Prima di tutto una considerazione di base. Ascoltando il mini e poi il full length ho riflettuto su quanto rapida sia stata la vostra scalata negli ultimi anni. A quale punto ritieni che siano adesso i Dope Stars Inc ?
(Victor Love) A pensarci sembra come se sia passata una vita intera ma ogni volta che rifletto e rifletto sul fatto che il nostro primo disco, Neuromance, è uscito solo quattro anni fa , mi rendo effettivamente conto che le cose sono andate avanti molto in fretta. Con questo nuovo album abbiamo raggiunto una tappa importante che ci ha aiutato soprattutto a aumentare l’interesse e le richieste per le attività live. Questo ci porterà quindi a suonare in posti dove non avevamo mai stati prima e quindi a cominciare un percorso che espanderà notevolmente le possibilità per la nostra musica di raggiungere un numero sempre maggiore di persone.
(La Nuit) Effettivamente dall’esterno potrebbe sembrare “rapida” la nostra scalata, ma posso assicurarvi che dietro a tutto il fenomeno Dope Stars Inc c’è un impegno enorme, gigantesco, oltre che l’esperienza di ben dieci anni di precedenti nostri progetti (My Sixth Shadow). Primo fra tutti l’infinito apporto del nostro Victor su tutti i fronti: dal web sempre aggiornatissimo al songwriting sempre più raffinato, ottenuto solo grazie ad innumerevoli ore di studio di programmi e suoni. E poi, pomeriggi e serate, spese insieme all’organizzazione di eventi fin dall’altra parte del mondo o nello studio di una promozione allo stesso tempo efficace ma economica e quindi a nostra portata. I Dope Stars Inc raggiungono quindi il loro successo dietro un grosso sacrificio… tutto quanto, dal merchandise ai banner promozionali, dai concerti ai dischi, dalle scenografie del palco al sito internet, dalle fotografie agli accordi con le etichette discografiche, tutto è stato da noi seguito e studiato fino alla nausea! Oggi finalmente abbiamo raggiunto un notevole livello e siamo pronti per il grande passo (grazie a nuovi partner in America e Giappone), quello di esplodere a livello mondiale e non più solo europeo.
Hai sempre avuto la convinzione di potere arrivare lontano oppure si è rafforzata col passare degli anni?
(Victor Love) Non si può mai essere assolutamente convinti di riuscire in tutto quello che si fa, e questo spinge me personalmente ad impegnarmi sempre al massimo e non accontentarmi mai. E forse alla fine è proprio questo processo che ha portato al rafforzamento del progetto con il tempo. Non ho mai pensato di aver fatto le cose alla perfezione anche se ci ho sempre provato ovviamente. Sono sempre stato così alla fine e quello che per altri magari può sembrare un successo io non l’ho mai veramente vissuto così. E’ come se in un certo senso lo sforzo fatto per raggiungere un determinato traguardo mi ha sempre il più delle volte stancato al punto che non ho quasi mai saputo vivere quel momento se non come una cosa ordinaria. Non so come spiegare esattamente ma per me è più una soddisfazione vissuta giorno per giorno.
(La Nuit) Devo dire la verità: dopo tanti anni spesi a suonare con le mie precedenti band, avevo definitivamente abbandonato l’idea di poter arrivare al successo, ma ho sempre continuato a suonare per soddisfare una delle mie passioni più care, quella per la musica. Proprio quando avevo ormai perso la speranza fanciullesca di diventare famoso e di poter lavorare con la musica, si è presentato il ciclone Dope Stars Inc e mi ha letteralmente trascinato via per scaraventarmi in un sogno ad occhi aperti. Ogni tanto mi sembra di vivere la vita di un’altra persona: io mi sveglio e vado a lavorare tutto i giorni, come al solito, vedo i miei amici come sempre, frequento i soliti locali… poi improvvisamente inizia la nuova settimana e sono ad Helsinki, a Londra o a Mosca con centinaia di fans che urlano soddisfatti, brandendo la mia chitarra con naturalezza oppure sono in tour fianco a fianco con gruppi che ho sempre adorato e che ora mi vedono come un caro amico. Non so, tutto questo mi sembra così impossibile a volte. E’ proprio vero che quando meno te lo aspetti, le cose irrealizzabili diventano realtà e succedono proprio a te. Incredibile!
Possiamo considerare "21st Century Slave" il vostro lavoro più completo?
(Victor Love) Ricollegandomi a quanto detto sopra, per ora direi di si. E’ un album che rappresenta tutta l’evoluzione stilistica che c’è stata e che passa attraverso i nostri vecchi album. E’ un album che incorpora anche una buona dose di esperimenti. “Completo” è un termine adatto perché nella sua globalità, tra musica, testi ed immagini è l’album più completo fino ad ora. "21st Century Slave" non è solo fatto di musica, ma il concept che ha a sua volta ispirato la musica ha un ruolo importante, così come il messaggio che viene mandato attraverso di esso e la parte visual che ne completa il quadro. Inoltre è un album che non è isolato nel tempo e fine a se stesso ma trova una collocazione precisa con i tempi in cui viviamo non solo musicalmente ma anche a livello di tematiche trattate. Che poi è quello che ho sempre cercato di fare. Per me un album ha il suo senso e il suo ruolo nel momento in cui esce.
(La Nuit) Premesso il mio amore incondizionato per tutta la nostra discografia da "Neuromance" (il potere dell’elettronica) a "Gigahearts" ( la forza dell’animo rock), penso di poter tranquillamente affermare che "21st Century Slave" sia l’album che sento più vicino ai miei gusti personali. Esso racchiude in sé, il perfetto accordo fra gigabytes di elettronica e l’aggressività delle nostre chitarre, con la novità rappresentata dall’utilizzo della batteria acustica. Il tutto poi è ancor più enfatizzato dalla scelta di rafforzare il concept cyberpunk da sempre presente nelle nostre produzioni fino ad arrivare a fondare un nuovo genere musicale. Il Cyberpunk rock!!!
Quali pensi che siano i maggiori progressi rispetto ai pur ottimi "Neuromance" e "Gigahearts"?
(Victor Love) Le maggiori differenze sono dovute proprio alle esperienze fatte con "Neuromance" e "Gigahearts", le esperienze personali che abbiamo avuto, i concerti, i contatti con altre persone e il confronto con diverse realtà musicali e non. Il nuovo disco è sicuramente più maturo perché fa parte comunque di un processo evolutivo abbastanza naturale. Ogni album che pubblico, ogni pezzo che scrivo, imparo qualcosa di nuovo e questo mi porta a scrivere diversamente in futuro. Soprattutto il tipo di percorso che ho sempre fatto è stato quello di raggiungere maggiore impatto pur applicando una maggiore semplificazione degli arrangiamenti. Perché sono infatti le cose semplice quelle difficili a farsi ed è questo che è stato più o meno sempre la direzione che ho cercato da quando ho iniziato a comporre.
(La Nuit) Grazie a tempi di produzione più lunghi siamo anzitutto riusciti a dare alla luce nuovi pezzi con un po’ più di libertà, potendo tentare diversi esperimenti (vedi per esempio il brano acustico “It’s for you”) e scegliere poi il risultato migliore senza dover fare i conti con l’orologio. Tutto ciò dona all’artista la possibilità di impegnarsi al massimo e quindi di ottenere un prodotto assai migliore. L’altra grossa novità, come già detto, è l’utilizzo della batteria acustica, suonata dal nostro caro Fabrizio, fratello di Victor, che regala a "21st Century Slave" più dinamica ed un impatto finale veramente energetico. Tornando invece al rafforzato concept del disco, di certo film e letteratura cyberpunk ci hanno ispirato moltissimo e mostrato la via, ma più che altro con questo disco vogliamo parlare di situazioni e fatti che quotidianamente vediamo sempre più vicini e reali e che non costituiscono più solamente fantasie cinematografiche anni ottanta. Con questo disco parliamo anche della nostra vita, dei problemi della nostra società tecnologica e delle relative soluzioni e sono sicuro che tutto questo sarà un punto di vantaggio rispetto a tanti altri prodotti che seppur ben confezionati, non hanno alcun significato.
A mio parere la produzione è sempre migliore e certi risvolti di "Criminal Intents/Morning Star" sono emersi ancora più evidenti..
(Victor Love) Si nell’album ho dedicato una cura maggiore per il mix e produzione di "Criminal Intents" e "Digital Warriors" che erano già presenti sul mini. Ho anche aggiunto delle cose che prima non c’erano ma di base diciamo i pezzi sono rimasti molto simili.
Ti sei ispirato a qualche album o produttore in particolare?
(Victor Love) No non mi sono ispirato a un determinato disco o produttore. Sicuramente sarò stato influenzato in qualche modo dai dischi che ho sentito e che sento ma non ho preso niente come riferimento di partenza.
Quali sono i software di cui non faresti mai a meno?
(Victor Love) Sono tanti ma più che altro il tutto ruota intorno a Cubase e software correlati.
Vuoi introdurci il concept alla base del disco?
(Victor Love) Il concept del disco è ispirato principalmente da tutto quello che ruota intorno al cyberpunk come genere letterario che ha influenzato a sua volta il cinema, l’arte, l’immaginario ad esso associato e la cultura e sottocultura che ne è derivata. In questo contesto si inseriscono anche collegamenti al periodo storico che stiamo vivendo e in particolare a come il mondo di oggi somiglia sempre di più a quello dipinto nelle realtà cyberpunk. Non è solo una questione che ruota intorno all’avanzamento delle tecnologie e la fusione del mondo reale con quello informatico ma è anche il panorama socio-politico che sta assumendo rapidamente l’aspetto e la forma negativa già descritta dai racconti cyberpunk. I governi e le sempre più gigantesche corporazioni stanno prendendo il controllo e raffinando l’utilizzo di tecnologie sempre più all’avanguardia che permettono un controllo sempre maggiore sulle masse. E’ un tipo di controllo che non ha un effetto sul singolo ma ha il suo impatto su l’intera società riuscendo a modellarne le tendenze e i pensieri grazie anche ad un accurato studio statistico di quelli che sono le necessità primarie delle persone, sfruttando i punti deboli, la paura, il terrore, l’ingenuità o l’inesperienza per ricavarne dei risultati e dei vantaggi economici che stanno cambiando radicalmente la nostra società. La televisione è uno strumento potente che già ha avuto questo ruolo in passato, ruolo che oggi sempre più di ieri, sta cominciando ad assumere internet e il cyberspazio con le relative maggiori potenzialità offerte da questo strumento. Internet è in grado di unire le masse e informarle di tutte quelle cose che non si sarebbero mai sapute prima, ma è anche uno strumento in grado di confondere e dirottare e soprattutto uno strumento per acquisire facilmente informazioni personali su chiunque. E’ un posto dove gli interessi economici e politici vanno insieme con le possibilità di controllo. Il messaggio che mandiamo con questo disco è quello di prepararsi al futuro e diventare esperti di ogni nuovo e presente strumento tecnologico perché oggi e ancora di più in futuro questi strumenti avranno un impatto decisivo sulla vita di tutti i giorni di ognuno di noi.
Chi si è occupato dell"artwork e a cosa si ispira?
(Victor Love) L’artwork è stato fatto da Rhett Podersoo (Machine Room), un artista inglese che ha saputo cogliere il mood del disco a livello concettuale e riprodurlo quindi con delle immagini che sono come delle istantanee di un ipotetico film per cui il disco fa da colonna sonora.
(La Nuit) Il nostro caro Rhett, artista inglese di talento, ha preso in mano le redini di "21st Century Slave" e ci ha condotto per le vie di questa città futuristica, ma non troppo, immaginaria, ma non molto, dove un gruppo di guerrieri chiamati "Digital Warriors" si oppongono virtualmente allo strapotere delle megacorporazioni. La città rappresenta il nostro mondo, un mondo senza dubbio pieno di innovazioni tecnologiche, ma allo stesso tempo decadente, in quanto tutti noi siamo virtualmente schiavi dell’infinito potere che pochi grandi e nascosti “signori” esercitano sulla nostra società dietro l’ombra di corporazioni a noi tutti note. La metafora dei guerrieri digitali richiama l’unica realtà dove siamo veramente liberi, alias il mondo virtuale del web, l’unico campo di battaglia dove noi possiamo osare sfidarli. Qui noi possiamo ancora scegliere e possiamo ancora combattere, la parola chiave è saper utilizzare la tecnologia a nostro favore impedendo che anche questa sia letteralmente controllata ed utilizzata contro di noi.
Chi è lo schiavo del ventunesimo secolo?
(Victor Love) Ognuno di noi è già schiavo del ventunesimo secolo. Siamo totalmente immersi in un mondo fatto di alta tecnologia e da cui non possiamo più tirarci fuori. L’unica via di uscita è riuscire, ognuno di noi, a dominare la tecnologia e usarla in maniera creativa a nostro vantaggio. Se non sarà prima una guerra termonucleare a spazzarci via allora la prossima guerra mondiale sarà in tutta probabilità combattuta tra gli 0 e gli 1.
(La Nuit) Ogni mattina facciamo colazione al bar dove una macchina registra le nostre spese e le nostre preferenze, ogni giorno usiamo il nostro cellulare tramite il quale possono conoscere la nostra vita personale, i nostri amici; ogni pomeriggio ci colleghiamo online dove i tanti social networks sono pronti a diffondere i nostri segreti. Sanno cosa facciamo, sanno come viviamo, controllano i nostri soldi, ci dicono di cosa abbiamo bisogno, che cosa consumare per arricchirli ancor di più e quando non abbiamo più nulla di interessante da sfruttare ci abbandonano al nostro destino. Di certo gli schiavi del ventunesimo secolo siamo noi, ma loro chi sono ? Guardatevi attorno, la risposta non è poi così lontana…
Cosa vi ha spinto a passare da Trisol a Subsound Records?
(Victor Love) Siamo passati a Subsound in Italia, ma Trisol ha comunque il resto d’Europa. La decisione è stata presa semplicemente perché volevamo una etichetta sul territorio italiano che potesse avere una presenza più forte e potesse aiutarci quindi meglio a gestire il gruppo nel nostro paese dove nonostante tutto siamo ancora molto meno conosciuti che all’estero.
(La Nuit) Grazie al successo dei precedenti lavori, abbiamo finalmente raggiunto un discreto potere contrattuale nei confronti dell’industria della musica. Così al fine di rafforzare la presenza capillare della nostra arte in tutto il mondo, abbiamo deciso con "21st Century Slave" di allargare i nostri orizzonti e stipulare quindi contratti con ben quattro etichette diverse strategicamente posizionate: Trisol (Europa), Death Watch Asia (Giappone), Metropolis Records (Americhe) ed infine Subsound Records (Italia). Come avrete già capito dagli anni passati, il mercato italiano non ci ha mai attirato più di tanto, in quanto le difficoltà di emergere e di vendere per una band come la nostra, quì in Italia, sono veramente alte. Ma noi abbiamo la testa dura e quindi facendo leva sul nostro grado di notorietà all’estero abbiamo deciso di “riprovare” a sedurre il market italiano con l’aiuto del nostro caro vecchio amico Davide, proprietario della Subsound Records.
Adesso avete un controllo maggiore della vostra musica?
(Victor Love) Lo stesso di prima. Non è cambiato molto da questo punto di vista. Nessuna etichetta ci ha mai imposto niente. Inoltre il fatto di avere diversi riferimenti in vari territori ci ha aiutato a stabilire dei contatti più forti che sono indispensabili per fissare più date live e avere una promozione e una distribuzione più incisiva rispetto a prima in un numero maggiore di paesi.
Il concetto di etichetta musicale è ormai superato. Quale ritieni che sarà la prossima modalità di distibuzione a dominare sulle altre?
(Victor Love) Devo dire che è anche lavorando insieme con altre persone che si cresce e si imparano tante cose. Oggi i gruppi possono anche vendere direttamente solo in digitale, senza label, ma il risultato sarà che avremo in evidenza sempre di più band che hanno semplicemente i soldi per promuoversi in maniera massiccia. Mentre tutte le altre band anche molto valide ma con meno esperienza o possibilità non troveranno nessuno pronto ad investire su di loro e rischieranno di morire ancora più rapidamente di prima. Internet offre delle grandi possibilità in questo senso e noi per primi abbiamo usato internet come strumento principale di comunicazione con i nostri fans ma ci sono ancora delle grosse barriere che le band underground difficilmente riescono a superare se non supportati da un team di persone esperte.
(La Nuit) Senza dubbio il market online è il più veloce ed il più redditizio. Grazie ai numerosi canali di distribuzione fisica e digitale offerti dal web diventa sempre più facile e veloce raggiungere il resto del mondo. Oggi ogni utente ha la possibilità di saggiare il prodotto online in anticipo e quindi di poter procedere con l’acquisto con un paio di semplici click di mouse. Niente di più comodo. Ricordate quando si comprava solo nei negozi a scatola chiusa? In più i vantaggi per le band derivati dall’utilizzo di semplici siti, social networks, communities e, forum sono incalcolabili.
Di chi ci si può fidare nel mercato musicale di oggi?
(Victor Love) E’ difficile dare una risposta sicura riguardo un mercato in profonda crisi. Io solitamente preferisco lavorare in prima persona per ottenere determinati risultati immediati, ovviamente dove mi è possibile. Nel contempo le etichette con cui lavoriamo stanno facendo un ottimo lavoro per quel che concerne la distribuzione e promozione. Nel corso degli anni non sempre ci è andata bene ma è anche da queste esperienze che abbiamo imparato a muoverci per il futuro.
(La Nuit) Direi di nessuno, la fiducia è qualcosa che bisogna meritarsi. Proprio per questo stiamo cercando di conoscere i nostri partner sempre più a livello personale, incontrandoci in Italia o all’estero. Grazie a questa sorta di “meetings ravvicinati” e non più solo in video conferenza, riusciamo a conoscere personalmente ed approfonditamente promoter, etichette e distributori e quindi a farci un’idea di quanto poterci fidare di loro. Costi quel che costi, questa è la via da seguire, incontrare dal vivo tutte le persone con cui andrai a lavorare, al fine di poter lasciare per strada le mele marce da una parte, mentre dall’altra saldare le basi di un gruppo di lavoro più unito e motivato nonostante le distanze.
In pochi mesi hai dato alle stampe il debutto degli Epochate e due release con i Dope Stars Inc. Come sei riuscito a pianificare un impegno del genere?
(Victor Love) Tante giornate di lavoro in studio e un periodo di ispirazione particolarmente positivo. Sono state due esperienze allo stesso tempo estenuanti ed entusiasmanti per me.