A Reminder
Walkways
Wild Thing Records
Pubblicato il 23/08/2026 da Lorenzo Becciani
Songs
A Reminder
A Fuck You, A Thank You
A Devil's Mist (Fire)
A Virus. Prove Me Wrong
Abiding Stress To Unstress
Again & Again & Again
Alone Together
All For You
A Kiss On The Forehead
A Programmed Mistake
Autonomic Wrath
Another Relapse, Another Release
A Smile (Soul Deep)

La capacità di unire fragilità e brutalità nelle stesse canzoni non è da tutti. Prima di tutto bisogna avere una padronanza dei propri strumenti superiore alla media, un cantante superlativo, coraggio e apertura mentale. Gli israeliani questa capacità l'hanno costruita album dopo album, e con ‘A Reminder’ la portano al punto più alto della loro carriera. Non solo Ran Yerushalmi è cresciuto ulteriormente dal punto di vista vocale ma la band ha saputo rendere il proprio stile ancora più riconoscibile e scevro dalle derivazioni di inizio carriera. Il cantato può diventare abrasivo, rabbioso, quasi animalesco, ma è soprattutto nei passaggi più puliti e vulnerabili che emerge la maturazione di un interprete capace di dare un'identità precisa a ogni dettaglio. Non canta semplicemente le canzoni, le attraversa. Quello che colpisce dell’album è la sua compattezza. I tredici brani non sono episodi isolati ma passaggi di un unico percorso di elaborazione e gli interludi strumentali, mai gratuiti, trasmettono all'ascolto un respiro quasi da colonna sonora. Musicalmente i Walkways confermano le loro caratteristiche ovvero groove metal robusto, venature nu metal e l’abilità nell’alternare pesantezza fisica e divagazioni melodiche senza mai risultare stucchevoli o didascalici, nemmeno quando i testi toccano temi delicati come dipendenza, ricaduta e ricostruzione. Fare meglio di ‘Bleed Out, Heal Out’ non sarebbe stato facile per nessuno. Figuriamoci per chi propone alternative metal in Israele, in un periodo storico in cui politica, guerre senza senso e news drammatiche dominano uno scenario che potrebbe essere di tutt’altro tipo. Tel Aviv è una città meravigliosa, tra le più belle che abbia mai visitato e pensare di non poterla visitare quando voglio è straziante. Se i Walkways fossero inglesi o americani a questo punto sarebbero già su tutte le copertine delle riviste specializzate. Se Ber Caspi e Yoni Menner avessero altre origini probabilmente sarebbero incensati per il loro guitar work intenso e tecnico. Non è così e le difficoltà nel promuovere la loro arte non mancheranno pure in futuro, ma questo non ci impedisce di ascoltare e celebrare la loro musica. Il loro terzo album è guidato da alcuni episodi micidiali come ‘A Reminder’, ‘A Devil’s Mist (Fire)’ - qui i Walkways spingono sull'acceleratore e lasciano che il groove diventi quasi fisico, con una costante tensione apocalittica e una produzione che valorizza ogni elemento senza soffocarlo – e ‘Again & Again & Again’ ma è nelle sue sfumature che scoprirete una formazione sorprendente, in grado di distinguersi in un panorama alquanto variegato. ‘A Programmed Mistake’ analizza le profonde cicatrici lasciate da un rapporto personale. L’interpretazione di Yerushalmi non è mai semplicemente aggressiva: contiene risentimento, dolore, lucidità e soprattutto una sensazione di liberazione. Sembra quasi voler trasformare la rabbia in una forma di consapevolezza. Tra regolamenti di conti (‘A Fuck You, A Thank You’), sperimentazioni progressive (’Autonomic Wrath’) e lenti contagiosi (‘A Kiss On The Forehead’), un’opera dark che seduce e respinge, come nelle più rinomate relazioni tossiche. La sua forza non sta soltanto nei singoli momenti di impatto ma nel modo in cui costruisce una narrazione emotiva coerente. Non è un album sulla guarigione intesa come cancellazione del passato. È, piuttosto, un album sulla possibilità di conviverci senza permettergli di decidere chi siamo. A riassumere il suo messaggio ci pensa ‘A Smile (Soul Deep)’, una conclusione che ha il compito non semplice di chiudere un percorso così stratificato. Non cerca il classico finale pirotecnico. Preferisce lasciare una sensazione di apertura, quasi che il viaggio non sia davvero terminato. Ed è probabilmente la scelta più coerente con la filosofia dell'album: non esiste una guarigione definitiva, esiste la consapevolezza di dover continuare a camminare.


 


 

Songs
A Reminder
A Fuck You, A Thank You
A Devil's Mist (Fire)
A Virus. Prove Me Wrong
Abiding Stress To Unstress
Again & Again & Again
Alone Together
All For You
A Kiss On The Forehead
A Programmed Mistake
Autonomic Wrath
Another Relapse, Another Release
A Smile (Soul Deep)
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