
Prima di tutto ‘Billow’ si presenta molto bene. Un digipack intrigante dal punto di vista grafico, come non se ne vedono più in circolazione, ed una diffusa introduzione a cura di Guy Peters che affronta il tema delle liriche e analizza il contenuto nei dettagli. Il resto lo si deve a questa avvenente ragazza olandese, figlia dell’ex chitarrista dei The Ex, che canta, suona la chitarra, il piano e gioca un pò col computer. Diciotto anni ancora da compiere ed un invidiabile talento, a sua detta alimentato dalla assidua presenza di musicisti come Han Bennink, Sonic Youth, Konono No. 1 e Getatchew Mekuria e da un viaggio in Etiopia dove è entrata in contatto con una cultura quasi all’opposto rispetto alla sua. ‘Seven’ e ‘First’ si distinguono in una tracklist ipnotica, breve e diretta che arriva al cuore e confonde la mente, tra fumi di strana provenienza. Vista la bellezza della sua voce e lo scheletro essenziale di queste sparute composizioni le probabilità che in futuro Lena Hessels maturi ulteriormente e scelga una direzione sonora anche totalmente diversa da quella di oggi sono elevate.

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