Dope Stars Inc.
Italia
Pubblicato il 08/01/2007 da Lorenzo Becciani

Ritengo "Gigahearts" molto più vario e completo di ‘Neuromance’. Pensi che sia questa la differenza maggiore rispetto alla precedente release oppure ce ne sono altre sostanziali ?
Hai perfettamente ragione nel dire che è molto più vario è completo ed è infatti questa la vera differenza tra i due dischi. Anche in "Neuromance" c’era già una tendenza a particolarizzare ogni singolo brano anche se spesso e volentieri alcuni pezzi seguivano uno stesso filo conduttore. Invece in "Gigahearts" questo avviene in pochissimi casi e comunque nel bilancio generale dell"album escono fuori differenze stilistiche tra un pezzo e un altro molto profonde. Probabilmente perchè è stato studiato di più fin dall’inizio in questo senso. Volevo un album che fosse bilanciato sotto tutti gli aspetti con un insieme di brani che esprimessero totalmente quelle che sono le varie componenti del nostro sound. Come avrai notato c’è anche una sorta di divisione in tre blocchi mentre alcuni brani escono completamente da questi confini. "Multiplatform Paradise", "Technologic Age" e "Critical World" sono 3 brani molto più rock’n’roll rispetto agli altri, con meno synths e una componente chitarristica più in risalto; "Just The Same For You" e "Can You Imagine" invece sono brani con una forte influenza synth-pop dove le chitarre vanno a svolgere un ruolo marginale. Ci sono poi pezzi come "Braindamage" che ha forti influenze industrial metal, "Beatcrusher" completamente spostata verso una elettronica harsh con mood rock’n’roll e "Lost" che è una ballad industrial che riassume sia le componenti chitarristiche che elettroniche del nostro sound
Come e’ nato ‘Gigahearts’? Cosa ci puoi raccontare delle recording sessions?
"Gigahearts" è nato durante l’estate del 2006, tra un festival e l’altro e mentre usciva l’EP "Make A Star". Una buona parte diciamo che l’ho scritto verso la fine dell’estate prima di entrare in studio pero’ alcune cose provenivano da accenni di brani scritti anche un anno prima. Diciamo che non è stata una cosa facile perché comunque volevo che il disco mostrasse una maggiore maturità stilistca, una maggiore varietà che allo stesso tempo pero’ doveva suonare uniforme. Non volevo che i Dope Stars Inc sembrassero cinque gruppi diversi ma nemmeno riproporre un disco uniforme come "Neuromance". Le recording sessions sono state davvero un inferno, non perché ci siano stati mai intoppi tecnici anzi abbiamo lavorato come treni ed è andato tutto alla grande. Pero’ il tempo sembrava scorrere via e non ci bastava mai, come ti ho detto altri sei mesi ci sarebbero stati tutti. Considera che potendo portare i progetti anche a casa mi sono ritrovato spesse volte a lavorarci anche di notte soprattutto per tutte quelle operazioni supernoiose, macchinose e semi-automatiche di post-produzione in modo da recuperare tempo il giorno dopo. Sono arrivato al punto di esportare alcuni pezzi il giorno stesso del mastering tanto per farti capire il livello di stress eheh..
Cos’è cambiato a livello di produzione, studi di registrazione, scelte  artistiche ?
Diciamo che non è cambiato molto perché bene o male ho sempre lavorato come produttore o co-produttore della band e mi sono sempre occupato delle registrazioni fin dall’inizio. Con "Neuromance" ho lavorato con dei produttori esterni di un certo livello come John Fryer e Thomas Rainer da cui ho imparato molte cose e fatto molta esperienza non solo a livello tecnico ma anche teorico. Siccome la Trisol era rimasta molto soddisfatta della produzione dei nuovi brani per l’EP di "Make A Star", mi ha incaricato di dedicarmi anche alla produzione del nuovo disco. Tra l’altro come saprai io lavoro come fonico al Subsound Studio e in questo modo ho avuto la possibilità, essendo anche il compositore e autore di tutti i brani, di avere il completo controllo stilistico del nuovo album. Quindi il lavoro di produzione è stato molto più intenso dato che quando siamo entrati in studio i progetti dei pezzi erano già pronti e tutte le varie parti erano già programmate o registrate in versione demo. Abbiamo quindi registrato da capo tutte le componenti audio (voci, chitarre, bassi) e così in brevissimo tempo eravamo già pronti per dedicarci al missaggio avendo infine il tempo necessario per entrare in dettaglio e perfezionare il tutto. Tutto questo ha permesso di curare molto di più tanti particolari che in "Neuromance" avevamo tralasciato e abbiamo potuto dedicare molto più tempo alla scelta dei suoni e all’arrangiamento definitivo.
Ho riscontrato anche un netto miglioramento delle parti vocali vedi ‘Can You Imagine’ per esempio..
Ti ringrazio. Personalmente anche io penso che a livello vocale questo disco sia nettamente superiore al precedente. C’è una maggiore ricerca sia dal punto di vista melodico che dal punto di vista metrico e di stile nel modo di cantare. Inoltre come ti dicevo ho preferito utilizzare meno effetti troppo pacchiani per far uscire maggiormente il carattere della mia timbrica naturale. Brani come "Lost" o "Can You Imagine" pur avendo una base strumentale ed un arrangiamento piuttosto complesso trovano nelle parti vocali la propria essenza e sono queste ultime quelle che poi alla fine ti rimangono in testa. Anche i testi e la scelta delle parole sono stati curati maggiormente, aldilà delle tematiche trattate che sono rimaste cyberpunk. Ciascuna parola ha un proprio carattere e suona in un certo modo combinata con altre, ed è anche la scelta di queste parole che rende una determinata parte vocale più interessante o meno aldilà della melodia e della metrica della parte stessa. Ogni anno che passa e ogni disco nuovo è il risultato di nuove esperienze ed è lo scopo principale di ogni artista quello di migliorare nel corso del tempo. Per quanto mi riguarda è proprio il "migliorarsi" che produce la maggior gratificazione artistica ed è quello che mi spinge ad andare avanti, altrimenti sarebbe solamente un processo meccanico e noioso.
Non è un paradosso riscuotere maggiore successo  all’estero che in patria ? Qui in Italia non sembrano  esserci giudizi ‘intermedi’ nei vostri confronti: amore oppure odio..
E" un paradosso piuttosto comune in Italia, difficilmente ci sono gruppi italiani che sono accolti in patria sia dalla stampa che dal pubblico in maniera positiva a meno che non facciano musica leggera. La maggior parte del pubblico alternativo italiano invece è talmente disgustato dal panorama locale che non darà mai credito a un gruppo che viene da Roma o da Milano o da qualunque altra parte dell"Italia e anche se questo è famoso all"estero risulta sempre veramente "strano" pensare di comprare un cd industrial o metal di un nome italiano piuttosto che comprarsi l’ultimo di questo o quell’altro artista inglese o americano. Poi c’è un"altra elite di persone che si sente talmente elevata musicalmente perché ascolta solo un certo tipo di musica (estera) a suo dire cool, che si diverte a gettare merda a priori sui gruppi italiani solo per il gusto di farlo e senza magari neanche averli mai sentiti. Ci sono persone che sono capaci addirittura di criticare determinati gruppi italiani per certi aspetti tecnico/stilistici e allo stesso tempo osannare altri che fanno le stesse identiche cose ma sono inglesi o tedeschi. Per quanto ci riguarda abbiamo potuto assistere a vari episodi clamorosi di idiozia pura e giudizi sparati a zero senza un perché, mentre dall’altra parte posso dire che ci sono molte persone anche in Italia che cominciano a maturare un certo rispetto nei confronti di quello che facciamo. Alla fine dei conti noi andiamo avanti per la nostra strada e non è che ci curiamo molto di questi aspetti. Spero davvero che questa situazione cambi un giorno per noi e per gli altri gruppi italiani ma per il momento lo ritengo molto difficile.
Quale delle critiche che vi erano state rivolte dopo la pubblicazione di ‘Neuromance’ avete fatto vostra per migliorarvi e crescere artisticamente ?
Alcune volte ho letto che certi brani risultavano ripetitivi nell’arrangiamento. In effetti lo trovo uno dei difetti di "Neuromance". Ci sono alcuni brani che avevano lo stesso mood e risultavano simili ma è pure vero che in un debut album si cerca sempre di avere un impatto più uniforme e diretto. Abbiamo inoltre limitato l’uso di lead synth troppo "happy" per dare più spazio a bassline distorte e più acide che comunicassero atmosfere più cyberpunk e oscure. Inoltre l’uso di voci distorte ed effettate è stato dosato diversamente e utilizzato solo dove era veramente necessario per non snaturare troppo la timbrica vocale. Una voce molto distorta allo scopo di risultare più aggressiva ha poco carattere mentre una voce resa aggressiva già dal modo stesso in cui l’hai cantata è tutta un’altra cosa.
Quali sono a tuo avviso i brani più ‘avanti’ e sperimentali di ‘Gigahearts’ e in che direzione pensi si muoveranno i Dope Stars Inc in futuro ?
Secondo me tutto il disco è molto più sperimentale rispetto al precedente. Sicuramente "Beatcrusher", "Bang Your Head" e i due lenti synth/pop "Can You Imagine" e "Just The Same For You" sono quelli che a primo impatto sembrano molto diversi dal passato. Diciamo che gli unici brani che riprendono vagamente "Neuromance" sono quelli rock n" roll e dal lato più hard. Per quanto riguarda il futuro non ho la minima idea di come si evolverà il tutto. La tendenza è sempre quella di sperimentare qualcosa di nuovo e mantenere un bilancio nel disco di melodia e aggressività. L’attitudine rock punk è sempre presente e non ci abbandonerà mai e non abbiamo mai sentito il bisogno di seguire una direzione precisa nè per salire nelle hit parade con un disco ultra-commerciale e nemmeno per fare contenti i più accaniti metallers con un disco di pura violenza. Sicuramente dopo "Gigahearts" ci prenderemo più tempo prima di un nuovo full lenght perché è nostra intenzione lavorarci sopra con più calma.
I remix rappresentavano una parte importante di ‘Neuromance’. In questo caso li farete uscire esclusivamente con i singoli o avete in mente di pubblicare un vero e proprio disco di soli remix ?
Abbiamo diversi remix già pronti da parte di molti artisti della scena internazionale. Pubblicheremo un EP in primavera che li conterrà tutti insieme a brani inediti e forse anche qualche versione diversa di alcuni pezzi di "Gigahearts".  Volevamo fare un doppio cd contenente i remix come per "Neuromance", ma molti artisti non sono riusciti a consegnare i remix in tempo a causa dei tempi strettissimi che avevamo quindi abbiamo preferito rimandare il tutto ad una uscita separata e con l’occasione includeremo anche del materiale extra per formare un nuovo mini album come per "Make A Star". Nel frattempo ho lavorato a due remix per Emilie Autumn che puoi trovare nel nuovo doppio EP "Liar/Dead Is The New Alive". Era possibile remixare due brani e avendo tempo li ho fatti entrambi e dato che sono piaciuti moltissimo sia ad Emilie che alla Trisol hanno deciso di includerli entrambi nella tracklist definitiva.
Un aspetto positivo e uno negativo di uscire per Trisol..
La Trisol è una ottima label che si da molto da fare per i propri gruppi oltre ad avere una ottima distribuzione. Unico lato negativo è che di recente gli sta andando dannatamente bene e quindi sono piuttosto sommersi di impegni con il risultato che diventa sempre più difficile per loro stare dietro a tutto.
Ti rigiro una domanda che ho fatto anche agli XP8, credi sia meritevole e corretto parlare di ‘elettronica’ in Italia ? Oppure le poche band di rilievo non sono altro che appendici di una scena mitteleuropea ?
Fondamentalmente penso che il concetto di "scena" locale o nazionale sia da considerarsi relativo e superato considerato che anche i gruppi più sconosciuti spesso e volentieri hanno contatti con gruppi esteri tramite internet. Una scena penso si venga a creare sulla base del rapporto personale tra un gruppo di artisti che suonano più o meno lo stesso genere e si influenzano a vicenda in qualche modo, quindi considerato che oggi come oggi i contatti tra artisti avvengono più tramite rete che per via personale parlare di appendici o meno è piuttosto inutile. Tanto per farti un esempio io mi sento spesso con XP8 ma nel 90% dei casi questo avviene tramite internet piuttosto che di persona. La stessa cosa avviene con tantissimi altri gruppi di tutta Europa della scena elettronica con la differenza che parliamo in inglese. Quindi come si puo’ parlare di scena, appendici o elettronica in Italia o Germania quando lo scambio culturale e interpersonale è comunque esteso a livello internazionale?
Essendo in contatto con molte realtà del movimento EBM qual è la tua opinione sul periodo di ‘stasi’ della scena tedesca ?
Penso che bene o male tutto quello che si poteva dire in campo EBM sia stato detto e ridetto abbastanza volte da cominciare a diventare piuttosto ripetitivo e noioso.

(parole di Victor Love)

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