Pastorale
Le Pietre Dei Giganti
Overdub Recordings
Pubblicato il 06/04/2026 da Lorenzo Becciani
Songs
I
Side A:
Dentro l’atomo…
Santo Fulmine
Zinco

Side B:
Gamelan
Sulla Sequoia
Pastorale

II
Side A:
La Nostra Sanità
Opale Nero

Side B:
Ode al Tiranno
Il Corvo
…Fuori dalla stella

 Sarò di parte perché li ho voluti fortemente a Serravalle Rock quando ancora stavano emergendo, ma non ho dubbi nell’affermare che i fiorentini siano una delle migliori formazioni in assoluto presenti attualmente nel nostro panorama. Non solo sono cresciuti in maniera esponenziale, tra pubblicazioni e dimensione dal vivo, ma hanno saputo portare avanti con coerenza e lungimiranza un percorso artistico coraggioso e mai banale, evitando di scimmiottare i classici, seguire trend o perdersi nei meandri della precarietà dell’industria italiana. ‘Pastorale’ non è solo un album. È un’esperienza sonora. Ho avuto la fortuna di poterlo ascoltare per diversi mesi prima della sua uscita e posso assicurarvi che necessita di vari ascolti e di un approfondimento crepuscolare per lasciare scaturire tutte le sfumature che sono state inserite al suo interno. Allo stesso tempo Le Pietre Dei Giganti hanno guadagnato una consapevolezza live significativa e ciò ha reso paradossalmente i loro brani più accessibili e potenti (‘Zinco’). ‘Sulla Sequoia’ cita i Marlene Kuntz di ‘Il Vile’, prima che un turbine di chitarre, basso e batteria si trasformi in una poliritmia alla Tool, con tonalità grunge, un coro ancestrale ed addirittura un sax a spezzare la tensione. Un pezzo pazzesco e non è l’unico di una scaletta che definisce il concetto di musica rurale in un senso di complessità e magnitudine che non tutti potranno comprendere. La natura heavy stoner di ‘Veti e Culti’ (che ritroviamo in ‘La Nostra Sanità’) si è arricchita di influenze etniche (in ‘Gamelan’ si sentono i rumori delle strade del paese di Ubud, a Bali, durante il periodo della festa induista del Galungan), ma la verità è che il quartetto ha raggiunto una maturità e soprattutto una personalità compositiva che permette qualsiasi mossa artistica. La copertina di Morgan Sorensen racchiude bene il bilanciamento tra antico e moderno, tra arte classica e contemporanea, tra avanguardia e desiderio di emergere. Colpisce la versatilità vocale di Lorenzo Marsili, colpisce la capacità di passare da uno strumento all’altro di Francesco Utel e colpisce pure la duttilità di una sezione ritmica, formata da Niccolò Pizzamano e Francesco Nucci, in grado di abbracciare l’aggressività come la trasgressione, l’esoterismo più puro e la tribalità che si celano in ognuno di noi. Il mixaggio dell’album è stato eseguito da Leonardo Magnolfi, ha messo in evidenza ciascun strumento esaltando a volte la componente elettronica (‘Dentro L’Atomo..’), a volte quella cinematica (‘Opale Nero’) ed in altri frangenti la frizione, aggiungo voluta, tra elettricità e metafisica (‘Santo Fulmine’ che omaggia i Motorpsycho di ‘Vortex Surfer’ e la voluminosa a tutti gli effetti title track). ‘Ode Al Tiranno’ e ‘Il Corvo’ anticipano la conclusione di un doppio vinile che non deve mancare nella vostra collezione. Le Pietre Dei Giganti non sono un tesoro da preservare, come scriveranno in molti. Sono una formazione da esportare a tutti i costi, da portare a livelli altissimi ed elevare a simbolo di una rinascita rock indipendente che nel nostro triste paese attendevamo da decenni. “Canto della notte solo uno tornerà, dalla bocca del serpente secolare verità.”

Songs
I
Side A:
Dentro l’atomo…
Santo Fulmine
Zinco

Side B:
Gamelan
Sulla Sequoia
Pastorale

II
Side A:
La Nostra Sanità
Opale Nero

Side B:
Ode al Tiranno
Il Corvo
…Fuori dalla stella
Le Pietre Dei GigantiLe Pietre Dei Giganti
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