantarle di più, impararle meglio e perfezionarle ancora.
State preparando qualcosa di speciale?
È il tour di supporto a ‘Monumental’, quindi nella scaletta abbiamo cinque canzoni da questo disco. Abbiamo scelto i brani più veloci ed energetici per presentarlo al meglio. Tuttavia saremo di supporto agli Evergrey, quindi non è un tour da headliner e avremo un tempo limitato sul palco. Oltre alle cinque tracce nuove, abbiamo inserito tre o quattro tracce dai dischi precedenti, cercando però di scegliere quelle che si adattano all'atmosfera di ‘Monumental’.
Qual è stato finora il momento più alto per te dal punto di vista dei concerti? Il miglior concerto che abbiate mai fatto?
Penso che per me rimanga il Bloodstock Festival. E’ il più grande festival heavy metal britannico. Abbiamo suonato lì sul palco principale e, anche se era mattina presto, si è presentata tantissima gente per darci il suo supporto. Ma devo anche dire che all'inizio di quest'anno abbiamo suonato sulla 70000 Tons of Metal, la crociera heavy metal, ed è stato qualcosa di assolutamente folle. Direi che magari non è stato il singolo concerto migliore, ma è stata l'esperienza più bella di sempre far parte di un festival su una nave da crociera, è imbattibile!
Avete in programma dei concerti anche in Ucraina?
Avremmo dovuto tenere uno show a Kiev un paio di settimane fa, ma poiché gli attacchi sono sempre più frequenti abbiamo dovuto posticiparlo alla primavera. Negli ultimi due mesi la situazione è peggiorata molto e per ragioni di sicurezza si è deciso di rimandarlo al prossimo anno.
All'inizio dell'intervista abbiamo parlato di nostalgia. Sei nostalgica verso qualche band o genere in particolare? Magari musica che ascoltavi quando eri giovanissima?
Devo dire che ultimamente sono stata molto nostalgica dei primi anni del gothic metal. Penso che a volte oggi ci sembri così semplice, perché quelle erano solo le prime band e nessuno criticava il fatto di usare un pianoforte semplice per fare del gothic metal senza cercare per forza qualcosa di super originale. Ricordo anche che all'inizio dell'università ho ascoltato a lungo i Draconian, per me era qualcosa di veramente nuovo.
Ti piacciono le band gothic metal con voce femminile o anche i classici come Paradise Lost o My Dying Bride?
Cerco di non limitarmi alle band con voce femminile o maschile, non mi importa finché la musica è buona. Ad esempio mi piacciono molto anche i My Dying Bride. Quando abbiamo suonato a un festival lituano l'anno scorso, c'era Aaron Stainthorpe, che ora ha un'altra band, i High Parasite. Sono rimasta allibita perché stavo suonando e poi ho realizzato che lui era lì a lato del palco a guardare tutto il nostro show! Poi è venuto da me e mi ha fatto i complimenti per il mio growl E’ stato fantastico sentire quelle parole da lui.
Mi piace molto la vostra immagine e i vostri videoclip sono stupendi. Secondo me ve la cavate benissimo anche in altre forme d'arte come i video.
Ho un ruolo importante nella creazione dei video musicali che facciamo. Abbiamo un team di produzione che crea i concept e tutto il resto, ma anche per questo album, quando scrivevo i testi, avevo una grande moodboard con tutte le immagini e le ispirazioni. Per questo disco stiamo anche realizzando una Monumental zine, che sto curando io: è fondamentalmente una rivista d'arte con tutte le fonti di ispirazione, le spiegazioni delle canzoni e tutto il resto. È la seconda volta che facciamo una cosa del genere. Sento che dello storytelling e di tutto ciò che plasma il concept dell'album me ne occupo solitamente io. Inoltre, se vedi tutti i nostri costumi e lo styling degli Ignea, ricade tutto sulle mie spalle. A volte, quando giriamo i videoclip, scelgo persino i vestiti per gli attori! Quindi sì, diciamo che mi occupo anche del lato "fashion" delle cose.
(parole di Helle Bohdanova)


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